FRATELLI DI GIUSEPPE UNGARETTI

FRATELLI DI GIUSEPPE UNGARETTI

ANALISI DI FRATELLI DI GIUSEPPE UNGARETTI


La guerra, col sottolineare la vertiginosa contiguità della vita e della morte, col ricondurre l’uomo a un rapporto elementare con la natura, il dolore, il destino, ma anche con l’allegria della vita ritrovata sull’orlo dell’incombente vanificazione, fu un incentivo alla ricerca ungarettiana di parole essenziali, scavate nell’”abisso” della coscienza: della parola, cioè, e della poesia come conquista ardua e sofferta d’una consapevolezza totale. Ne è un esempio la lirica che riportiamo qui nelle due redazioni successive, quella de Il porto sepolto (1916), col titolo Soldato, e quella dell’edizione definitiva de l’allegria (1943) intitolata Fratelli. La parola fratelli è qui riscoperta nel suo valore primigenio, assoluto, sottratto alla vacuità del linguaggio convenzionale, indice di rapporti mistificati fra gli uomini. Il pronunciarla nel buio della notte ( e della guerra) scatena una spontanea catena di analogie. Quella parola è speranza, saluto accorato, riconoscimento d’una invitta dignità umana nella sofferenza comune, in quanto nella solidarietà del dolore e dell’amore che ricostituisce, i soldati si riconoscono uomini, non più cose sbattute dalla guerra. Le due redazioni rivelano un cammino del poeta verso un’essenzialità che sembra coincidere col ritrovamento delle parole definitive nel fondo della propria coscienza. Si osservi, in primo luogo, la partizione ritmica del testo definitivo in segmenti vagamente strofici, come a pausare un respiro dell’animo in una successione distinta e concomitante di gesti fonico – drammatici. La seconda redazione nasce, si può dire, all’insegna della concentrazione. Cadono il tono crepuscolare della “fogliolina”, il saluto/accorato, l’implorazione… di soccorso; ogni forma troppo immediatamente emotiva cede il posto a un radicale approfondimento dell’emozione che la innalza così a un piano conoscitivo. Esempio macroscopico è la grande invenzione, nel testo definitivo, dell’involontaria rivolta all’orrore del mondo disumano della guerra: una forza invincibile ritrovata nel cuore della fragilità umana, un sentimento religioso della dignità del dolore e dell’amore.

1. Di che reggimento siete
2. fratelli?

3. Parola tremante
4. nella notte

5. Foglia appena nata

6. Nell’aria spasimante
7. involontaria rivolta
8. dell’uomo presente alla
9. sua fragilità

10. Fratelli

PARAFRASI

Di che….fratelli? = Il riferimento alla guerra lo si deduce dalla prima strofa della poesia, in questa domanda rivolta ai soldati che stanno passando accanto alla postazione dove si trova il poeta con i suoi commilitoni.

Fratelli = rappresenta la parola-chiave del componimento.
Parola = è riferito a fratelli; tremante = la parola fratelli vibra/trema nel cuore della notte (il tremore trasmette il sentimento della paura per l’incertezza sulla propria sorte).

Foglia appena nata: analogia – quella parola di solidarietà, fratelli, è paragonata a una foglia appena sbocciata, fragile, così come è fragile il destino dell’uomo.
aria spasimante = nell’aria che è lacerata da scoppi, spari e lamenti.
involontaria rivolta = [la parola fratelli suona come] ribellione spontanea/istintiva all’orrore della guerra.
presente…fragilità = di ogni uomo consapevole della propria fragilità (cioè della precarietà della sua esistenza).

Tema: La poesia Fratelli in origine si intitolava Soldati (sia nella raccolta Porto sepolto del 1916, sia in Allegria del 1919), nel corso degli anni fu rimaneggiata più volte fino alla stesura definitiva nell’edizione del 1942 dell’Allegria.
Verte su uno dei temi fondamentali del primo Ungaretti: la “fraternità degli uomini nella sofferenza”, nel caso specifico è la fraterna solidarietà che lega i soldati nella condizione di fragilità imposta dalla guerra. Gli uomini legati dal comune destino di morte si uniscono nel comune sentimento di precarietà non solo legato alla situazione contingente ma riferito anche alla condizione umana nel suo complesso. La solidarietà rappresenta l’istintiva reazione (involontaria rivolta) alla constatazione della precarietà umana.
Forma metrica: Cinque strofe di versi liberi. Non essendovi che un solo verbo (siete al v.1) la centralità viene assunta da sostantivi e aggettivi che si affiancano l’uno all’altro.
Dal punto di vista stilistico, Ungaretti rende il linguaggio estremamente suggestivo attraverso l’uso di termini essenziali ed immediati. Poche parole scarne e crude e un termine che scandisce tutta la lirica : fratelli, ripetuta all’inizio e alla fine della lirica.
Spazi bianchi, scomposizione dei versi e pause servono a dare rilievo al valore delle poche e scarne parole utilizzate.


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