ENEIDE TRADUZIONE LIBRO II VV 268-296

ENEIDE TRADUZIONE LIBRO II VV 268-296

ETTORE APPARE IN SOGNO AD ENEA


Ad Enea, immerso nel sonno, appare l’ombra di Ettore col volto insanguinato e sfigurato, come era quando Achille aveva fatto scempio del suo corpo. Ettore, piangendo, annuncia ad Enea la sciagura…


 

270 “Era il momento nel quale comincia agli affranti mortali
il primo riposo e si insinua gratissimo per dono degli dei;

ed ecco, in sogno mi sembra di vedere

davanti agli occhi di Ettore, angosciato, versare largo pianto,

com’era nel giorno in cui lo trascinava la biga,

nero di polvere cruenta e trafitti dalle redini i piedi enfiati”.


Gli antichi credevano che le ombre dei morti conservassero l’aspetto che avevano al momento della morte: così Enea osserva l’aspetto di Ettore deturpato dalla violenza di Achille.Egli appare con una barba lunga e selvaggia e con capelli insanguinati, lui, il sostegno della potenza troiana.

Enea gli rivolge una serie di desolate domande, che sembrano convergere sulle ultime due, nelle quali si rivela un angoscioso e funesto presentimento.


 

275 “Ah quale il suo aspetto, quanto mutato dal grande

Ettore ,che tornò vestito delle spoglie di Achille,

o dopo avere avventato fuochi frigi alle navi

dei Danai ; con la barba irsuta e i capelli rappresi di sangue,

e le ferite che ricevette numerose intorno alle patrie mura.

Sembrava che io piangendo mi rivolgessi per primo

all’eroe ed esprimessi meste parole:

“Oh luce della Darania, sicura speranza dei Teucri, che

grandi indugi ti trattennero?

Da quali regioni,

o sospirato Ettore, vieni?Come, dopo molte uccisioni

dei tuoi e molti travagli degli uomini e della città,

ti rivediamo stremati! Che indegna causa deturpa

il volto sereno? E perché mi appaiono queste ferite?”


Qualche interprete ha voluto vedere in questo accenno, un tentativo di scagionare Enea dalla accusa

di non avere combattuto fino al sacrificio della vita in difesa della patria. L’autorevole esortazione dell’ombra del più valoroso eroe troiano vuole servire ad eliminare ogni dubbio sulla scelta di Enea, indipendentemente dai progetti di una volontà superiore sul suo destino. “Troia ti affida i sacri arredi”: questa è la prima solenne investitura che Enea riceve come sacerdote tutelare dei destini patrii. Ettore non fa parola degli dei; la prima investitura giunge ad Enea dai più illustri e autorevoli cittadini morti. E’ la voce della patria a consacrarlo.

I Penati romani hanno sede nel tempio di Vesta, ma al tempo di Augusto ebbero un tempio proprio.


293 “Troia ti affida i sacri arredi

e i Penati: prendili compagni dei fati e cerca con essi

grandi mura, che infine fonderai, percorso il mare”.

Disse, e portò sulle mani dall’interno del sacrario

le bende e Vesta potente e l’ eterno fuoco.”