LA BATTAGLIA DELLE TERMOPILI

LA BATTAGLIA DELLE TERMOPILI

LA BATTAGLIA DELLE TERMOPILI


Il luogo scelto per fronteggiare gli invasori costituiva una posizione fortemente strategica e comprendeva una serie di passi fra le montagne e il mare. Leonida re degli Spartani era stato scelto per comandare le forze greche e, mentre Serse si avvicinava, occupò l’accesso. Si trattava di una posizione difensiva ideale, non più larga di 4 metri, ma sulle montagne un altro sentiero conduceva direttamente alle spalle della posizione di Leonida, che disponeva di 300 soldati spartani pronti a dare prova del loro coraggio fino all’estremo sacrificio.
Quando Serse arrivò con i suoi carri e la cavalleria, li vide e sorpreso per il loro esiguo numero, gli intimò di ritirarsi. Poiché gli Spartani non si mossero, il generale persiano fece loro sapere che se non si fossero ritirati avrebbe oscurato il sole con le sue frecce; al che gli Spartani risposero: “Bene, ci fa piacere un po’ d’ombra, così combatteremo meglio”.
Tutto si svolse secondo le previsioni di Leonida. Serse si fermò nella pianura attendendo le navi con le scorte di viveri; poi dopo 4 giorni sferrò un attacco per saggiare l’avversario. Fu presto chiaro che i Greci avevano scelto molto bene la propria posizione. 
Il giorno seguente anche un secondo attacco fu respinto. Serse riuscì a scoprire però un sentiero di montagna, che gli avrebbe permesso di aggirare lo sparuto, ma fiero contingente greco annientandolo. 
Dopo l’amara sconfitta Leonida venne a sapere di essere stato sconfitto dal greco Efialte, che aveva indicato il sentiero al nemico. Temendo di essere circondati, la maggior parte dei Greci abbandonò la posizione stabilita alle Termopili. I 300 Spartani agli ordini di Leonida lottarono strenuamente, ma vennero massacrati. Ora tutta la Grecia era a portata di mano dei Persiani e dopo una breve resitenza Atene fu saccheggiata e incendiata. L’esercito e la popolazione ateniese trovarono rifugio sulla vicina isola di Salamina. L’istmo di Corinto fu fortificato in un estremo tentativo di tenere i Persiani fuori dal Peloponneso.