I VIAGGI DI GULLIVER TRAMA

I VIAGGI DI GULLIVER TRAMA

I VIAGGI DI GULLIVER TRAMA

Jonathan Swift


Oscar Classici Mondadori

Stampato presso Stabilimento nuova Stampa – Cles (TN)

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ALLE SOGLIE DEL TESTO:

· Sulla copertina c’è un quadro di Brueghel Jan De Valours, “La sagra del contadino”: mi dà l’impressione di voler rappresentare gli abitanti di Lilliput.

· Il romanzo è preceduto da due introduzioni, scritte da un curatore fittizio, nonché cugino di Gulliver e la risposta di quest’ultimo.

· Il romanzo è diviso in quattro libri, ciascuno narrante uno dei viaggi di Gulliver.

· Il romanzo è diviso in 8 capitoli nel primo e nel secondo libro, 11 nel terzo e 12 nel quarto, segnalati dal numero del capitolo scritto in cifre romane, e da un piccolo riassunto di poche righe.

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LA COSTRUZIONE DEL TESTO:

a) Il Livello Della Storia

  • TEMPO – Il racconto è ambientato tra la fine del 1600 (la partenza per il viaggio in cui naufragò a Lilliput è datata 4 Maggio 1699) e gli inizi del 1700 (arrivo a Lisbona, dal paese degli Houyhnhnm, il 5 Novembre 1715) per una durata di circa una quindicina d’anni

·SPAZIO – Il racconto è ambientato per una piccola ma costante parte in Inghilterra, patria di Gulliver, in cui fa ritorno dopo ogni viaggio; ma per la maggior parte è ambientato nei luoghi dove Gulliver approda, tra cui Lilliput, Blefusco, Brobdingnag, Laputa, Luggnagg e nel paese degli Houyhnhnm.

  • PERSONAGGI PRINCIPALI

Lemuel Gulliver

Unico protagonista del racconto, è un medico chirurgo inglese. Instancabile conoscitore intraprende dei viaggi, nessuno dei quali andrà a buon fine: nonostante questo Gulliver non stancherà la sua sete e la sua curiosità e forse i viaggi fantastici da lui intrapresi sono uno stimolo a viaggiare ancora. E’ un po’ un sempliciotto, un credulone: non a caso, infatti, Swift gli ha attribuito un nome derivante dalla parola gullible, che vuol dire appunto “credulone”. Ha un grande attaccamento alla patria: più volte si troverà a difenderla, specialmente con il re dei giganti di Brogdignag. Dà un resoconto preciso delle sue azioni, spesso motivandole e cercando di attirare il lettore dalla sua parte; non si astiene da dare dei giudizi, ma mi ha colpito la troppa fiducia nella ragione e al contrario la quasi assenza di sentimento, nel suo personaggio. Infatti, viene attratto dalla “società perfetta” in cui vivevano i cavalli, che lo porterà a disprezzare gli uomini.

·RIASSUNTO DELLA VICENDA

Lemuel Gulliver è un chirurgo che decide di intraprendere dei viaggi, spinto da necessità economiche dopo la morte del maestro. Decide quindi di partire e il 4 Maggio 1699 partì da Bristol. Durante il viaggio, all’altezza delle Indie occidentali un forte nubifragio li colpì e Gulliver è spinto dalle onde in una spiaggia, su cui si addormenterà. Si risveglia il mattino dopo tutto legato a terra, e circondato da tantissimi piccoli uomini, 1/6 della grandezza di Gulliver. Dopo i primi chiarimenti Gulliver otterrà una casa e, dopo i suoi tanti servigi all’imperatore, tra i quali aver rubato le navi del nemico paese di Blefusco, in guerra con Lilliput circa il verso in cui rompere le uova, anche la libertà. Ma proprio una certa amicizia dimostrata con gli ambasciatori di Blefusco e l’eccessiva ambizione dell’imperatore, oltre ad una notevole spesa economica per il suo sostentamento, crearono un’atmosfera di malignità, “tipica delle corti settecentesche”: il rapporto con l’imperatore e soprattutto con l’imperatrice stava sempre peggiorando e Gulliver, avvisato di un complotto da un funzionario amico, coglierà l’occasione di un viaggio di riverenza a Blefusco per fuggire. Accolto molto bene, gli verrà costruita una barchetta, con la quale sarà in grado di tornare in Inghilterra, ripescato da una nave, con qualche piccolo animale del posto.

