FEDRO APPUNTI

FEDRO APPUNTI

FEDRO APPUNTI


Età Giulio-Claudia (14-68 a.C.)
Caratteri dell’epoca:
– accentramento del potere
– divinizzazione del monarca

Si assiste alla sperimentazione di nuove forme letterarie, poichè i lerrerati non potevano esprimere liberamente quello che pensavano (una sorta di “barocco anticipato”). Il letterato scrive per dare voce ai propri sentimenti, la nuova visione del mondo ha al centro l’uomo e non Roma. Vi è la crisi del classicismo augusteo.

Fedro: 93 favole in 5 libri.
All’inizio dei cinque libri dichiara di rifarsi al poeta greco Esopo, introducendo a Roma il genere della favolistica.
Brevitas: capacità di condensare in breve le componenti narrative.
Promitio: principio morale espresso all’inizio della favola, che viene ripreso alla fine con l’epimitio.

Fedro aggiunge alle tematiche della favolistica greca degli spunti personali e delle leggende romane.

La società umana (e romana) viene rappresentata come prepotenza contro impotenza, malvagità contro non violenza.
Gli uomini vengono rappresentati attraverso animali parlanti, che simboleggiano le varie tipologie umane.
Costante protesta sociale. Fedro assume il punto di vista dello schiavo oppresso dal potere politico, dato che faceva parte di una classe sociale bassa. Tuttavia, le sue proteste non erano mai cariche di violenza aggressiva, ma volevano avere una funzione morale; in ciò si differenziava da Esopo. Assume spesso una funzione pedagogica.

Varietas: varietà di temi, si superano gli schemi compositivi, ci sono altri personaggi oltre agli animali (Socrate, dèi, personaggi mitologici).
La critica pensava che la protesta di Fedro fosse inutile.