IL DESTINO DI ODISSEO E DI MENELAO

IL DESTINO DI ODISSEO E DI MENELAO

IL DESTINO DI ODISSEO E DI MENELAO


Sconvolto per la morte di Aiace e di Agamennone (suo fratello, morto in un agguato tesogli da Egisto appena giunto sulla terra ferma saranno poi Menelao o Oreste, figlio di Agamennone, a vendicarlo), Menelao trova una sorta d’incoraggiamento in tutto ciò: “Ora so cosa è accaduto a questi uomini; dimmi del terzo, che è ancora intrappolato dal mare, non si sa se vivo o morto”. “Il figlio di Laerte di Itaca (Odisseo), l’ho visto piangere intrappolato sull’isola della ninfa Calipso: è privo di compagni e non ha nemmeno una nave”. “Per quanto ti riguarda, o Menelao figlio di Zeus, non è stabilito che tu muoia ad Argo (terra ricca di pascoli), ma nei Campi Elisi, secondo il volere degli Dei, situati algli estremi dei confini occidentali dove si trova il Biondo Radamanto (divinità molto giusta che svolge la funzione di giudice nei Campi Elisi)”. “Là la vita per gli uomini è molto facile e bella, priva di tempeste o neve o rigidi inverni, ma ricca di zaffiro (vento) che spira dall’Oceano risanando ogni uomo che lo respiri”:
“Questo è il tuo destino, in quanto sei marito di Elena (figlia di Zeus e Leda) e genero di Zeus”.
Detto ciò si voltò e si immerse nel suo mare ondeggiante, mentre io mi diressi verso i miei compagni alle navi: “Andavo, e il mio cuore era turbato”

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