IL MOLO PARAFRASI

IL MOLO PARAFRASI

DI UMBERTO SABA


Per me non c’è nel mondo un luogo più caro e fido
Dove posso mi sentire più solo
e in migliora compagnia che al molo
San Carlo, e dove mi piacerei più l’onda e il lido.

Vedo navi il cui nome è già un ricordo d’infanzia.
Come in quel tempo, torbidi e fiacchi
– forse nell’attesa dell’ora dell’imbarco –
i garzoni s’aggirano;
tutti quei sacchi sulla tolda,
quelle casse a bordo di quel veliero,
erano in quel tempo l’annuncio di grande ricchezze,
con quelle avrei stupito la folla accorsa per festeggiare il mio ritorno,
e colmare di regali i miei fidi.
Nemmeno per un tale ritorno,
non lascerei il molo San Carlo,
quest’estrema riva d’Italia,
dove la vita è ancora una guerra;
non so, lontano di qua, immaginare un lavoro allegro,
e i miei giorni quasi felici,
tanto le mie radici sono profondamente piantate nella mia terra.

Non ti indisponi, mia amica, se ho tanto amore
per il luogo dove sono nato.
Sai che un porto più vario e più amato di questo
esiste solo nel nostro cuore.