LA BATTAGLIA DI GAUGAMELA

LA BATTAGLIA DI GAUGAMELA

LA BATTAGLIA DI GAUGAMELA



È trascorso un anno dalla vittoria di Alessandro ad Isso. Accampati in Mesopotamia i suoi uomini trascorrono il tempo in gare sportive per mantenersi in esercizio. Dietro le quinte il loro capo sta preparando il piano di conquista. 
Alessandro ha respinto l’offerta di riscatto di Dario, ponendosi su una rotta di collisione con il rivale. Il re persiano non ha altra scelta che prepararsi a un confronto decisivo. Chiamando a raccolta tutti i suoi soldati perfino dall’India e dall’Afghanistan, forma un esercito imperiale forte di 300.000 uomini. Questa volta Alessandro non si lancia in un attacco avventato. Attende che i suoi uomini si preparino e che il persiano faccia la sua mossa. 

Solo quando Dario avanza, Alessandro si mette in marcia per lo scontro decisivo. I due eserciti si incontrano in un luogo chiamato Gaugamela. Ricordando la lezione di Isso, Dario è deciso a non combattere su un terreno montagnoso che renderebbe inutile la sua superiorità numerica. Pone lo sguardo su una vasta pianura vicino alle rive del fiume Tigri dove può sfoderare la sua arma più nuova: carri con delle falci montate su ruote, progettate per abbattere le falangi macedoni. Gli esploratori inviati da Alessandro nel campo persiano, si trovano davanti uno spettacolo terrificante: 100.000 fuochi di bivacco brillano come una città. 
Alessandro viene consigliato a sferrare un attacco notturno per cogliere il nemico di sorpresa. “Non c’è onore nel rubare una vittoria”, risponde. 
Ma quando si sparge la notizia delle dimensioni dell’esercito persiano, il panico serpeggia nell’accampamento. Tutti dopo tre anni e oltre 3000 chilometri percorsi sognavano onori e gloria e invece devono affrontare un esercito 5 volte più numeroso. L’orgoglio di Alessandro li ha portati troppo lontano da casa in una terra desolata dove li attende l’annientamento. 
Alessandro si reca dagli uomini per incoraggiarli e ricordare loro che sono protetti da Zeus. Più tardi rivede il piano di battaglia con i suoi generali. Affronteranno Dario in un assalto in forze, usando le tradizionali tattiche macedoni. Il mattino dopo, mentre gli uomini si preparano a combattere, molti di loro pensano che sarà il loro ultimo giorno. 
Ma Alessandro dorme a lungo, con affianco la sua copia dell’Iliade. Quando viene svegliato annuncia che la battaglia è già vinta. 
Il 20 settembre del 331 avanti Cristo i 50.000 uomini dell’esercito di Alessandro marciano contro la potenza persiana. Mentre gli eserciti si avvicinano, Alessandro sposta le sue truppe in una linea diagonale, attraverso il campo di battaglia. Dopo anni di attesa i due acerrimi nemici sono finalmente pronti alla battaglia decisiva. Se Dario si è affidato al numero, Alessandro punterà sulla strategia. Ordina inizialmente al fianco destro di portare il combattimento il più lontano possibile dalla fanteria situata al centro del campo. Le falangi marciano quindi verso destra. Con questa mossa sembra che cerchi di aggirare il fianco dei persiani. Per contrastarlo Dario ordina alla sua cavalleria di bloccare l’avanzata sul lato sinistro. Poi Dario lancia i suoi carri contro le falangi macedoni al centro. Ma i greci non fanno altro che dividersi e i carri non provocano alcun danno. Nel frattempo il fianco sinistro dell’esercito di Alessandro comandato da Parmenione ha impegnato il grosso dell’esercito di Dario e viene lentamente logorato dalla superiorità numerica persiana, ma anche con ingenti perdite i greci riescono miracolosamente a mantenere la posizione. La strategia di Alessandro ha costretto Dario ad allargare le fila verso destra e sinistra indebolendo il centro dove l’imperatore è indifeso.
Approfittando del momento, Alessandro segnala alle sue truppe di caricare direttamente contro Dario. 
Rendendosi conto di essere in grave pericolo, Dario perde ancora una volta il controllo. Si volta e fugge. Questa volta Alessandro non ha intenzione di lasciarselo sfuggire. Ma proprio quando sta per raggiungerlo, Alessandro riceve un urgente richiesta di aiuto da Parmenione che sta per essere sopraffatto. La cattura di Dario deve essere nuovamente rimandata. 
Abbandonati dal loro re, i persiani non trovano motivi per continuare a combattere. La vittoria è tutta di Alessandro. 
La battaglia di Gaugamela é uno dei successi strategici più importanti della storia militare. Alessandro ha calcolato che nonostante la bilancia pendesse fortemente dalla parte dei persiani, il risultato sarebbe dipeso dal coraggio personale di Dario. Prima della sera i persiani saluteranno Alessandro come re dell’Asia. Se lo spirito di Achille avesse combattuto al loro fianco, i greci non avrebbero ottenuto una vittoria più gloriosa. Messaggeri e cronisti portano notizia ai quattro angoli del mondo civilizzato, ma Alessandro non è ancora appagato. Adesso deve conquistare la Persia stessa.

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