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IL TUONO GIOVANNI PASCOLI COMMENTO

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IL TUONO GIOVANNI PASCOLI COMMENTO

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Commento:
Questo testo viene inserito nella quinta edizione di Myricae e appartiene alla sezione “ Tristezza”.

Pascoli in questa poesia, vuole descrivere il tuono che, con alto fragore, rintrona nella notte scatenandosi in tutta la sua violenza terribile. L’essere umano all’udire questa voce possente della natura, s’impaurisce come il bimbo che piange spaventato nella notte buia (il nero della notte è simile al nulla; dove il nulla è simbolo di morte). All’immagine minacciosa della natura si contrappongono, le figure della madre e della culla (simbolo di nascita, vita): ma la presenza consolatrice della madre, nei due versi finali, più che introdurre una nota di speranza sembra voler sottolineare la tragicità dell’esistenza nell’associazione determinata dalla rima “nulla:culla”.

Si può dire che questa poesia è il proseguimento d i quella intitolata “il lampo” (facente parte della triade “Temporale”, “Il lampo” e “il tuono”), con la quale presenta alcuni elementi in comune, a cominciare dalla struttura metrica e dallo schema delle rime, che sono identici.

Entrambe le liriche sono costruite su un accostamento di sensazioni: nel “il tuono” prevalgono le sensazioni uditive, mentre nel “il lampo” vi sono quelle visive. Inoltre in queste due poesie la rappresentazione di un fenomeno naturale e la descrizione di un paesaggio trasmettono i sentimenti del poeta. Infatti “il tuono” non racconta semplicemente un fenomeno naturale, ma rappresenta il mistero della natura, tramite la notte nera e il nulla (che dà smarrimento e sensazione di paura).


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