IL PETRARCHISMO

IL PETRARCHISMO

Il petrarchismo
Il petrarchismo nasce come fenomeno d’imitazione della poesia di Petrarca già sul finire del Trecento, per assumere sempre maggiore importanza nel Quattrocento e soprattutto nel Cinquecento. E’ un fenomeno di diffusione europea, che si riscontra nella lirica inglese (fino a Shakespeare), francese (Ronsard e i poeti della Pléiade) ed anche spagnola (Gongora). In Italia, il petrarchismo è nel sec. XV piuttosto libero e vario, come attestano le poesie di Boiardo, Poliziano, Lorenzo il Magnifico. Nel Cinquecento invece si verifica una cristallizzazione del modello petrarchesco presentato come esempio perfetto, soprattutto grazie all’opera di Pietro Bembo, nel quadro di una complessiva teorizzazione dei generi letterari. In particolare, il Bembo fissa i canoni principali e i valori formali della poesia lirica negli ‘Asolani’ e nelle ‘Prose della volgar lingua’. In queste due opere il Bembo definisce i principali caratteri del petrarchismo, in particolare il secondo, che è un dialogo, costituisce una specie di grammatica della lingua volgare secondo i canoni del ‘500, e il suo assunto principale è che la lingua italiana debba corrispondere al fiorentino della tradizione scritta fino a Petrarca e Boccaccio.

Sulle orme del Bembo si sviluppa nel secolo XVI una lirica petrarchista che si ispira alle sue teorie. Per Bembo e per gli umanisti del ‘500, Petrarca è un modello connesso al concetto di “imitatio”, quale era stato nei confronti dei poeti latini. Merito del Bembo è di aver considerato il linguaggio di Petrarca non legato al toscano, ma all’italiano nazionale oltre che al Provenzale e, più addietro ancora, al Latino.

Nell’elaborazione del Petrarchismo il Bembo delinea il concetto d’amore platonico che si risolve nel desiderio e nella contemplazione di una bellezza tutta ideale. Il vero amore deve tendere alla perfezione; in questo senso ‘bisogna evitare gli inutili amori mondani per cercare una felicità e una serenità immutabili, che soltanto l’amore più alto può dare, cioè quello divino’. Questo concetto influenzerà in modo significativo la lirica amorosa e perfino il modo di pensare di tutto il secolo XVI e verrà rivisitato e ripreso nei secoli a seguire in Italia e in Europa.

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