IL PIACERE DI  D’ANNUNZIO

IL PIACERE DI  D’ANNUNZIO

Composto nell’estete del 1888, il romanzo costituisce  un testo fondamentale della nostra letteratura del  900’. Racconta come Andrea  Sperelli, discendente ultimo di una nobile famiglia, già abbandonato da Elena Muti, abbia un nuovo incontro con lei, che sembra però la fine della loro relazione. Dalla prima scena  del romanzo si svolge via via una trama intensa di ricordi del loro amore, tra convegni, frequentazioni di cose eleganti, raffinati concerti e mostre d’arte. Poi, dopo l’abbandono da parte di Elena, andata sposa ad un ricchissimo Lord inglese, Andrea si era dato ad una vicenda di amori facili  e di dissolutezza  nel vano tentativo di dimenticarla fino a incorrere  in un duello nel quale viene gravemente ferito. Convalescente in casa di una cugina, si innamora di una donna, moglie di un diplomatico che esercita su di lui un fascino delicato e sottile, diverso dall’impetuosa passione sensuale per Elena. Questo  amore però non è destinato a continuare perché Andrea pensa sempre ad Elena, e  quando in un momento di intensa intimità e passione con Maria , Andrea  si lascia sfuggire il  nome di Elena, la donna fugge inorridita.Il romanzo termina con la visita di Andrea  alla casa di lei svuotata dal mobilio messo all’asta. Domina nel libro l’ambiente aristocratico romano;è un’aristocrazia scettica e raffinata. Figura rappresentativa di questa società è Andrea Sperelli, il cui senso estetico ha sostituito il senso morale, così che egli vive solo nell’attimo, sogni a grandi amori, e come un’opera d’arte vuole vivere istante dopo istante la propria vita.