GIOVAN BATTISTA MARINO RIASSUNTO

GIOVAN BATTISTA MARINO RIASSUNTO
Nato a Napoli nel 1569, Giovan Battista Marino

GIOVAN BATTISTA MARINO RIASSUNTO

GIOVAN BATTISTA MARINO RIASSUNTO
Nato a Napoli nel 1569, Giovan Battista Marino fu avviato dal padre agli studi legali, che abbandonò a vent’anni per dedicarsi interamente all’attività letteraria. Fu imprigionato sotto l’accusa di aver falsificato documenti per scagionare un amico dall’imputazione di omicidio, Marino riuscì a fuggire dal carcere e a raggiungere Roma nel 1600. La pubblicazione a Venezia delle Rime gli valse un impiego, dal 1604, presso il cardinale Pietro Aldobrandini, dopo un soggiorno a Ravenna passò nel 1608 alla corte torinese di Carlo Emauele I. Un panegirico scritto in lode del duca di Savoia gli valse il titolo di cavaliere dell’ordine dei santi Maurizio e Lazzaro. L’aspra contesa che contrappose Marino al poeta di corte Gasparo Murtola, dimostrò le sue eccezionali doti di polemista. Marino celebrò il proprio trionfo su di lui intercedendo a suo favore presso il duca, di cui divenne nel 1610 il poeta ufficiale. Accusato di essere l’autore di un componimento satirico lesivo della dignità del signore, fu imprigionato a sua volta nell’aprile del 1611 e posto in libertà nel 1612. ai tre anni successivi, appartengono le liriche della lira, pubblicate nel 1614 con una lettera prefatoria, che presenta l’autore come l’iniziatore e il maestro della nuova poesia italiana. Nel 1615  Marino fu accolto alla corte parigina di Maria de Medici; osannato come il più grande poeta vivente, ottenne una lauta pensione che non comportava alcun obbligo cortigiano e che gli permise di dedicarsi pienamente alla revisione e alla pubblicazione delle numerose opere intraprese negli anni precedenti.  Tra queste  spiccano per importanza la galeria, la sampogna e l’Adone. Rientrò in Italia nel giugno del 1623. a Napoli, dove trascorse gli ultimi anni, Marino condusse una vita dispendiosa e brillante. Le sue ultime energie furono dedicate alla polemica che accompagnò la pubblicazione del poema e ne accrebbe notevolmente la diffusione e la notorietà. Morì nel 1625.

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