IL TRIONFO DI BACCO E ARIANNA ANALI METRICA

IL TRIONFO DI BACCO E ARIANNA ANALI METRICA

di Lorenzo de’ Medici


Analisi metrica:

Il trionfo di Bacco e Arianna è una canzone a ballo di ottonari trocaici, con ripresa di quattro versi e otto stanze di ottave (otto versi).
Schema metrico:
Ripresa: xyyx
Ottave: ababbyyx

Analisi retorica:

Presenza di consonanti doppie (geminate) per tutta la poesia.
Presenza di allitterazioni: a, e (presente attraverso tutta la poesia, sovente in, o richiamando una posizione di, chiasmo oppure prevalenza di e nella prima parte del verso, di , con o senza richiamo di e, nella seconda parte del verso), g (vv.1-2), v (vv. 1-3), s (v. 3 e ripresa stanze), d, c, n (v. 4 e ripresa stanze), l (v. 6), s (v. 8), t (v. 13), p (v. 15), t (v. 18), s (v. 30), c (v. 38), c (v. 41).
Presenza di elisione: Quant’è (v. 1), Quest’è (v. 5), s’altri (v. 40).
Presenza di aferesi: ‘l (v. 7).
Presenza di apocope: vuol (v. 3, 11, 19, 27, 35, 43, 51, 59), doman (v. 4, 12, 20, 28, 36, 44, 52, 60), un (v. 6), stan (v. 8), han (v. 16), or (v. 17), ballon (v. 18), salton (v. 18), lor (v. 22), Amor (v. 23), suonon (v. 26), canton (v. 26), vien (v. 29), vien (v. 37), aver (v. 39), Ciascun (v. 45), ben (v. 45), doman (v. 46), nessun (v. 46), siam (v. 47), ognun (v. 48), pensier (v. 49), facciam (v. 50), Ciascun (v. 56), esser (v. 58), convien (v. 58).
Presenza di enjabement: vv. 9-10, 15-16, 17-18, 21-22, 29-30, 33-34, 41-42.

Anastrofe: che si fugge tuttavia (v. 2), di doman non c’è certezza (v. 4, 12, 20, 28, 36, 44, 52, 60), l’un dell’altro ardenti (v. 6), sempre insieme stan contenti (v. 8), sono allegre tuttavia (v. 10), delle ninfe innamorati (v. 14), per caverne e per boschetti han lor posto cento agguati (vv. 15-16), Queste ninfe anche (v. 21), da lor essere ingannate (v. 22), suonon, canton tuttavia (v. 26), ride e gode tuttavia (v. 34), ciò che tocca oro diventa (v. 38), chi ha sete tuttavia (v. 42), di doman nessun si paschi (v. 46), ogni tristo pensier caschi (v. 49), facciam festa tuttavia (v. 50), Arda di dolcezza il core (v. 56), Ciò c’ha a esser, convien sia (v. 58).
Figura etimologica: chi vuol esser lieto, sia (v. 3, 11, 19, 27, 35, 43, 51, 59).
Anafora: Quest (vv. 5-9-13-21-29)
Zeugma: Quest’è Bacco e Arïanna (v. 5), sempre insieme stan contenti (v. 8),
Iperbato: non può fare a Amor riparo (v. 23), oggi siam, giovani e vecchi, lieti ognun, femmine e maschi (vv. 47-48),
Chiasmo: è ebbro e lieto, già di carne e d’anni pieno (vv. 31-32).


Commento:

La poesia Il trionfo di Bacco e Arianna fu scritta da Lorenzo de Medici, detto il Magnifico, poliedrico personaggio politico (e letterario) a capo della Firenze rinascimentale e in preda a profonde trasformazioni (siamo nel periodo di Savonarola), dalla morte del padre Cosimo nel 1469 fino alla morte dello stesso Lorenzo nel 1492.
L’importanza che Lorenzo il Magnifico ebbe nella letteratura e nell’arte in generale fu significativa soprattutto nel ruolo che assunse di mecenate, aiutando e promuovendo le opere, tra gli altri, di Pico della Mirandola, Luigi Pulci, Marsilio Ficino, Angelo Poliziano.
Il trionfo di Bacco e Arianna fa parte dei canti carnascialeschi, raccolta di canzoni che venivano recitate in occasione del carnasciale (carnevale) fiorentino in quell’epoca di tardo Quattrocento, opera collettiva in cui si cimentarono molti anonimi poeti ma anche personaggi di spicco come il Machiavelli. Probabilmente scritta per il carnevale del 1490, Il trionfo di Bacco e Arianna si sviluppa in una sorta di canto corale in cui la creatività del poeta, padrone di Firenze, interpretando il senso di incertezza e smarrimento della sua città, si fa grido di ebbrezza e di piacere, fisico, diretto, materiale: vino e amore. Un inno a Dionisio, a Bacco, che almeno per un giorno possa far mettere da parte le preoccupazioni quotidiane.
Nonostante l’occasione e il messaggio della poesia, il suo stile rimane piuttosto sobrio, raffinato, con una scelta lessicale in senso classicista e raffinatamente essenziale.