GIOVANNI PASCOLI LA VIA FERRATA

GIOVANNI PASCOLI LA VIA FERRATA


da Myrycae, L’ultima passeggiata
VI – La via ferrata


Tra gli argini su cui mucche tranquilla-
mente pascono, bruna si difila
la via ferrata1 che lontano brilla;

e nel cielo di perla2 dritti, uguali,
con loro trama delle aeree fila
digradano in fuggente ordine i pali3.

Qual di gemiti e d’ululi rombando
cresce e dilegua femminil lamento4?
I fili di metallo a quando a quando
squillano, immensa arpa sonora, al vento5.

  • 1.La ferrovia
  • 2. il cielo non è nuvoloso, ma in modo velato e assume un colore simile al perla
  • 3.il cielo è solcato dai fili del telegrafo, che vengono definiti “aerei” perché sospesi.
  • 4.l’immagine del treno (mai esplicitamente nominato) che sopraggiunge e si allontana è resa esclusivamente attraverso il senso uditivo
  • 5. i fili del telegrafo sono per analogia assimilati a una grande arpa che, mossa dal vento, produce non una dolce melodia.

ANALISI

Metrica: 3 strofe (due terzine e una quartina) di endecasillabi.
Le rime seguono lo schema: ABA CBC DEDE

La lirica si apre con un paesaggio campestre dominato dalla figura di mucche al pascolo, spettatrici indifferenti del passaggio del treno evocato dall’immagine della via ferrata che si estende in linea retta, “si difila”, brillando in lontananza.
Nella seconda terzina compare un’altra moderna invenzione, il telegrafo; non a caso la poesia, in una prima stesura, aveva il titolo “Il telegrafo”. I pali del telegrafo si stagliano nel cielo grigio con l’insieme dei loro fili sospesi e digradano a mano a mano che si allontanano dalla vista.
La quartina si arricchisce di immagini sonore che superano la realtà per assumere un significato simbolico: i rumori del treno, che sopraggiunge e si allontana, si trasformano in un “femminil lamento” (con un accento non troppo vagamente maschilista); i sottili suoni prodotti dai fili del telegrafo mossi dal vento, diventano la melodia di “un’arpa sonora”.

La ripetizione della “r” e della “s” richiamano lo stridio e il sibilo di un treno in movimento; l’ultima strofa contiene le parole: ”gemiti”, “ululi”, “rombando”, “lamento”,“squillano” che sottolineano l’universo sonoro che il poeta vuole evocare.

immagini o link sul telegrafo
consulta http://www.homolaicus.com/letteratura/pascoli3.htm

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