EUGENIO MONTALE PORTAMI IL GIRASOLE PARAFRASI

EUGENIO MONTALE PORTAMI IL GIRASOLE PARAFRASI

EUGENIO MONTALE PORTAMI IL GIRASOLE PARAFRASI

(Eugenio Montale, da Ossi di Seppia)

FONTE:https://liberacultura2013.wordpress.com/2013/05/17/parafrasi-e-commento-di-portami-il-girasoleeugenio-montale-da-ossi-di-seppia/


Portami il girasole ch’io lo trapianti
nel mio terreno bruciato dal salino,
e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
del cielo l’ansietà del suo volto giallino.

Tendono alla chiarità le cose oscure,
si esauriscono i corpi in un fluire
di tinte: queste in musiche. Svanire
è dunque la ventura delle venture.

Portami tu la pianta che conduce
dove sorgono bionde trasparenze
e vapora la vita quale essenza;
portami il girasole impazzito di luce.

PARAFRASI
1-4. salino: l’esalazione salina del mare. Specchianti: limpidi come specchio, ma da anche l’idea del cielo che rispecchia il volto giallino del girasole, ansioso di identificarsi con esso. Il fiore, in questo senso, riflette l’ansia del poeta.
5-8. e’ l’approdo montaliano alle “corrispondenze” di Baudelaire: le cose si stemperano in colore e musica: la fortuna più grande è dunque quella di svanire, di dissolversi per identificarsi col tutto.
10-12. dove…. Trasparenze: accanto al sole, visto come trascolorante in bionde trasparenze. L’idea è sempre quella di un identificazione con la vita, vista come luce, rappresa nella apparenze mutevoli.
Portami il girasole: parafrasi e commento, figure retoriche in portami il girasole, la poetica di Montale in Ossi di seppia, da Mediterraneo raccolta di poesie.

Breve commento

Si può riscontrare un doppio registro negli Ossi: da un lato un ripiegamento pessimistico che nasce dal senso di limite umano e della realtà come prigione, ripetitiva di atti e gesti che formano una sorta di destino insondabile e non superabile; dall’altra una volontà di fusione con una natura che appare come vitalità primigenia, superiore al dramma solitario dell’io, memoria d’una sognata armonia del mondo. Nascerà di qui l’ultima poesia del libro, Riviere, con la volontà d’un “rifiorire” che il libro seguente, le Occasioni, declasserà a illusione d’un attimo. Ma ora questo atteggiamento di consenso al crearsi perenne della vita ispira liriche come questa o come altre comprese nella sezione Mediterraneo. E’ un Montale solare, che sogna di identificarsi col vigore del paesaggio estivo; anche se avverte pur sempre l’individualità come isolamento e pena. La lirica è del 1923.


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