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George Orwell vita

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La vita
Eric Arthur Blair, che firmerà come George Orwell tutti i suoi libri, nasce il 25 giugno 1903 a Motihari, nel Bengala, da una famiglia di origine scozzese.
Durante l’adolescenza riceve una severa ma ottima educazione.
Anche se si è già manifestata chiaramente in lui la vocazione per la scrittura, Orwell dopo il diploma non prosegue gli studi e, nel 1922,si arruola nell’Indian Imperial Police.Il 22 novembre di quell’anno arriva a Mandalay, in Birmania. Si dimetterà dalla polizia imperiale il 1°gennaio 1928 perché giudicherà molto negativamente sia l’amministrazione britannica in Oriente sia i rapporti tra i coloni e la popolazione indigena, posizione che sosterrà molto dettagliatamente nel suo romanzo Burmese Days (Giorni in Birmania,1934),pubblicato a New York da Harper dopo che gli editori inglesi lo avranno rifiutato per paura di querele. Il libro uscirà in Gran Bretagna solo nel giugno del 1935.
Durante la primavera del ’28 si reca a Parigi. Nell’autunno dell’anno successivo ritorna in Inghilterra e nel 1930 si trasferisce dai genitori a Southwold, nel Suffolk.Scrive articoli e recensioni per l'”Adelphi” e il “New Statesman and Nation” e riprende a frequentare, questa volta in condizioni economiche migliori, il mondo dei poveri e dei vagabondi.
Nel 1933 Gollancz gli pubblica Down and Out in Paris and London (Senza un soldo a Parigi e a Londra), diario-reportage di quel periodo randagio e difficile. Nel marzo del 1935 Gollancz gli pubblica anche A Clergyman’s Daughter (La figlia del reverendo), e Orwell inizia a recensire romanzi per il ” New English Weekly ” , cui collaborerà regolarmente sino al 1940.
Nei primi mesi del 1936 si reca nel Lancashire e nello Yorkshire per raccogliere del materiale per un documentario sulle condizioni dei lavoratori nelle aree più colpite dalla depressione. In aprile si trasferisce a Wallington, nello Hertforshire, e Gollancz gli pubblica Keep the Aspidistra Flying (Fiorirà l’aspidistra). Il 9 giugno si sposa con Eileen O’Shaughnessy e il 15 dicembre dello stesso anno parte per Barcellona dove, il 30 dello stesso mese, si arruola nella milizia del P.O.U.M. (Partito Obrero de Unificacion Marxista), un piccolo movimento anarco-sindacalista della Catalogna. Sempre nel ’37, mentre si trova in Spagna, esce da Gollancz The Road to Wigan Pier (La strada per Wigan Pier). Il 20 maggio sul fronte aragonese, viene ferito alla gola da un cecchino franchista. Ha appena terminato la degenza in ospedale quando il P.O.U.M. viene dichiarato illegale dalle autorità repubblicane e Orwell deve lasciare precipitosamente la Spagna. Ritornato in patria pubblica un appassionato resoconto delle sue esperienze della guerra civile – Homage to Catatonia (Omaggio alla Catalogna, 1938) – in cui si racconta la lotta intestina dei sostenitori della repubblica e la dura e spregiudicata condotta dei comunisti per conquistarne il predominio, anche a costo della sconfitta finale.
Nel ’38 la sua salute, minata dai disagi e dalla ferita al fronte, peggiora sensibilmente ed egli deve trascorrere l’estate in un sanatorio a causa di una lesione polmonare. In settembre parte per il Marocco. Nel 1939 ritorna in patria e in giugno, poco prima dello scoppio del secondo conflitto mondiale, Gollancz gli pubblica Coming Up for Air (Una boccata d’aria). L’emergenza del confronto armato contro il nazifascismo lo porta a rivedere molte delle sue posizioni contro l’Inghilterra. Decide di unirsi ai combattimenti ma viene dichiarato inabile al servizio militare. Nel ’40 riesce ad arruolarsi nell’Home Guard. Nel marzo di quell’anno Gollancz gli pubblica la raccolta di saggi Inside the Whale (Dentro la balena).
Trasferitosi a Londra inizia a lavorare per alcune riviste e per la BBC. Nello stesso periodo dà alle stampe la raccolta di saggi The Lion and the Unicorn: The Socialism and the English Genius (Il leone e l’unicorno: Il socialismo e il genio inglese, 1941) in cui ritrae le virtù tipiche del popolo inglese e cerca di fissare un rapporto tra il socialismo e lo spirito britannico.
