FOSCOLO POESIA ALLA SERA PARAFRASI

FOSCOLO POESIA ALLA SERA PARAFRASI

FOSCOLO POESIA ALLA SERA PARAFRASI


 

Forse perché della fatal quïete
tu sei l’immago, a me sì cara vieni,
o Sera! E quando ti corteggian liete
le nubi estive e i zeffiri sereni,

e quando dal nevoso aere inquïete
tenebre e lunghe all’universo meni
sempre scendi invocata, e le secrete
vie del mio cor soavemente tieni.

Vagar mi fai co’ miei pensier su l’orme
che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
questo reo tempo, e van con lui le torme

delle cure onde meco egli si strugge;
e mentre io guardo la tua pace, dorme
quello spirto guerrier ch’entro mi rugge.


v. 1. Fatal quiete: il riposo che il destino (il fato) assegna all’esistenza umana.
v. 2 Immago: immagine.
v. 3 O sera: il complemento di vocazione ci indica il destinatario dei versi. Corteggian: accompagnano.
v. 4 Zeffiri: zefiri, venti leggeri (quindi ai vv. 3 e 4 troviamo una perifrasi, un giro di parole, per indicare la sera estiva).
v. 5 Aere: cielo. Inquiete: la seconda quartina ha come prima parola-rima l’antonimo di “quiete”, presente nel primo verso. In questo caso le tenebre sono inquiete perché turbate dal maltempo. Inquiete tenebre e lunghe: sia inquiete sia lunghe sono aggettivi di tenebre: il poeta altera la normale disposizione delle parole all’interno del sintagma (abbiamo già incontrato l’anno scorso questa figura sintattica: si tratta dell’ipèrbato). Ai vv. 5 e 6 troviamo, quindi, una perifrasi opposta alla precedente: questa volta il Foscolo si riferisce alle sere invernali.
v. 6 All’universo meni: conduci sulla terra.
v. 7 secrete: segrete.
v.8 cor: animo; “Secrete… tieni”: plachi con dolcezza le vie più segrete del mio animo.
v. 9 Vagar mi fai co’ miei pensier su l’orme che vanno al…: mi fai andare qua e là con i miei pensieri sulle tracce del… ovvero, più liberamente, mi fai venire in mente…
v. 10 Nulla eterno: la morte.
v. 11 Reo: malvagio, cattivo. Torme: schiere, grandi quantità.
v. 12 Cure: preoccupazioni, problemi. Meco: con me. Egli: lo sapete… è un pronome personale. In questo caso, secondo voi, a quale termine si riferisce? Si strugge: si consuma.
v. 13 Dorme: si placa.
v. 14 Spirto guerrier: oggi diremmo animo indomito, ribelle. Rugge: ruggisce. A proposito di ruggiti… notate come “ruggisce” tutto il verso, con le allitterazioni che insistono sulla “r”: quello spirto guerrier ch’entro mi rugge.
Parafrasi
Come sapete non amo le parafrasi. Vediamo piuttosto di capire cosa ci viene detto.
Il poeta ama la sera perché essa gli procura un senso di pace. Ama la sera sia quando il clima è mite sia quando il clima invernale le conferisce un aspetto più spaventoso. La ama perché lo induce a meditare sul senso di infinito, sul nulla eterno che essa rappresenta. La ama perché questa meditazione lo aiuta a rimuovere preoccupazioni e affanni. La ama, quindi, perché, mentre contempla la pace della sera, il suo animo ribelle e tormentato riesce a trovar riposo.