FEDERICO SECONDO DI SVEVIA

FEDERICO SECONDO DI SVEVIA

FEDERICO II DI SVEVIA


Federico II,  conosciuto poi come “stupor mundi”, era figlio di Enrico VI (a sua volta figlio di Federico Barbarossa) e Costanza d’Altavilla. 
Quando Enrico VI muore (a 32 anni, nel 1198), Federico ha solo 4 anni ed eredita la corona imperiale e quella del Regno Normanno (che comprendeva Sicilia ed Italia meridionale).
Federico è troppo piccolo per governare,  e quando muore la madre é affidato alla protezione di Papa Innocenzo III. In quel periodo, in Germania, ci furono violente lotte per la successione (in pratica, i principi tedeschi cercavano di conquistare il potere per diventare essi stessi imperatori).
Queste lotte terminano nel 1220 quando Federico viene incoronato imperatore da Papa Onorio III.

Politica di Federico in Italia meridionale
Nel Regno di Sicilia Federico costruisce uno stato monarchico centralizzato
-praticamente tutto il potere era concentrato nelle sue mani. Per controllare il territorio Federico fece costruire molti castelli e concesse pochissima autorità ai governi delle città: tutto doveva dipendere dal governo centrale.
Molto importante fu la rete di funzionari che Federico adottò per l’amministrazione fiscale e per quella della giustizia: fu istituita la Magna Curia, cioè una specie di tribunale che serviva proprio ad amministrare la giustizia nel territorio. Le figure più importanti della Magna Curia erano il Mastro Giustiziere (amministrazione della giustizia) e il Mastro Camerario (finanze e amministrazione dei beni).
Molta attenzione fu dedicata da Federico alle finanze del Regno: le tasse erano importanti perché servivano a finanziare le spese dello stato e quindi c’erano molti funzionari che giravano per il territorio e riscuotevano le tasse.

Politica di Federico nell’Italia settentrionale
Federico desiderava più di tutto riuscire a unificare il suo Regno, ma i comuni e le città del centro/nord Italia si opposero sempre ai suoi tentativi di conquista. Federico lottò a lungo anche per conquistare i territori del papato, ma dovette arrendersi e non riuscì mai ad unificare tutto il territorio sotto il suo potere.

Politica di Federico in Germania
In Germania, a differenza di quanto aveva fatto nel Regno di Sicilia, Federico non creò uno stato monarchico centralizzato, ma cercò sempre l’appoggio e la fiducia dei principi tedeschi per mantenere saldo il suo potere.

Scomunica e Crociata
Federico aveva promesso al papa di partecipare alle Crociate per difendere la fede cristiana in Terra Santa, ma poi non era mai riuscito a partire. Per questo fu scomunicato da papa Gregorio IX.
Finalmente, Federico parte per una crociata nel 1228. La differenza è che invece di combattere come tutti avevano fatto prima di lui, preferì usare la diplomazia e grazie a degli accordi riuscì ad ottenere Gerusalemme, il Santo Sepolcro, Betlemme e Nazareth.
Fu un ottimo risultato: ottenuto per di più senza che nessuno morisse in combattimento, ma il Papa non fu contento della cosa.

Morte e declino dell’impero
Federico muore improvvisamente nel 1250, mentre sta preparando un altro attacco contro i comuni del nord che ancora gli opponevano resistenza. Il suo tentativo di unificare il regno non si realizzò mai, anzi, da allora, piano piano, l’impero si avviò verso un declino da cui non si riprenderà mai più.

 La scuola siciliana non va considerata un scuola nel senso tradizionale del termine, bensì un movimento poetico e culturale che fiorì alla corte di Federico II di Svevia nella prima metà del ‘200. 

Federico II di Svevia (nipote di Federico Barbarossa) venne incoronato re di Sicilia nel 1220. Fu un sovrano illuminato, amante della cultura, dell’arte e della scienza tanto da essere soprannominato “stupor mundi” cioè meraviglia del mondo. E’ per suo volere che attorno alla sua corte, in Sicilia, si riunirono i più grandi intellettuali dell’epoca non soltanto italiani, ma anche di provenienza araba e normanna. Non c’erano distinzioni di razza o di fede religiosa: tutti collaboravano attivamente alla creazione e allo sviluppo di una cultura che fosse quanto più possibile libera e soprattutto laica, in contrapposizione al predominio culturale che la Chiesa aveva in quel periodo nei territori dell’impero.

La corte di Federico era una corte itinerante, cioè non risiedeva stabilmente a Palermo, ma  si spostava in altre città sia del sud che del nord Italia. 

L’Università degli Studi di Napoli Federico II è una università statale fra le più antiche d’Italia e del mondo.

Fondata il 5 giugno 1224 dall’Imperatore del Sacro Romano Impero e Re di Sicilia Federico II di Svevia, è la principale accademia napoletana ed una delle più importanti in Italia e in Europa.[4] Celebre per essere la più antica università fondata attraverso un provvedimento statale, è ritenuta la più antica università laica e statale del mondo.

L’erezione dell’Università venne decretata dall’imperatore Federico II di Svevia il 5 giugno 1224 tramite una lettera circolare  inviata da Siracusa. Poiché fu creata per volere stesso dell’imperatore, l’Università di Napoli è considerata in assoluto la prima università laica in Europa di tipo statale (non fondata, cioè, da corporazioni o associazioni di intellettuali, o di studenti ma in forza di un provvedimento sovrano).

Due furono i motivi principali che spinsero l’imperatore all’edificazione dello Studium: in primo luogo la formazione esclusiva del personale amministrativo e burocratico della curia regis (la classe dirigente del regno) e quindi la preparazione dei giuristi che avrebbero aiutato il sovrano nella definizione dell’ordinamento statale e nell’esecuzione delle leggi; in secondo luogo agevolare i propri sudditi nella formazione culturale, evitando loro inutili e costosi viaggi all’estero.

La scelta della sede cadde su Napoli per motivi non solo culturali (la città aveva una lunga tradizione in merito, legata alla figura di Virgilio, che viene richiamata esplicitamente in un documento dell’epoca), ma anche geografici ed economici (i traffici via mare, il clima mite e la posizione strategica all’interno del Regno furono, in un certo modo, determinanti).