il naturalismo francese

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il naturalismo francese

La corrente letteraria, che affronteremo in questo nostro primo percorso e che ci porterà al Novecento, riprenderà alcuni aspetti del l’illuminismo: in particolar modo, la fiducia nella ragione umana si trasformerà in fiducia nella scienza e la critica alla religione cristiana diventerà culto alla dea scienza. In pratica, la scienza diventa il metro di giudizio per ogni aspetto della vita dell’uomo e tutto ciò che può sembrare irrazionale viene aspramente criticato. La fiducia e l’esaltazione per l’uomo raggiunge in questo periodo il suo massimo.
La corrente letteraria che incarna questo nuovo modo di percepire il mondo è il Naturalismo. Essa nasce in Francia grazie al positivismo (corrente filosofica di riferimento) e man mano, proprio per la sua novità gnoseologica diventa la corrente più importante di tutta la seconda metà dell’Ottocento.
Il Naturalismo riprende alcuni aspetti già iniziati durante il Romanticismo: l’aderenza al vero. Gli artisti di questo periodo, come scienziati, vogliono raggiungere l’esatta conoscenza delle cose, ma per fare ciò abbandonano i sistemi gnoseologici (conoscitivi) precedenti, e si affidano al procedimento scientifico. Essi, come in un laboratorio, ricreano con i loro romanzi spezzoni di vita, proprio per conoscere i motivi dell’azione di un uomo o di una società. Questa corrente nasce in Francia, e uno dei maggiori esponenti è Zola. Questo scrittore ha idee progressiste, in pratica crede che il lavoro dello scienziato-scrittore sia non solo quello di indagare scientificamente la realtà, ma di contribuire a cambiarla, migliorandola.
Le tecniche di scrittura, quindi, devono cambiare rispetto a quelle precedenti. Lo scrittore non deve intervenire nell’azione, non deve avere preconcetti che influenzino l’andamento della storia o la sua conclusione morale. Deve, insomma, essere impersonale, oggettivo nel descrivere. Solo in questo modo può cogliere la realtà per poterla analizzare e migliorare. L’impersonalità, quindi, diventa la tecnica di scrittura di riferimento dello scrittore.
Facciamo un esempio pratico. Zola quando scrive, non dipinge più, come facevano gli scrittori precedenti, il quadro storico di riferimento. Egli fotografa una realtà ben precisa, sapendo che solo attraverso l’oggettività può cogliere quegli aspetti reali che spingono gli uomini ad agire in un determinato modo. Egli così individua nel degrado sociale e nei preconcetti, la regione per cui gli uomini agiscono male. È quindi la società la vera formatrice dell’individuo. Zola non poteva che giungere a queste conclusioni, proprio perché il positivismo aveva dato avvio alle cosiddette scienze sociali (sociologia, antropologia). Individuato il vero nemico, Zola si fa portavoce di un rinnovamento, di un cambiamento della società francese. Egli si sente portatore di nuovi valori di cambiamento positivo. Questo lo si può comprendere facilmente se analizziamo il lavoro di Zola, non solo come scrittore di romanzi, ma anche come giornalista, che denunzia i mail della società e si batte perché i pregiudizi irrazionali non condizionino la vita francese. Questo è il caso proprio del cosiddetto affare Dreyfus. Militare francese di origine ebraica che fu condannato per tradimento. Zola scrive un articolo infuocato dove accusa (J’accuse) l’esercito francese di antisemitismo. Egli si batte in prima persona per correggere la deriva antisemita della Francia. Pagherà il suo debito con la condanna per vilipendio alle forze armate, ma questo suo articolo sarà d’impulso a riaprire il caso Dreyfus. Dopo quattro anni dalla morte di Zola, verrà rifatto il processo e l’imputato scagionato.

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