Partito per un’altra spedizione, il 20 Giugno 1702, Gulliver venne travolto da un’altra tempesta ma, fortunatamente, la neve rimase intatta. Avvistata una terra d’ingenti dimensioni, Gulliver scese a terra con una lancia, a prendere rifornimenti, con degli altri. Ma mentre lui si spingeva un po’ verso l’interno, un uomo gigante avanzando, fece scappare gli altri compagni in fretta e furia, lasciando Gulliver solo. Qui addentrandosi in un mondo che sembrava talmente sproporzionato, per un pelo non viene falcato da un contadino, che lo prenderà con sé e sua figlia ne avrà molta cura. Ma spargendosi la voce del “piccolo omino”, il “possidente” credette di fare un buon affare portandoli in giro alle fiere e ai mercati, e facendolo vedere come se fosse un’attrazione. La sua fama risuonò anche alle orecchie della regina che lo volle tenere per sé, comprandolo al “possidente” per una cifra abbastanza ingente. Così Gulliver, con la figlia del contadino, Glumdaclitch, come nutrice, iniziò a vivere a corte dove, avendo già imparato molto della loro lingua, era molto amato e intraprendeva lunghi discorsi: scoperta la sua passione per la nautica, la regina gli fece costruire una piccola nave e un laghetto, entro il quale poter esercitarsi. Con il re intrattenne lunghi discorsi circa la vita in Inghilterra, che il sovrano riteneva abitata da “una razza perniciosa di piccoli detestabili vermi”. Inoltre rifiutò la proposta di Gulliver per la polvere da sparo, inorridendo all’idea. Il re e la regina intrapresero un viaggio al confine sud, insieme a Gulliver che decise di fare una passeggiata sulla spiaggia, con un servo come cura. Ma venne rapito da un’aquila e lasciato cadere in mare, dove venne ripescato da dei marinai con i quali tornò in patria.

Ma solo 10 giorni dopo, Gulliver salpò di nuovo, il 5 Agosto 1706: ma attaccato dai pirati, Gulliver approdò su un’isola, dalla quale fu colpito dalla vista di un’isola viaggiante nell’aria, delle dimensioni di un’enorme e perfetta sfera, comandata da degli uomini, attraverso una grande calamita. Dopo numerosi richiami venne fatto “salire” e accolto da una razza di strani uomini, con degli occhi guardanti uno verso l’interno e uno in alto. Erano tutti dediti alle scienze, ma solo ai fini di uno scopo pratico, e tutto era guidato dalla matematica e dalla musica; spesso si perdevano dietro i loro pensieri, venendo svegliati poi da una vergata. Gli insegnarono la loro lingua, anche questa basata sulla matematica e lo vestirono; abitano in case costruite malissimo, a causa del disprezzo che provano per la geometria applicata. Ma Gulliver, sentendosi un po’ messo da parte, decise di lasciare l’isola e venne fatto scendere su di un monte, dal quale raggiungerà Lagado, la capitale del regno di Balnibarbi, soggetto al re dell’isola volante. Lì Gulliver visiterà l’Accademia della Scienza, formata da persone che fanno delle ricerche senza senso, dopo essere state in visita a Laputa, con la convinzione di poter migliorare la società. Lasciata questa, Gulliver si dirige a Maldonada: ma causa dell’assenza di navi per Luggnagg, fece una breve visita a Glubbdubdrib, in cui incontrò le anime dei grandi del passato e conversò con loro. Ritornato a Maldonada salpò per Luggnagg, dove, passato qualche problema alla dogana, riuscì ad entrare; qui venne a conoscenza dell’esistenza degli struldbrugg, persone dotate dell’immortalità. Gulliver lodò la loro fortuna, ma si dovette scontrare con la contestazione della loro infelicità e depressione. Da lì partì alla volta del Giappone, dove, spacciatosi per Olandese, inventando i nomi dei genitori, riuscì ad imbarcarsi su di un vascello olandese e fare ritorno in patria.

