GIACOMO PUCCINI VITA E OPERE

GIACOMO PUCCINI VITA E OPERE

GIACOMO PUCCINI VITA E OPERE

Giacomo Antonio Domenico Michele Secondo Maria Puccini noto semplicemente come Giacomo Puccini (Lucca, 22 dicembre 1858 – Bruxelles, 29 novembre 1924) è stato un compositore italiano, considerato uno dei maggiori e più significativi operisti della storia musicale.


Discendente di una famiglia di musicisti e quinto di sette figli, rimane orfano in tenera età. I parenti, ai quali il giovane Giacomo viene affidato, lo avviano allo studio della musica sperando che voglia seguire le orme del padre, organista presso il duomo di Lucca, ma il ragazzo non brilla certo per serietà e impegno. Muove i primi passi musicali improvvisando all’organo durante le funzioni religiose, ma la passione per la musica nasce e si sviluppa quando Giacomo, diciottenne, assiste ad una rappresentazione di Aida a Pisa. Nel 1880 si diploma in composizione a Lucca, quindi decide di trasferirsi a Milano per studiare al conservatorio. Grazie ad una borsa di studio riesce ad iscriversi nell’autunno dello stesso anno, avendo come maestri Ponchielli e Bazzini. A Milano, dove vive in un’atmosfera bohémienne, ha modo di conoscere e di diventare amico di Mascagni.
Nel 1883, conclude gli studi presentando un brano intitolato “Capriccio sinfonico”, in cui si nota già quella spontanea musicalità che caratterizzerà il lavoro del futuro compositore. Sollecitato da Ponchielli, Puccini si iscrive quello stesso anno al concorso “Sonzogno”, presentandosi con un’opera in un atto intitolata Le Villi. Malgrado l’opera non vinca il concorso, grazie all’interessamento di alcuni amici verrà rappresentata al Teatro Dal Verme di Milano nel 1884. È proprio in quest’occasione che l’editore Ricordi ha modo di ascoltare per la prima volta la musica di Puccini, ne intuisce le straordinarie capacità e stipula con lui un contratto che lo legherà anche alle fortunate sorti delle edizioni musicali. Le condizioni economiche precarie e la difficile avventura sentimentale che lo vede legato alla moglie di un ex-compagno di collegio, impediscono a Puccini di dedicarsi seriamente all’opera. Dovranno passare ben quattro anni prima che il suo nuovo lavoro sia terminato; Edgar va in scena alla Scala nel 1889 senza riscuotere troppi consensi. Il vero successo arriva nel 1893 con Manon Lescaut, rappresentata a Torino, in cui finalmente le caratteristiche della musica pucciniana possono presentarsi al pubblico sostenute da una trama che ha moltissimi punti d’incontro con la vena drammatica del compositore. In Manon Lescaut si assiste per la prima volta a quello che sarà il filo conduttore dei soggetti scelti dal musicista: il terribile rapporto fra amore e morte dove l’uno non può esistere senza l’altra. Ma se è vero che in Manon Lescaut Puccini svela la sua linea drammatica, è altrettanto vero che musicando una storia così vicina al suo animo, ha modo di esprimere liberamente le idee musicali adottando il principio della composizione continua, abbandonando la divisione in pezzi chiusi, come già aveva fatto Verdi nel Falstaff. Nel 1891 si trasferisce a Torre del Lago dove, ritrovata la tranquillità, si può dedicare alla composizione lavorando a Bohème, che viene rappresentata a Torino nel 1896. Con Bohème Puccini si avvicina al tema verista, di cui ha sempre subito il fascino. Tratta una storia fatta di personaggi semplici e di risvolti comuni, ma arricchita da una melodia esplosiva ed estremamente comunicativa. Con Tosca, rappresentata a Roma al teatro Costanzi nel 1900, Puccini si avvicina per la prima volta al tema politico, pur mantenendolo confinato all’interno di una storia d’amore vissuta dai protagonisti, che ancora una volta sono costretti, dagli eventi, a riunirsi grazie alla morte. Nel 1904 Giacomo può finalmente sposare Elvira, rimasta vedova, e dalla quale ha avuto il figlio Tonio. In questo stesso anno, va in scena alla Scala Madama Butterfly: subisce un tremendo insuccesso ma, ripresentata in una nuova versione a Brescia, tre mesi dopo, ottiene un trionfo. Nel 1909 la sua vita è destinata a subire nuovamente un duro colpo. Doria Manfredi, una ragazza di Torre del Lago a servizio presso il maestro, si suicida in seguito alle accuse rivoltele dalla gelosa Elvira Puccini, nei confronti della quale verrà poi intentata una causa giudiziaria. Passato il periodo di crisi, Puccini ritorna a comporre e scrive La fanciulla del West per il Metropolitan Opera di New York. Questo particolarissimo lavoro teatrale mostra un compositore più attento alle innovazioni musicali internazionali, per l’utilizzo della gamma dei toni interni presa in prestito dalla musica di Debussy. Con La rondine (1917) cerca di accostarsi al mondo dell’operetta, ma la musica di questo lavoro è ancora troppo espansiva e melodrammatica. A New York, nel 1918, va in scena il Trittico, tre opere in un atto (Tabarro, Suor Angelica e Gianni Schicchi) che ancora una volta trattano il tema della morte smembrato in tre concezioni diverse: la violenza (Tabarro), la pietà (Suor Angelica) e la comicità (Gianni Schicchi). È un raro esempio di opera giocosa del nostro secolo.
Nel 1924, forse convinto da Mussolini ad iscriversi al Partito Fascista, ebbe la nomina a senatore del Regno d’Italia (“sonatore” era una delle sue storpiature preferite).
Dopo un periodo di esitazione sull’argomento di una nuova opera, Puccini decide di musicare la favola di Turandot tradotta in libretto da Adami e Simoni. Il maestro, dunque, si accosta ancora una volta al tema esotico, sorretto in questo non solo dall’ambientazione, ma anche da una musica forzatamente orientaleggiante e resa grandiosa dallo sviluppo di nuove armonie e nuove variazioni. Malato di diabete, minato dal fumo eccessivo, il compositore ebbe la sensazione di non riuscire a finire la nuova opera; il 29 novembre del 1924, alle 11.30, Puccini spirava all’Institut de la Couronne di Bruxelles dopo un’operazione alla gola durata tre ore e mezzo.
Quando giunse la notizia della morte alla Scala, Toscanini stava provando. Interruppe la prova e si ritirò in camerino a piangere. Turandot fu terminata da Franco Alfano; la prima alla Scala ebbe luogo il 25 aprile 1926, con la direzione di Toscanini. Dopo la morte di Liù, Toscanini interruppe la recita (soltanto la prima sera): «Qui finisce l’opera. rimasta incompiuta per la morte del Maestro», disse con la voce chiusa dalle lacrime.


