IL FIUME XANTO

IL FIUME XANTO

IL FIUME XANTO CONTRO ACHILLE


da Iliade, Libro XXI, vv. 209-271

Dopo la morte di Patroclo, Achille ritorna a combattere. Per vendicare il caro amico trucidato da Ettore, l’eroe greco si getta, pieno d’ira, nella mischia, facendo strage di nemici. I Troiani in rotta, terrorizzati da tanta furia, tentano di rifugiarsi entro le mura della città; quando non vi riescono cercano la salvezza tra i sacri flutti dello Xanto, fiume divino. Ma Achille non concede tregua ai nemici; li insegue tra i gorghi vorticosi e li uccide ferocemente, compiendo
un orrendo massacro: i cadaveri si ammucchiano nel letto del fiume, mentre il loro sangue arrossa le divine acque, sconvolte da così atroce carneficina.

Dopo aver scovato dodici giovani acquattati tra le sponde rocciose e averli destinati a essere arsi sul rogo funebre di Patroclo, Achille trafigge Licaone, uno dei figli di Priamo, e lo scaglia in pasto ai pesci.
Davanti a tanto efferato scempio, di fronte alla profanazione delle sue sacre acque, il dio del fiume interviene nella lotta, assumendo voce e volto umani. Invita Achille a rivolgere altrove la sua ira selvaggia, ma l’eroe ostinato e sempre più infuriato gli risponde con offensiva tracotanza. Ecco allora che lo Xanto, a sua volta furioso, scaglia contro di lui altissime, scroscianti ondate e travolgenti correnti. Abbattuti gli argini, i flutti fragorosi, ribollenti di schiuma e sangue, inseguono Achille nella pianura e lo travolgono con inaudita violenza.
Soltanto l’intervento di Efesto – dio del fuoco –, per volere della dea Era, sua madre, salverà Achille. Il dio farà divampare un prodigioso incendio che brucerà i cadaveri e prosciugherà la pianura invasa dalla furia devastatrice delle acque. Il passo è interessante perché consente di conoscere la visione religiosa degli antichi Greci, ancora primitiva, incline
a divinizzare le forze sconosciute della natura. Il tema principale dell’episodio è l’ira: la trasgressione sanguinaria di Achille, privata di freni e regole, sembra dilagare e contaminare il mondo circostante, sconvolgendo gli equilibri della vita, creando ovunque caos e folle disordine.


  • Pèoni: popolo alleato dei Troiani proveniente dalla regione chiamata Tracia, l’odierna Macedonia.
  • figlio di Crono: Zeus, signore degli dei, Giove per i Latini.
  • mare divino: il mare è considerato divino sia perché è fonte di vita, sia perché è la residenza di molte divinità delle acque.
  • funesto: che causa morte e lutti.
  • Scamandro: lo Xanto era chiamato anche Scamandro.
  • nume: dio.
  • Arco d’argento: epiteto di Apollo, che allude all’estrema precisione con cui le sue frecce colpivano il bersaglio.
  • mugghiando: muggendo e rumoreggiando con grande fragore.
  • torbido flutto: ondata fangosa.
  • creste nere: la sommità delle onde era torbida per il fango.
  • lo incalzassero i numi: la forza dell’acqua scagliata contro Achille dallo Xanto è tale che l’eroe ha l’impressione di essere inseguito e incalzato da tutti gli dei, uniti contro di lui.

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