Ma dopo soli cinque mesi, Gulliver salpò di nuovo, questa volta come comandante, il 7 settembre 1710.Ma a causa di alcune malattie tra i marinai, ci fu un ammutinamento e Gulliver venne rinchiuso in cabina e successivamente abbandonato su di un’isola sperduta. Qui viene a contatto con degli esseri spregevoli e quasi a forma di uomo, che scapparono via all’arrivo di un cavallo, di cui Gulliver notò subito l’estrema razionalità dei movimenti. Con un altro, il cavallo insegnò a Gulliver un paio di parole; uno dei due lo condusse a casa sua, dove gli fece conoscere una di quelle bestie spregevoli, chiamati yahoo. Il cavallo gli insegnò il loro idioma, e Gulliver imparò a chiamarli Houyhnhnm, che vuol dire “cavallo” o “perfezione di natura”. Con lui s’intratterrà in lunghe discussioni sull’Inghilterra e sulla sua vita, sulle leggi, la politica, la religione, la medicina… confrontandoli con quello che sembra essere il regno perfetto degli Houyhnhnm, in cui la bugia, sconosciuta, è chiamata “la cosa che non è”. Gulliver inoltre andrà a studiare gli yahoo da più vicino, conoscendone meglio le caratteristiche, la loro mancanza d’intelligenza, la loro grande opposizione all’imparare: per questo vengono sfruttati dagli Houyhnhnm. La società di questi ultimi si oppone in maniere completa a quella degli yahoo, in quanto amore e amicizia sono il loro pane quotidiano, oltre ad una grande attenzione per l’esercizio fisico. Tutto viene regolato da un’Assemblea, alla quale Gulliver partecipa, in cui si discuteva circa la necessità di eliminare gli yahoo: ipotesi che però venne scartata in favore di una servitù più redditizia. Gulliver si costruisce una casa e inizia a vivere come un Houyhnhnm: la loro compagnia lo rende sempre più virtuoso, e inizia a paragonare i suoi familiare e amici a degli yahoo. Ma siccome era considerato sempre uno yahoo, gli Houyhnhnm dell’Assemblea, di cui il padrone di Gulliver era un esponente, gli imposero di mandarlo via. Grande dolore e malinconia avvolsero Gulliver, tanto che svenne. Chiese due mesi di tempo per costruirsi una piccola imbarcazione, con l’aiuto di un sauro. Ma il viaggio si rivela impervio, a causa delle cattive condizioni del mezzo, e Gulliver approda su di un’isola abitata da indigeni. Qui viene ferito da una freccia avvelenata e costretto, contro voglia, a salpare su una nave portoghese diretta in Europa: costretto perché ormai riteneva la razza umana inferiore, come gli yahoo. E anche la vista dei suoi familiari, da cui finalmente approdò, lo fece stare male.

b) Il Livello Del Discorso

·IL TEMPO

Il racconto segue una rigorosa scansione degli eventi, anche se tutto è narrato in flashback direttamente dal protagonista, Gulliver in prima persona.

·LO SPAZIO

La descrizione dello spazio ha un ruolo importante e Swift racconta in modo preciso e dettagliato i luoghi fantastici visitati da Gulliver, quasi come se fosse un report scientifico.

·I PERSONAGGI

La descrizione dei personaggi è molto importante, se intesa come abitudini, usi e costumi dei popoli visitati da Gulliver: mancano, infatti, delle personalità di rilievo e anche quelli che lo ospiteranno e discorreranno con lui, in realtà hanno la funzione di rappresentare l’intero popolo ai suoi occhi.

·LE SCELTE STILISTICO-ESPRESSIVE

Lo stile di Swift è caratteristico del romanzo inglese del settecento. Infatti, troviamo una lingua accessibile ma nello stesso tempo precisa e in qualche modo tecnica. La descrizione dello spazio e del tempo hanno un ruolo fondamentale e sono caratterizzate da una ricerca del particolare e da una grande attenzione e precisione. Inoltre Swift spesso sfodera la sua arma favorita, l‘ironia, per attaccare la società contemporanea e l’eccessiva fiducia illuministica nella ragione e nelle scienze. Frequenti inoltre sono gli interventi in funzione fatica, diretti al lettore, in modo da ricreare il più possibile l’atmosfera di un racconto e far quasi coincidere, agli occhi del lettore, autore e narratore.

I TEMI

· Il racconto vuole essere una grande satira del mondo a Swift contemporaneo: con la tecnica di descrivere il suo mondo a un personaggio fittizio che non ne sa niente, Swift mette in bocca a Gulliver una critica e un attacco a tutti i campi della vita di quel tempo. In particolare nel 2° e soprattutto nel 4° libro attaccherà duramente il sistema inglese e quindi tutto quello europeo; nel 4° operando una paragone con la società dei cavalli, da cui Gulliver è attratto. Nel 3°, invece, opererà una durissima critica alla scienza, o meglio, agli estremismi in cui un’eccessiva fiducia nella ragione può portare: l’Accademia di Lagado ne è quasi una parodia, in cui tutti gli “scienziati” si dedicano a ricerche sciocche e senza senso. Naturalmente usando la sua arma preferita, l’ironia, che spesso è molto vicina ad un duro sarcasmo.

· I temi dibattuti nel romanzo sono presentati, in particolar modo, dalle descrizioni di Gulliver circa i modi di vivere e le abitudini dei popoli visitati.

· I temi dibattuti all’interno del romanzo sono ancora oggi attuali: anche se sembra una favola per bambini, i contenuti, forse un po’ paradossali, ci avvisano a non essere troppo “Gulliver” e a non basare la nostra intera vita sulla ragione.