IL GATTOPARDO ANALISI

IL GATTOPARDO ANALISI

IL GATTOPARDO ANALISI


Il Gattopardo può essere inserito nel tradizionale filone dei romanzi storici, trattando infatti di mezzo Secolo di storia siciliana, colta in una fase di profondi mutamenti sociali. Gli anni attraverso i quali questo romanzo spazia sono il 1860 ed il 1910. Il 1860 è l’anno in cui i Garibaldini sbracano in Sicilia, prima tappa di quella che rimarrà alla storia come l’Impresa dei Mille. Giuseppe Garibaldi, con il tacito assenso della Monarchia Sabauda, combatte per sancire la fine della dinastia borbonica, ponendo così le basi per l’annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno d’Italia.

C’è fermento nell’isola: la nobiltà ha presentimenti di rovina e la borghesia faccendiera si prepara ad appropriarsi delle sue spoglie. Su questo sfondo storico agiscono i personaggi del romanzo, sovrastati in tutto dal protagonista assoluto: Don Fabrizio, Principe di Salina. Questi appartiene ad una famiglia della più alta aristocrazia isolana, colta nel momento rivelatore del trapasso del regime, mentre già incalzano i nuovi tempi. Questa famiglia ha nello stemma il gattopardo che dà il titolo al romanzo. Il tramonto borbonico sembra una cosa talmente naturale che il Principe di Salina attende la rovina della propria classe e della propria famiglia senza reagire: pur non amando il nuovo, sa che il vecchio non può sopravvivere e non ha voglia di muovere un dito per salvarlo. Anzi, approva in cuor suo il nipote Tancredi, giovanotto spregiudicato, convinto che tutto debba cambiare affinché tutto rimanga com’è. Lascia che questi sposi la figlia di un furbo arricchito, Calogero Sedara: Tancredi è povero e per rimanere dalla parte dei dominatori ha bisogno della sua ricca dote; questo episodio è sintomatico del cambiamento dei tempi: un nobile discendente di un importante casato in un altro contesto non avrebbe potuto sposare una ragazza proveniente dalla borghesia lavoratrice, senza sangue nobile. Invece, questo matrimonio avviene e, cosa ancora più impensabile, avviene perché il nobile ha bisogno dei denari della ragazza borghese: il mondo aristocratico è totalmente rovesciato in questo frangente.

Il Principe stesso cede il passo all’energia rozza ma vitale della borghesia: all’inviato di Torino che gli offre un seggio al Senato, Don Fabrizio risponde proponendo in sua vece Calogero Sedara. Disincantato di tutto, attende soltanto la morte. La sua casata non gli sopravviverà a lungo.

PERSONAGGI

Don Fabrizio: è il Principe Fabrizio di Salina, assoluto protagonista della storia ed eletto ad emblema del periodo di interiore mutamento che l’Isola vive in questo suo travagliato mezzo secolo di storia. Possiede una notevole inclinazione alla matematica, che applica allo studio dell’astrologia; ha ereditato dalla madre un carattere orgoglioso ed intellettuale e dal padre la superficialità e la sensualità. Ama in modo particolare la figlia Concetta, della quale ammira la continua sottomissione ed obbedienza nei suoi confronti, ed il nipote Tancredi, intelligente e bravo ad adattarsi al cambiamento degli eventi. Egli non si interessa delle questioni politiche e sociali del suo tempo, preferisce lasciare tutto com’è, senza prendere parte al corso degli aventi, ma piuttosto assistendovi. Il suo non è un ruolo attivo nella società, è anzi estremamente passivo, rassegnato a lasciare che il flusso degli eventi scorra e si porti via la sua vita assieme al mondo entro il quale è vissuto.