Opere Teatrali

1. Le Villi
Opera in un atto
Libretto: F. Fontana
Prima rappresentazione: Milano, 31 maggio 1884

2. Edgar
Dramma in quattro atti
Libretto: F. Fontana
Prima rappresentazione: Milano, 21 aprile 1889

3. Manon Lescaut
Opera in quattro atti
Libretto: F. Fontana
Prima rappresentazione: Torino, 1 febbraio 1893

4. La Bohème
Opera in quattro quadri
Libretto: L. Illica e G. Giacosa
Prima rappresentazione: Torino, 1 febbraio 1896

5. Tosca
Melodramma in tre atti
Libretto: L. Illica e G. Giacosa
Prima rappresentazione: Roma, 14 gennaio 1900

6. Madama Butterfly
Tragedia in due atti
Libretto: L. Illica e G. Giacosa
Prima rappresentazione: Milano, 17 febbraio 1904

7. La fanciulla del West
Opera in tre atti
Libretto: G. Civinini e C. Zangarini
Prima rappresentazione: New York, 10 dicembre 1910

8. La rondine
Commedia lirica in tre atti
Libretto: G. Adami
Prima rappresentazione: Montecarlo, 27 marzo 1917

9. Il trittico
Libretto: G. Adami e G. Forzano
Prima rappresentazione: New York, 14 dicembre 1918

10. Turandot
Opera in tre atti
Libretto: G. Adami e R. Simoni
Prima rappresentazione: Milano, 25 aprile 1926

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