IL BAMBINO DI NOE

IL BAMBINO DI NOE

Il bambino di Noè  Eric Emmanuel Schmitt

Dove e quando::
il romanzo è ambientato  in Belgio a Bruxelles durante la guerra mondiale quando Hitler sterminava gli ebrei nei campi di concentramento

Protagonista principale
Joseph, un bambino ebreo di 8 anni che i genitori abbandonano in un orfanotrofio per salvarlo dalla persecuzione

La storia
La mamma di Joseph, bella e dolce,  sente un gruppo di nazisti sul tram dire che si farà una retata per portare via tutti gli ebrei del quartiere
Il papà di Joseph, che fa il sarto, decide di fuggire, lasciando il bimbo a una famiglia di nobili cristiani loro conoscenti ed amici, i conti Sully.
La polizia nazista però ha dei sospetti ed i conti Sully sono costretti ad affidare Joseph a  padre Pons, un prete cattolico che ha fondato un orfanotrofio dove nasconde i piccoli ebrei.
Prima di venire accettato alla Villa Gialla, il nome dell’orfanotrofio, Joseph  viene dotato di documenti falsi grazie alla signorina Marcelle, la farmacista del paese, tanto brutta quanto furba .
Alla Villa Gialla Joseph diventa grande amico di Rudy, un ragazzo di 16 anni alto e strano, che non studia e continua a comportarsi male.
I ragazzini scoprono che padre Pons nella cripta segreta  di una cappella sconsacrata, colleziona libri, dischi, oggetti appartenenti alla religione ebraica, pur essendo un cristiano.
Da questo fatto prende titolo il libro.
Noè, quando capì che la vita sarebbe scomparsa sotto alle acque del diluvio, si mise a “collezionare” animali e piante per salvaguardarne la specie.
Allo stesso modo padre Pons ogni volta che comprende che qualche cosa si sta estinguendo, inizia una collezione. Scopriamo che lo aveva già fatto con gli oggetti delle tribù africane del Congo i cui usi e costumi si erano praticamente estinti.
Ogni tanto la polizia nazista, la Gestapo, fa controlli tra gli orfanelli, senza mai riuscire ad arrestare qualcuno.
Quando gli alleati sbarcano in Normandia  e tutto sembra finito, la signorina Marcelle, presa dall’entusiasmo, suona in chiesa  l’inno nazionale, così venne arrestata, torturata e deportata. Purtroppo in casa sua trovano le copie dei documenti falsi dei bambini che vengono immediatamente  arrestati.
Padre Pons, con uno stratagemma, riesce a ritardare da deportazione al mattino successivo e nottetempo si nasconde  con i piccoli ebrei nella cripta segreta.
In un momento di sconforto,  rinchiuso nella cripta, Joseph esprime a padre Pons il suo profondo affetto con queste parole:
“Preferirei morire con lei perché preferisco lei. Preferirei morire con lei perché non voglio piangerla  e ancora meno vorrei che lei mi piangesse. Preferirei morire con lei perché in questo modo sarebbe l’ultima persona che vedo al mondo. Preferisco morire con lei perché so che senza di lei il cielo non mi piacerà più, anzi mi darà l’angoscia.”
Alla fine i partigiani li liberano. La guerra è finita e Joseph ritrova i genitori. Rudy invece ritrova solo sua madre (padre e fratelli sono morti nelle camere a gas).
Scopriamo che Joseph   ormai è grande mentre racconta questa storia (ha 50 anni) ed è rimasto amico di Rudy che ha una fattoria in Palestina. E scopriamo che Padre Pons ha fatto tante altre raccolte nel frattempo: quella degli zingari, perseguitati da Hitler contemporaneamente agli ebrei, quella dei poeti dissidenti sovietici, perseguitati da Stalin, quella dei monaci buddisti del Tibet, perseguitati dai cinesi, quella degli indiani d’america, perseguitati dagli europei… e alla sua morte lascia  questa abitudine in eredità a Joseph.
Nelle ultime battute del romanzo Joseph e Rudy assistono a Gerusalemme ad un pestaggio tra giovani palestinesi ed israeliani. Cadono alcuni oggetti in terra,  una kippà e una kefiah (credo siano indumenti tipici) . Joseph li raccoglie e li mette in tasca per iniziare una nuova collezione .