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IL DESTINO DI AIACE

IL DESTINO DI AIACE

IL DESTINO DI AIACE


A queste parole mi si spezzò il cuore: il Nilo, anche se vicino, era un fiume temuto e misterioso. Mi feci comunque forza, e gli risposi: “Farò quello che tu mi ordini, vecchio. Ma ora dimmi sinceramente: Che ne è degli altri Achei che hanno lasciato Troia insieme a me e a Nestore (Re di Pilo)? Sono tutti sani e salvi o qualcuno ha trovato la morte in mare o in mano ai nemici?!”
“Perché me lo chiedi? Molti eroi perirono in guerra e molti sopravissero: lo sai bene (eri in guerra anche tu). Solo due capi degli Achei dalle corazze di bronzo sono morti dopo esser salpati da Troia”.
“Uno (Odisseo) è ancora vivo, trattenuto dal vasto mare”.
“Aiace, morì mentre percorreva la via del ritorno: prima venne fatto approdare da Poseidone sulle Rupi Giree (Scogli Rotondi), che gli salvò in questo modo la vita”.
“Sarebbe sfuggito al suo destino, benché odiato da Atena, se accecato dall’orgoglio non si sarebbe vantato della sua bravura, sbeffeggiando gli Dei e suscitando così le ire di Poseidone, che col suo tridente spaccò a metà l’isola su cui si trovava Aiace”:
“Così egli morì, inghiottito dal mare ondeggiante, dopo aver bevuto acqua salata”.

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