IL FU MATTIA PASCAL BREVE RIASSUNTO

IL FU MATTIA PASCAL BREVE RIASSUNTO

Romanzo di Luigi Pirandello

FONTE:https://docs.google.com/viewer?url=https%3A%2F%2Fdigilander.libero.it%2Fquintai2%2Fita%2F05%2Fpirandello.doc


IL FU MATTIA PASCAL(1904) – Mattia Pascal, timido e modesto uomo, si allontana da casa dopo aver litigato con la moglie. Per puro caso vince al gioco una forte somma e altrettanto casualmente legge su un giornale una notizia di cronaca che annunzia la sua morte (si tratta di un’errata identificazione del  cadavere di un suicida). Mattia allora pensa di approfittare delle circostanze e di cominciare una nuova vita, libera e autentica e, con il nome di Adriano Meis, va a vivere a Roma in una pensione. Ma qui la trama della vita  – rapporti con gli altri, una simpatia per una donna, ecc. – lo riprende ed egli non può aderire alla vita appunto perché impossibilitato a provare la sua identità personale, privo com’è della “forma” (stato anagrafico, identità civile ecc.) Non gli resta che inscenare un suicidio – quello di Adriano Meis –  e rientrare nella sua primitiva condizione, nella primitiva “forma”. Ma trova la moglie sposata con un altro e quindi, ancora una volta la sua posizione è quella del rifiuto e dell’esclusione : non gli resta che essere il Fu Mattia Pascal e recarsi di tanto in tanto a visitare la sua tomba.


NARRAZIONE

La narrazione è condotta in prima persona; a raccontare è Mattia Pascal, che scrive, su invito di don Eligio, la sua biografia sotto forma di diario, rivolgendosi direttamente al lettore, dialogando persino con lui.

L’ordine cronologico è regressivo, cioé lo scrittore ricorda fatti avvenuti in precedenza e va a ritroso nel tempo, salvo tornare al presente alla fine del racconto. Oltre all’analessi, che riguarda tutto il libro, ci sono anche delle prolessi; questo è possibile perché l’io narrante è onniscente e può anticipare al lettore, anche solo con brevi cenni, ciò che sta per succedere.

-Ecco: il mio caso è assai più strano e diverso; tanto diverso e strano che mi faccio a narrarlo./ Giacché, per il momento

(e Dio sa quanto me ne duole ), io sono morto, sì, già due volte, ma la prima per errore, e la seconda…sentirete.

-…giacché mio fratello ebbe la ventura di contrarre un matrimonio vantaggioso.

Il mio invece… -Bisonerà pure che ne parli, eh, don Eligio, del mio matrimonio?

Arrampicato là, su la sua scala da lampionajo, don Eligio Pellegrinotto mi risponde:

-E come no? Sicuro. Pulitamente…

-Ma che pulitamente! Voi sapete bene che…

Don Eligio ride, e tutta la chiesetta sconsacrata con lui.