Il progetto Manhattan

Il progetto Manhattan

Il progetto Manhattan


Siamo nel 1940, coloro che sono ai vertici del potere politico e militare degli USA sono giunti alla decisione di costruire una bomba a fissione.
Per realizzarla occorre la collaborazione di migliaia di tecnici e studiosi specializzati , che si trovano sparsi in tutto il mondo e che si renderà necessario riunire in un sol luogo in modo che possano collaborare tra loro alla realizzazione della bomba.
La direzione militare del progetto Manhattan viene affidata al generale Leslie Groves , al quale verrà affiancato il fisico statunitense di origine tedesca Robert Oppenheimer, che supervisionerà il lavoro degli scienziati.
I suoi genitori, infatti sono entrambi di origine ebrea ed sono emigrati negli USA dalla cittadina tedesca di Hanau nell’Assia. L’Assia (in tedesco Hessen) è uno dei sedici stati federati della Germania.

C´ è un colloquio tra Oppenheimer e Groves nel New Mexico durante una perlustrazione sul posto che dovrà ospitare i baraccati con i laboratori e i ricoveri degli scienziati.
Il generale rivolge alcune domande ad Oppenheimer per valutarre l’adeguatezza all’ incarico che sta per affidargli. Gli domanda se è comunista, se ha la tessera del partito comunista e gli contesta la sua passata frequentazione in con una ragazza inscritta al partito, poi spara ad un topolino e rimane contrariato dalla sensibilità di Robert davanti alla morte del piccolo roditore.

Oppenheimer si circonda dei migliori fisici nucleari del mondo, costituendo il gruppo di ricerca più importante che sia mai esistito in tutta la storia della scienza.
Viene scelta la località di Los Alamos nel New Mexico , una vallata a 1500 metri di altitudine, circondata da canyons.
La posizione, le finalità e gli interessi di scienziati e militari sono completamente diverse.
Gli uni sono affascinati dalle ricerche scientifiche, dalle favorevoli condizioni di lavoro e dalla opportunità davvero speciale di avere dei finanziamenti di notevole entità.
Le condizioni di lavoro sono rappresentate dalla possibilità di riunire in un luogo tutti i grandi cervelli che possono contribuire alla realizzazione di una bomba A ( basata sulla fissione nucleare) e forse anche di una bomba H ( basata sulla fusione nucleare), la quale è caldeggiata da Teller che vuole ricreare l’energia del sole.
I militari sono invece interessati solo alla realizzazione della bomba A che deve essere pronta prima del 16 luglio 1945, giorno in cui vedremo sarà stabilito un incontro al vertice tra Truman e Stalin. 

Le condizioni di lavoro e di vita sono molto difficili, le norme di sicurezza sono molto severe , perché gli scienziati sono impegnati in un’ impresa militare.
Non possono bere alcolici, che vengono loro sequestrati dai soldati all’arrivo alla baraccopoli e l’esperto in esplosivi di origine russa si vede costretto a realizzare un distillato di vodka che beve insieme ad un altro scienziato di origine canadese Luis Slotin.
E’ proibito menzionare le parole: bomba, uranio, plutonio sia tra gli scienziati stessi , sia con i tecnici , i soldati , le segretarie , le mogli e i figli.
Durante una festa due mogli di scienziati, sedute sul divano, si chiedono cosa gli scienziati stiano facendo a Los Alamos.
Entrambe non sanno nulla di preciso sull’attività dei mariti. Una delle due vuole sapere e, mentre balla con il marito, gli chiede di essere messa a parte del segreto.
Il marito in un soffio le sussurra nell’orecchio: ”Uranio 235 uguale a Cripto 92 più Bario 141”.
Egli ha risolto il problema senza dovere dire bugie, infatti le ha confidato il vero scopo del soggiorno a Los Alamos, peccato che la poveretta non abbia compreso nulla. 

A Chicago intanto Enrico Fermi Szilard e altri producono l’uranio che andrà nel contenitore costruito a Los Alamos.

I responsabili Groves ed Oppenheimer faticano a mantenere nel percorso stabilito gli scienziati , che credono di sbizzarirsi con le loro invenzioni.
Il generale Groves vuole dei risultati e mostra di non comprendere le difficoltà degli scienziati, i quali per contro sprecano energie nella realizzazione delle tecniche alternative all’uranio di Oppenheimer, ad esempio la sfera ad implusione del plutonio.

Intanto lo sbarco in Normandia fa sperare che la bomba non serva più.

Ad Hanford non lontano da Los Angeles in California nel 1944 , in seguito ad un guasto che ha provocato perdite radioattive, le maestranze si rendono conto che stanno correndo dei rischi, di cui sono all’oscuro e indicono delle manifestazioni di protesta.
Il generale Growers dell’esercito americano, interviene con un discorso che ricorda agli operai della fabbrica, che tutti i giorni migliaia di soldati muoiono al fronte, che il lavoro degli operai di quella fabbrica è altrettanto importante per la difesa del paese di coloro che combattono in prima linea e che ogni ritardo costerà la vita di molti soldati al fronte.

Leo Szilard uno scienziato di origine ungherese, naturalizzato statunitense, che fu uno dei promotori del progetto Manhattan e che, vedremo poi, fu anche il primo a rendersi conto dei pericoli che la costruzione della bomba poteva creare all’umanità, commenta che in tempo di pace da tutta quell’attrezzatura si sarebbe potuto ricavare luce , calore , materiale per curare i malati.
Per questa affermazione si scontra con il generale Groves, che ha l’unico intento di costruire la bomba e si infastidisce palesemente se viene trascinato in altre considerazioni per lui di nessun interesse. Aumenta la frattura tra i due.

Edward Teller comprende, che queste condizioni favorevoli alla ricerca scientifica, non dureranno ancora per molto tempo e vuole studiare la fusione nucleare.
Ma la sfera ad implusione al plutonio non viene presa in considerazione da Oppenheimer, il quale gli concede assistenti e finanziamento in quanto vuole che Edward esegua i calcoli precisi che escludano a priori i rischi di una combustione dell’ idrogeno pesante che è presente nell’atmosfera e nell’acqua.

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