IL CALENDARIO MAYA

IL CALENDARIO MAYA

KIN
Il Kin, raffigurato da questi due glifi, corrisponde a un giorno del calendario maya. 20 Kin formano un UINAL, un periodo paragonabile ad un mese. Il termine Kin non è solo associato al tempo ma significa anche sole. Infatti il nome della divinità solare Kinich Ahau è traducibile in Signore del Sole. Inomi dei giorni sono i seguenti: Imix, Ik, Akbal, Kan, Chicchan, Cimi, Manik, Lamat, Muluc, Oc, Chuen, Eb, Ben, Ix, Men, Cib, Caban, Eznab, Cauac, Ahau.

UINAL
Con questi due glifi viene indicata la seconda unità di tempo del calendario dei maya. 18 Uinal formano un Tun cioè un anno di 360 giorni. Dal momento che questo calcolo non equivaleva al ciclo annuale del sole, i Maya istituirono un 19° mese chiamato Uayeb, formato dagli ultimi 5 giorni dell’anno. Questo periodo veniva considerato infausto e nessuna nuova attività doveva venire intrapresa prima dell’inizio del nuovo anno. Ciascun mese aveva un nome specifico e veniva tutelato da una diversa divinità. Partendo dal primo mese si nominano: Pop, Uo, Zip, Ztotz, Tzec, Xul, Yaxkin, Mol, Chen, Yax, Zac, Ceh, Mac, Kankin, Muan, Pax, Kayab, Cumkù e appunto il nefasto Uayeb. Il calendario agricolo e religioso, inoltre, prevedevano per ciascun mese l’avvio di specifiche attività e feste.

TUN
L’anno del “Lungo Computo” viene rappresentato da questi due glifi e si chiama Tun. Un altro significato attribuito al termine Tun era pietra, genericamente intesa, oppure la giada, la pietra preziosa per eccellenza. Questo significato ambivalente trova conferma anche nel fatto che alla fine di ogni Tun le popolazioni maya erano solite erigere una stele di pietra scolpita a ricordo degli eventi trascorsi.

All’inizio del nuovo anno, i Maya, celebravano la festa del fuoco nuovo.

KATUM
Questi due glifi raffigurano un Katun corrispondente a 20 Tun cioè a 7200 Kin. Al termine di ogni ciclo ventennale, per l’importanza che rappresentava, veniva eretta una stele commemorativa. Per indicare con precisione la data in cui si è svolto un determinato evento, i Maya solevano riportare il numero dei Katum insieme a quello dei Kin, degli Uinal e dei Tun partendo dal loro anno zero che corrisponde al nostro 3114 a.C.

BAKTUN
20 Katun, oppure 400 Tun o ancora 144.000 Kin formano un Baktun qui rappresentato da questi due glifi. 20 Baktun compongono il Pictun che a sua volta può essere moltiplicato per 20 fino ad ottenere periodi di centinaia di milioni di anni. Tuttavia molto raramente le date pervenute a noi ed incise sulle stele si spingono così oltre; solitamente sono composte da 5 cifre ciascuna delle quali esprime oltre ai Baktun, i Katun, i Tin, gli Uinal ed i Kin. Pertanto per decifrare una data composta da 5 cifre bisogna moltiplicare le singole cifre per le loro unità di tempo corrispondenti. Ad esempio la data 8.11.13.5.9 si svela moltiplicando 8 Baktun x 144.000 giorni + 11 Katun x 7.200 giorni + 13 Tun x 360 giorni + 5 Uinal x 20 giorni + 9 Kin x 1 giorno = 1.235.989 giorni / 365 giorni (corrispondenti ad un anno) = 3.386 anni. Il “Lungo Computo” si azzerava ritornando alla sua posizione iniziale dopo 374.440 anni.

UXMAL
Questa città fu fondata verso il X secolo d.C. ed a differenza di altre città dello Yucatan che subirono l’influenza dei Toltechi, Uxmal, rimase in possesso dei Maya fino al momento dell’abbandono. Questa città sotto il profilo artistico è la più bella di tutto lo Yucatan. L’elemento più caratteristico è la Piramide dello Stregone, un edificio alto con gli angoli smussati e scale molto strette. In alto vi è un Tempio che guardandolo da lontano e dal basso assume l’aspetto di una maschera enorme che raffigura il dio della pioggia Chaac. A giudicare dall’enorme numero di maschere scolpite del dio della pioggia è evidente che Chaac era un dio molto importante. La pioggia era di estrema importanza per gli abitanti di Uxmal in quanto nelle zone limitrofe non vi sono fiumi e nemmeno Cenotes, pozzi naturali che costituiscono un aspetto caratteristico dello Yucatan. Per superare i mesi aridi dell’anno essi dipendevano completamente da cisterne artificiali e dovevano immagazzinare la maggiore quantità di acqua piovana. Per questo motivo il pavimento dei cortili dei templi era costruito in lieve pendenza, in modo da incanalare l’acqua piovana nelle cisterne.

Un altro dei simboli preferiti a Uxmal era Quetzalcoatl in tutte le sue forme. Sui templi vi sono serpenti ovunque, ad una ed a due teste. Serpenti piumati formano la balaustra dello sferisterio riservato al gioco della palla, e l’edificio chiamato Quadrilatero delle Monache ne è completamente rivestito.

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