Tancredi: il giovane ed intelligente nipote di Don Fabrizio. Nobile e squattrinato, è l’unico che riesce a far divertire il principe. La sua sicurezza lo porta a credere di poter ottenere tutto senza fatica. Al contrario di Don Fabrizio partecipa attivamente ai cambiamenti in corso nella Penisola: parte infatti per andare a combattere come volontario sulle montagne contro i Borboni, poiché sa chi, alla fine, riuscirà a prevalere sull’altro. Affinché tutto resti come prima, Tancredi è convinto che tutto debba cambiare e così riesce a mantenersi attivo nell’ambito sociale che lo circonda e spera di poter ritornare ai tempi migliori della sua famiglia. Da abile aristocratico, riesce ad inserirsi nella nuova classe dominante, la borghesia, sposando la figlia di Don Calogero Sedara, unendo alla nobiltà di famiglia, anche la ricchezza borghese, ottenuta con il lavoro e l’abilità commerciale.

Angelica: figlia di Don Calogero Sedara. È bellissima e si fidanza con Tancredi, sebbene sia anche priva di prestigio sociale, essendo l’espressione della vitalità della nuova classe dirigente. Il suo desiderio di successo la porta a non essere adatta al ruolo di Principessa di Salina, la quale, dovrebbe essere consapevole di avere un ruolo totalmente passivo rispetto all’importante marito.

Don Calogero Sedara: padre di Angelica, politicamente impegnato, è riuscito ad arricchirsi grazie al suo lavoro e non ha timore di iniziare la scalata sociale. La sua affermazione è legata alle sue doti caratteriali di abile politico e commerciante senza scrupoli ed anche all’epoca di transizione in cui vive: pur di riuscire ad unire la sua città alla Nazione Italiana, decide di truccare il risultato delle elezioni. La sua vitalità ed il suo successo sono le caratteristiche che la nuova classe borghese aveva fatto proprie.

Don Ciccio: organista della Chiesa e compagno di caccia del Principe. Al momento delle votazioni, vota contro l’annessione al Regno d’Italia: il suo voto, però, è vanificato dalla truffa di Don Calogero. La rabbia di Don Ciccio si trasforma in rassegnazione ed in accettazione passiva di tutto quello che questo scorcio di storia avrebbe portato.

AMBIENTE

L’ambiente principale è quello Siciliano, condizionato da un periodo di forte di siccità che necessiterebbe al più presto della pioggia: il clima siciliano è “crudele”, poiché per sei mesi all’anno il Sole che picchia su questa terra è difficile da sopportare. La famiglia Salina vive le principali vicende narrate nella dimora di Donnafugata, verso la quale si è mossa da Palermo. L’ambientazione descritta introno al Principe ed alla sua famiglia, tende a dare l’idea di un mondo cristallizzato, che, non riuscendo e non volendo rimanere al passo con i tempi, mantiene intatte le sue abitudini, mantenendo sempre la stessa ostinazione ma perdendo la convinzione.

NARRAZIONE

La narrazione avviene in terza persona ed investe diversi temi: accanto a quello storico-politico, si pone quello dell’incombenza della morte sopra ogni cosa: ne è un esempio il Principe. Questo tema è però contrapposto ad un altro di segno opposto: l’amore come continuità della vita. Il riferimento va a Tancredi ed Angelica, i quali si innamorano, facendo trionfare la vita in un ambiente statico e fossilizzato sulle posizioni del passato.

FULCRO CENTRALE

Il fulcro centrale del romanzo è il decadimento del casato del Principe Salina ed il suo modo di affrontare tutto questo. Il Principe è lo spunto per diverse riflessioni sull’atteggiamento dei nobili di quei tempi, ma è anche lo specchio di chi riesce a capire che i tempi sono cambiati e che le mutazioni ormai iniziate non sono reversibili.

GENERE

Il romanzo si può inserire nel filone del romanzo storico, cogliendo uno spaccato di vita di una famiglia nobile siciliana all’interno di un contesto temporale che comprende cinquant’anni di storia nei quali la situazione sociale viene completamente ribaltata.