IL FEUDALESIMO TESINA

IL FEUDALESIMO TESINA

IL FEUDALESIMO TESINA


Nel Medioevo si formò in Europa una nuova forma di organizzazione sociale e politica, chiamata feudalesimo.

NASCITA DEL FEUDALESIMO

Nel V secolo, le invasioni barbariche fecero cadere l’impero romano e precipitarono l’Europa in un clima di paura e insicurezza.

Gli invasori, che provenivano dalle regioni dell’Europa centro-settentrionale, portarono però anche nuove regole e usanze che, con il tempo, si mescolarono a quelle romane. I popoli germanici non appartenevano a uno stato, ma vivevano in diverse tribù, comandate da un re. Tra il re e il suddito (così come tra il più forte e il più debole) esisteva un rapporto di fedeltà che non era sottoposto ad alcuna legge.

Il clima di insicurezza e l’unione tra le usanze dei barbari e le leggi romane, diedero origine a un nuovo sistema di relazioni e di governo, che venne chiamato feudalesimo.

Senza più uno stato centrale capace di proteggere i suoi cittadini, gli uomini iniziarono a cercare protezione presso persone vicine a loro e più potenti di loro. I contadini chiesero così protezione ai proprietari terrieri; questi si rivolsero ai signori che regnavano su piccoli territori, i quali a loro volta si rivolsero ad altri signori, che avevano un potere ancora maggiore.

IL RAPPORTO DI VASSALLAGGIO

Il signore stabiliva dunque con i suoi pari (cioè dello stesso rango sociale) un sistema di relazioni personali (da uomo a uomo) che prese il nome di rapporto di vassallaggio. Ciò significa che un nobile diventava il signore di coloro che erano meno potenti di lui ma allo stesso tempo era il vassallo di un nobile ancora più potente.

Al vertice di questa struttura stava il re, sovrano di tutti i signori. Seguivano poi i signori più potenti (i vassalli), spesso membri dell’aristocrazia, che ottenevano dal re le terre migliori in feudo. I vassalli, a loro volta, erano signori dei valvassori, ai quali affidavano parte delle loro terre in cambio di fedeltà. Ai piedi della piramide stavano i valvassini, cioè i vassalli dei valvassori.

I DOVERI DEL VASSALLO E DEL SIGNORE

Il feudalesimo si basava su relazioni che venivano instaurate tra uomo e uomo. Ogni vassallo prestava giuramento di omaggio al suo signore (nel corso di una cerimonia in cui gli giurava fedeltà) e di obbedienza (inginocchiandosi e mettendo le sue mani in quelle del signore). Da quel momento, il signore e il vassallo avevano precisi obblighi uno verso l’altro.

I DOVERI DEL VASSALLO

1. Aiutare militarmente: il vassallo era sempre un guerriero poiché doveva aiutare militarmente il suo signore a difendere il territorio e il castello. Doveva inoltre partire con lui quando andava in guerra. Questo servizio durava come minimo 40 giorni in un anno.

2. Consigliare: il vassallo doveva fornire consigli in quanto partecipe della vita di corte.

3. Aiutare economicamente: il vassallo era obbligato a dare al suo signore un aiuto economico in 4 casi: quando il signore sposava la figlia maggiore; quando il signore faceva cavaliere il figlio maggiore; quando partiva per una Crociata; quando veniva fatto prigioniero e per la sua liberazione doveva essere pagato un riscatto.

I DOVERI DEL SIGNORE

In cambio di questi servizi e della sua fedeltà, il signore si impegnava a difendere il suo vassallo, ma soprattutto gli cedeva il diritto su un terreno sufficientemente grande da permettergli di vivere: il feudo. Ai contadini veniva poi affidato il compito di coltivare la terra del feudo.

L’APPARTENENZA DEL FEUDO

Da principio, alla morte del vassallo il feudo, in quanto simbolo della fedeltà tra un uomo e un altro, tornava ad appartenere al signore. Egli poteva così concederlo ad altri in cambio di fedeltà. In linea di massima, il signore aveva anche il diritto di confiscare il feudo al vassallo fellone (cioè che non aveva rispettato gli impegni presi). Tuttavia, il possesso del feudo divenne progressivamente ereditario, e fu dunque trasmesso da padre in figlio.

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