LA BATTAGLIA DI LEPANTO

LA BATTAGLIA DI LEPANTO

LA BATTAGLIA DI LEPANTO


La battaglia di Lepanto si combatté il 7 ottobre 1571 tra la flotta cristiana e quella turca, nel mar Jonio, all’omboccatura dello stretto di Corinto.

Della flotta cristiana al comando del giovanissimo Don Giovanni d’Austria, figlio di Carlo V facevano parte galee spagnole, veneziane, pontificie, sabaude, maltesi e genovesi. La flotta turca era al comando di Mehemet Alì.

I Turchi sopravvanzavano i cristiani nel numero delle galee (265 contro 210) ma i cristiani avevano un’arma “segreta” sei galeazze veneziane, delle vere e proprie corazzate per l’epoca, lentissime e difficilmente manovrabili, ma praticamente inespugnabili.

La battaglia ha inizio con l’ala destra musulmana di Mehemet Soraq (detto Scirocco) che si infrange contro il fuoco devastante delle galeazze. In questa fase il comandante veneziano Agostino Barbarigo è ferito ad un occhio, ma le navi di Scirocco vengono distrutte e lo stesso comandante musulmano, ferito, viene fatto prigioniero.

Al centro però, la squadra di Mehemet Alì, si avventa come un ariete contro il centro cristiano, tenuto dagli spagnoli, speronando la “Reale” di Don Giovanni d’Austria. I giannizzeri turchi, vera fanteria di marina , si slanciano sulla capitana spagnola per catturarla, ma vengono falciati dal preciso tiro degli archibugeri spagnoli. Sopraggiungono poi le capitane del principe Colonna e del comandante veneziano Venier (un vegliardo di 75 anni), la nave di Alì è conquistata ed al suo ammiraglio viene tagliata la testa che viene issata sul pennone infilzata in una croce, per atterrire i nemici.

Ma è sull’ ala destra dello schieramento cristiano, tenuta dai genovesi di Gian Andrea Doria, che avviene l’imprevedibile: per timore di venir accerchiati da forze preponderanti, i Genovesi si allontanano dallo scontro. In questo varco si dirigono prontamente le navi dell’ala sinistr turca, al comando di Uluch Alì, ma vengono fermati prontamente da delle galee maltesi e siciliane che si immolano, dando tempo ai Genovesi di rientrare e di serrare alle spalle i Turchi, costringendoli alla ritirata..

Al termine della battaglia i Cristiani ebbero 8000 morti, 15.000 feriti, 15 navi distrutte,. Ben più gravi le perdite turche:

25 galle distrutte e 110 catturate, ma quel che è più importante, ben 12000 schiavi cristiani, incatenati come vogatori ai remi, furono liberati.

la sintesi 

nel 1571, le flotte di Stato pontificio, Spagna, Venezia e Genova fronteggiano quella ottomana in una località greca nota come Lepanto. L’espansionismo ottomano era in ascesa e di lì a poco l’impero sarebbe giunto fin sotto le mura di Vienna. Ma la cristianità non stette a guardare, e nel 1571, il papa Pio V si fece promotore di un’alleanza anti-ottomana composta dal papato, dal regno di Spagna e dalle repubbliche di Venezia e Genova, per contrastare l’avanzata ottomana. Lo scontro risolutivo si ottenne poco dopo, a Lepanto, dove la marina cristiana trionfò su quella ottomana. I Turchi dopo quella battaglia dovettero rivedere i piani di espansione nel mediterraneo.

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