FOSCOLO VEDE LA MORTE

FOSCOLO VEDE LA MORTE

FOSCOLO VEDE LA MORTE


Anche la morte, come la sera, è una promessa di pace: una pace dolce e definitiva.

La sera è descritta dal Foscolo come un elemento che è sia portatore di bei tramonti estivi, accompagnato da venti leggeri, sia foriera di atmosfere invernali, tenebrose e nevose, ma in entrambi i casi la sera è sempre desiderata, perché essa ispira i più intimi pensieri, le più segrete aspirazioni e rappresenta il placarsi di tutte le fatiche. Foscolo è ateo, sensista e meccanicista, convinto quindi che con la morte tutto finisca. Ma a differenza di altri atei questa cosa lo terrorizza (ed è convinto che terrorizzi tutti noi). Ecco perchè si è creato l’illusione della sopravvivenza.
L’immagine della sera conduce il poeta alla riflessione sulla morte, lontana da ogni sentimento religioso. E’ definita infatti “fatal quiete”, cioè pace definitiva, voluta dal destino, in cui è annullato ogni riferimento religioso. Anche l’espressione “nulla eterno”, che indica la morte come estinzione irreparabile della vita, sottolinea la concezione materialistica della morte.


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Anche la morte, come la sera, è una promessa di pace: una pace dolce e definitiva.

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