Il Congresso di Vienna e il nuovo assetto dell’Europa

Il Congresso di Vienna e il nuovo assetto dell’Europa


Premessa:

Il Congresso di Vienna si tenne dal 1814 al 1815 con l’obiettivo di ridisegnare la mappa politica dell’Europa dopo la sconfitta di Napoleone Bonaparte. Le principali potenze vincitrici, Austria, Prussia, Russia e Regno Unito, si riunirono per stabilire un nuovo ordine europeo basato sul principio di legittimità e restaurazione.

Principi ispiratori:

  • Legittimità: ripristinare i sovrani legittimi sui loro troni, cancellando le innovazioni introdotte durante l’epoca napoleonica.
  • Equilibrio: evitare l’egemonia di una singola potenza e mantenere un equilibrio tra le potenze europee.
  • Restaurazione: restaurare l’ordine sociale e politico pre-rivoluzionario, basato sulla monarchia assoluta e sull’aristocrazia.

Decisioni principali:

  • Ripristino delle monarchie: ripristino dei sovrani legittimi in Francia, Spagna, Italia e altri stati.
  • Creazione di nuovi stati: creazione del Regno Lombardo-Veneto sotto il dominio austriaco, del Granducato di Toscana sotto gli Asburgo-Lorena, e del Regno delle Due Sicilie sotto i Borboni.
  • Annessione di territori: la Prussia annesse la Renania e la Sassonia, l’Austria acquisì il Veneto e la Lombardia, la Russia ottenne la Finlandia e la Polonia.
  • Creazione della Confederazione Germanica: unione di 39 stati tedeschi sotto la presidenza dell’Austria.

Conseguenze:

  • Stabilità temporanea: il Congresso di Vienna garantì un periodo di pace in Europa per circa quarant’anni, ma non riuscì a soffocare i nuovi fermenti nazionalistici e liberali.
  • Nascita di nuovi movimenti: il Congresso di Vienna diede impulso ai movimenti nazionalistici e liberali che, nel corso del XIX secolo, avrebbero portato all’unificazione d’Italia e di Germania e a numerose rivoluzioni in Europa.
  • Limiti: il Congresso di Vienna non risolse le questioni sociali e politiche che avevano portato alla Rivoluzione francese e alle guerre napoleoniche.

Fonti:

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