GIULIO CESARE SUL RUBICONE

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GIULIO CESARE SUL RUBICONE

È strano pensare a quante volte gli passiamo vicino e non ci rendiamo conto che le piantagioni ormai lo chiudono in isolamento, le canne delle paludi lo rivestono ormai completamente. Questa è la visione di uno dei più vecchi e storici fiumi della nostra Romagna, il Rubicone. Col suo percorso di circa 29 km attraverso numerosi affluenti, raccoglie i reflui in gran parte depurati o trattati in modo parziale di centri abitati, frazioni e case sparse del territorio di una decina di Comuni dell’entroterra. Una fama tanto grande per un rivoletto così piccolo ha portato recentemente alla ribalta alcune rivalità tra le località della zona, interessate ad appropriarsi dell’eredità del celebre fiume. Infatti, i secoli successivi, il corso dei fiumi è cambiato diverse volte, a causa degli straripamenti, e l’identità del Rubicone antico si è smarrita. Solo nel 1933 Benito Mussolini risolse implicitamente la questione concedendo alla cittadina di Savignano di Romagna di chiamarsi Savignano sul Rubicone. Cosi il fiumicino di Savignano ha finito per identificarsi col Rubicone. Ma alcuni ostinati affermano che quella decisione fu un errore storico. Il vero Rubicone sarebbe il torrente che attualmente si trova assegnato il poco nobile nome Pisciatelo, che nasce sotto Strigara, in territorio di Sogliano, appena pochi metri più in là dello spartiacque, scende nella vallata occidentale ai piedi di Monteleone e Montiano, per giungere in pianura a Calisese. Nella parte a valle prosegue per il ponte di S. Lazzaro sulla via Emilia, Ponte Pietra e poi piega a est fino a confluire nel Rubicone – Fiumicino nei pressi della foce a Gatteo a mare. Il nome Rubicone deriva da Rubino perché in certi tratti del suo corso c’era della terra rossastra che in certi punti cadeva dentro il fiume e gli faceva l’acqua del colore del rubino, Il Rubicone un piccolo fiume ma grande nella storia, fu il confine tra l’Italia e la Gallia Cisalpina, si ricorda soprattutto per il gesto di Giulio Cesare che lo attraversò il 10 Gennaio nel 49 a.C. con metà legione di veterani (circa 1800 uomini), dove pronunciò la famosa “Alea iacta est” – “Il dado è tratto”, e lo passò divenendo così nemico di Roma diede quindi inizio alla prima guerra civile. Il fiume Rubicone infatti delimitava un’area geografica interdetta a forze militari: chi la violava era considerato un nemico. La frase con cui Cesare decise il suo destino, quello di Roma e soprattutto quello della Repubblica fu pronunciata proprio nella nostra terra… la Romagna!

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