Tra il 1942 e il 1943 collabora intensamente a molte riviste, parallelamente abbandona la Home Guard e si dimette dall’incarico presso la BBC. Inizia anche a comporre Animal Farm (La fattoria degli animali), che terminerà nel febbraio del ’44; tuttavia il manoscritto gli viene rifiutato da parecchi editori per le chiarissime allusioni critiche allo stalinismo, a quel tempo alleato con le democrazie capitaliste contro il nazifascismo.
Nel 1945 lavora in Francia, Germania e Austria come corrispondente dell'”Observer”. In marzo gli muore la moglie in seguito a un intervento chirurgico, ma in agosto, a guerra conclusa, Secker & Warburg gli pubblicano finalmente Animal Farm, che diventa immediatamente un successo internazionale.
Nonostante i gravi problemi di salute, Orwellnon si decide a porre un freno al suo lavoro continuando a collaborare con importanti riviste. Nel 1947 completa la prima stesura di Nineteen Eighty-Four (1984). In dicembre viene ricoverato in ospedale perché sofferente di tubercolosi polmonare. Nel luglio 1948 completa la revisione di Nineteen Eighty-Four, che uscirà nel luglio dell’anno successivo presso Secker & Warburg. Nel gennaio 1949 viene definitivamente ricoverato in sanatorio, dove si sposa in ottobre con Sonia Brownell.
Muore a Londra il 23 gennaio 1950.


George Orwell

Le opere
La produzione letteraria di Orwell è suddivisibile a grandi linee in tre gruppi: i libri più apertamente autobiografici (Down and Out in Paris and London, Burmese Days, Homage to Catalonia), i romanzi veri e propri (A Clergyman’s Daughter, Keep the Aspidistra Flying, The Road to Wigan Pier e Coming Up for Air) e quelli poloitici (Animal Farm e Nineteen Eighty-Four).
E’ evidente che ognuna di queste opere è un intreccio di esperienza diretta, invenzione narrativa e messaggio politico, tuttavia presentano al loro interno caratteristiche tali da renderle sensibilmente diverse. Down and Out in Paris and London è in ogni senso l’opera prima, quella con cui Orwell sviluppa con una certa ingenuità sia sul piano della scrittura sia su quello dei contenuti, molti dei temi che riprenderà nella fase maggiore. La struttura molto rigida del libro, i capitoli finali riassuntivi, la ricerca a ogni costo della verità oggettiva, la superficialità di una presa di posizione unilaterale a vantaggio dei vagabondi e del sottoproletariato evidenziano la forte carica ideale che in seguito verrà sviluppata in modo più approfondito e completo.
Burmese Days è un romanzo poco fortunato. John Flory, il protagonista, è un inglese sensibile e attento ma debole di carattere, che stenta a schierarsi apertamente contro lo sfruttamento degli indigeni anche se ne ammira la cultura ed è attratto dalla loro vitalità; ma la lentezza dell’azione nonché una trama ripetitiva e monotona ne mettono a nudo la debolezza, dando ragione a quei critici i quali sostengono che Orwell era semplicemente alla ricerca di un pretesto narrativo per meglio articolare la propria condanna dell’impero coloniale.
La prima opera davvero avvincente e pienamente matura di Orwell è invece Homage to Catalonia. Le generiche preferenze di Orwell per il mondo dei diseredati si mutano a questo punto in un più limpido e organico rifiuto del totalitarismo e del cinismo che sono alla base della strategia politica dei comunisti spagnoli, preoccupati di battere più gli anarchici nella conquista del potere interno che il nemico esterno. Homage to Catalonia è inoltre un documento di eccezionale valore storico perché è forse l’unica testimonianza diretta della guerra civile spagnola e delle lotte intestine tra le forze repubblicane, lontana sia dal punto di vista dei fascisti, cui arriderà la vittoria finale, sia da quello dei comunisti, sconfitti in Spagna ma comunque forza culturale egemone nell’Europa del secondo dopoguerra. Le mosse stupide e crudeli, la doppiezza, il machiavellismo e la disinformazione messe in atto dai comunisti sono le stesse che riappariranno in forma di farsa in Animal Farm e in forma di incubo in Nineteen Eighty-Four.
