LA BATTAGLIA DI SAN PIETRO INFINE

LA BATTAGLIA DI SAN PIETRO INFINE

LA BATTAGLIA DI SAN PIETRO INFINE

San Pietro Infine è un comune italiano di 988 abitanti della provincia di Caserta in Campania.San Pietro Infine occupa l’angolo settentrionale della provincia di Caserta che si incunea tra Lazio e Molise. L’antico borgo è arroccato su di uno sperone di roccia immerso in un territorio verdeggiante.

Comune situato sulla linea Reinhard, occupato da truppe tedesche, durante l’ultimo conflitto mondiale, si trovò al centro di numerosi combattimenti, subendo violenti bombardamenti e feroci rappresaglie che procurarono numerose vittime civili e la totale distruzione dell’abitato.


ARCHIVIO FOTOGRAFICO:

Nel freddo e pungente dicembre 1943, sulla Linea d’Inverno,i tedeschi occupavano anche le masse montuose del sistema Maggiore-Camino, gli sbocchi verso la breccia di Mignano, il monte Sammucro e, oltre questa linea, “una massa disordinata di montagne” ampia circa 16 chilometri tra le valli del Rapido e del Volturno, che si stendevano verso nord dal monte Sammucro oltre Venafro, verso la catena principale degli Appennini. Esisteva un solo settore nel quale gli Alleati potevano muoversi in forze: quello oltre la stretta di Mignano, la valle del Liri, che portava direttamente alla capitale. Ma per raggiungerla essi dovevano prima cacciare i tedeschi dal massiccio del Camino che comprendeva i monti Lungo, La Difesa, La Remetanea, il monte Maggiore ed un piccolo paese chiamato SAN PIETRO INFINE.

I tedeschi hanno visto il valore difensivo di San Pietro, con i suoi muri in pietra spesse e la sua vista imponente di Monte Lungo e la Route 6. Entro I giorni della resa in Italia i tedeschi arrivarono, occupano San Pietro trasformandolo in un posto di comando e difensiva l’estremità orientale della Valle del Liri. Quello che una volta era un villaggio stagno sonnolento divenne una posizione di blocco forte.
Hanno sequestrato quattro automobili nella città, tutti i suoi asini e muli e qualsiasi arma da fuoco che possedevano i civili. Tuttavia, questo era solo l’inizio…..

I tedeschi presero  tutti i civili maschi tra i quindici ei quarantacinque anni e li fecero lavorare,scavare trincee e trasportare le munizioni che si preparavano le difese intorno alla città e sul Monte Sammucro. Quelli che sono stati in grado di fuggire nascosti in una serie di grotte nelle vicinanze, ma per il resto hanno asservito per i tedeschi era un’esistenza infernale.

La vita nelle grotte era altrettanto terribile: il cibo e l’acqua sono diventati scarsi e con il freddo paralizzante presto ha cominciato a prendere il suo pedaggio. I cittadini di San Pietro hanno cominciato a morire, alcuni brutalizzati dai tedeschi, altri di fame, la malattia e il freddo. I loro corpi sono stati rimossi dalle grotte e collocati in una valle vicina, che presto si guadagnò il soprannome di valle della morte.

Gli americani Nel periodo 8 – 16 dicembre 1943, San Pietro Infine fu sottoposto ad un incessante bombardamento d’artiglieria americana, al punto da esserne pressoché distrutto totalmente. Gli americani della 36ª divisione “Texas” riuscirono ad entrarvi solo il 17, grazie anche al fatto che i tedeschi, visto il successo italiano sul Monte Lungo, si ritirarono per non correre il rischio di essere accerchiati. La battaglia di San Pietro Infine costò molto cara: circa 130 dei suoi abitanti persero la vita durante i combattimenti, mentre il calcolo delle perdite subite dalla 36ª divisione americana “Texas” ammontò a circa 1.000 uomini tra morti, feriti e dispersi. Impossibile ancora oggi stabilire una stima precisa delle perdite tedesche. Di quella tremenda battaglia ci restano le immagini del famoso regista John Huston, allora Capitano nell’Esercito americano con il compito di filmare l’avanzata verso Roma ed il successivo ingresso trionfale delle truppe angloamericane nella Capitale d’Italia. San Pietro era una delle sue tappe, ed egli vi giunse poco prima della battaglia. Al mattino del 17 dicembre, John Huston fece il suo ingresso in San Pietro distrutta, ciò che egli e la sua troupe avevano filmato metteva a nudo tutta la drammaticità della guerra così come viene combattuta dal fante e vissuta dalle popolazioni civili, coinvolte loro malgrado. La distruzione del piccolo paese fu totale, tanto da costringere la sua ricostruzione negli anni successivi poco più a valle. Tuttavia la vecchia San Pietro esiste ancora, immersa nella vegetazione e preservata grazie ad alcune iniziative locali.