Se The Road to Wigan Pier è un romanzo che si divide tra il reportage sulle condizioni dei minatori del Lancashire e dello Yorkshire e ampie sezioni autobiografiche, The Clergyman’s Daughter, Keep the Aspidistra Flying e Coming Up for Air, seppure con risultati e obbiettivi dissimili, affrontano e sviluppano lo stesso nucleo fondamentale del declassamento e della presa di coscienza del personaggio principale. Nel primo la protagonista è la figlia di un sacerdote che, in seguito a una temporanea amnesia, si trova a dividere le sofferenze dei vagabondi, nel secondo è un rampollo di una famiglia piccolo borghese che ha subito umiliazioni di ogni sorta per rimanere attaccato a un’apparenza di rispettabilità, nell’ultimo è un anziano borghese di ingegno brillante che incarna la corruzione e la decadenza di tutta la sua classe rispetto all’età dell’oro precedente il primo conflitto mondiale. Nell’ultima fase della sua produzione Orwell, preparandosi alla stesura delle due opere maggiori, affida ai saggi il compito di esprimere in forma immediata il suo pensiero. Inside the Whale raccoglie saggi su Charles Dickens e su Henry Miller. Il primo è particolarmente significativo e ha contribuito non poco alla fortuna novecentesca del grande vittoriano, perché Orwell indica in lui un sincero campione degli oppressi, consapevole che per cambiare il mondo è necessario in primo luogo cambiare l’uomo. The Lion and the Unicorn miscela invece in un unico scritto un patriottismo ormai acceso e implicazioni decisamente rivoluzionarie. Questa volta l’accento viene posto tanto sul senso di grande coesione che caratterizza la nazione quanto sulla necessità di una rivoluzione che, pur cambiando le strutture economiche e sociali del paese, mantenga inalterati lo spirito, le tradizioni e le virtù del suo popolo.
Orwell deve comunque la sua fama e il suo prestigio in massima parte agli ultimi due romanzi, Animal Farm e Nineteen Eighty-Four. Animal Farm ha la struttura della fiaba classica con lo stratagemma degli animali antropomorfi e racconta la storia di una rivoluzione fallita. Gli animali si ribellano alla tirannia umana e instaurano una società di uguali. Ben presto però i maiali, più intelligenti e più ricchi di qualità organizzative, assumono il controllo della situazione. In apparenza lavorano per il bene comune ma in realtà cercano soltanto di mantenere il potere. Napoleon, il maiale che ha assunto il controllo della fattoria dopo aver annientato la fronda interna, diventa impunemente sempre più simile agli uomini grazie a una massiccia opera di disinformazione a danno degli altri animali. Il libro si chiude con i maiali ormai indistinguibili dagli uomini con i sette principi che avevano ispirato la rivoluzione a uno solo: “tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”.
Se il registro comico è predominante in Animal Farm, in Nineteen Eighty-Four è invece quello tragico a improntare la storia. Il mondo è ormai diviso in tre superstati totalitari organizzati secondo una strettissima gerarchia di partito. il potere è nelle mani di un dittatore, il Grande Fratello, che nessuno ha mai visto di persona ma che incombe dai manifesti appesi ovunque. La realtà e la storia non esistono più perché vengono continuamente deformate e ricostruite per essere compatibili con il socialismo inglese (Socing), la dottrina politica che ispira il partito al potere. Il protagonista, che tenta di ribellarsi e di organizzare una resistenza, si chiama Winston Smith, sintesi del cognome più diffuso in Inghilterra, nome proprio di Churchill, e ha appunto il compito di rettificare gli articoli di giornale in disaccordo con gli ultimi sviluppi del Socing. Smith cerca dunque di trovare altri disposti come lui a ribellarsi, ma si imbatte solo in agenti provocatori che lo denunciano. Dopo una serie di torture fisiche e psicologiche che lo piegano al Socing, Smith viene liberato.
Anche se esistono altri esempi recenti di narrativa antiutopica, Noi di Zanvatin (1920) e Il mondo nuovo di Huxley (1932), Nineteen Eighty-Four è il romanzo più terribile e sconvolgente del nostro tempo perché dà vita a un incubo ben diverso dal terrore metafisico che aleggia tra le pagine di Kafka. Sarebbe però un errore credere che Orwell si proponesse di fare una profezia con il suo ultimo romanzo perché Nineteen Eighty-Four nelle sue intenzioni era soprattutto una satira, e precisamente una satira della propensione degli intellettuali ad accettare le idee totalitarie: se questi, o i burocratici o comunque i futuri dirigenti della società continuano a buttarsi a corpo morto nell’ideologia, il logico punto d’arrivo sarà il mondo del Grande Fratello.

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