Decameron Sintesi e analisi della nona novella della seconda giornata

Decameron Sintesi e analisi della nona novella della seconda giornata


La seconda giornata cade di Giovedi, abbiamo come regina Filomena, e il tema sarà quello delle avventure a lieto fine.

Il lieto fine nel Decameron si conquista; dalla seconda alla quinta novella siamo nel bel mezzo della classe mercantile. Ad esempio il protagonista della quinta novella è Andreuccio da Perugia che sia cala in un sepolcro trovando un rubino da 500 fiorini. La novella sei è quella di Madonna Beritola, mentre la settima è quella di Alatiel figlia del sultano d Babilonia, portatrice di amore devastante. Sorta di divinità muta che porta amore e morte. L’ottava novella è la novella della falsa calunnia, dove il conte D’Anguersa, falsamente accusato, va in esilio e lascia i suoi due figli in diversi luoghi d’Inghilterra.

Tornado alla novella 9, alla base di questa novella vi è un motivo folklorico: si fa una scommessa sulle castità delle proprie mogli. Il Boccaccio adatta la novella al contesto mercantile. Fu una novella che piacque molto a Sheakspeare che infatti ne ricavò una storia.

Filomena la regina della giornata dichiara di rispettare gli accordi presi con Dioneo che chiede di narrare per ultimo, e dice di prendere spunto da un proverbio del tipo “chi la fa l’aspetti”. Prendete il mio racconto come un esempio per difendervi dagli ingannatori – dice – .

La nona novella inizia in un albergo parigino, ci sono molti mercanti italiani, siamo nel dopocena e tutto l’ambiente è rilassato….ma le mogli lasciate a casa non si consolano certo facendo le Penelope. Bernabò da Genova – uno dei protagonisti principali della novella – dice che sua moglie è una donna onestissima. Fa un ampio ritratto di lei, tessendone le lodi e mettendone in risalto la sua castità, inoltre dice che è donna efficiente e completa, abilissima nell’occupazione maschile. Ambrogiuolo di Piacenza (l’altro protagonista della scommessa. Il primo è Bernabo.) dissente delle parole di Bernabò, facendo discorsi generalistici che imputavano le mogli di poca fedeltà, mentre Bernabò ancora una volta cerca di difendere l’onore delle donne savie. Più la novella va avanti e più si assiste al duello verbale tra Bernabà e Ambrogiuolo. Bernabò passa dall’essere ‘turbatetto’ a ‘turbato’. Finché non decidono di scommettere sulla fedeltà delle loro mogli. Bernabà si gioca 5000 fiorini sulla fedeltà della moglie, Ambrogiuolo 1000 fiorini: Bernabò avrebbe sedotto la moglie di Ambrogiuolo donna Ginevra e gli avrebbe portato le prove del misfatto. In caso di perdita della scommessa avrebbe dato mille fiorini ad Ambrogiulo.

Ambrogiulo così si reco a Genova, trovò la casa della donna e con un abile inganno, riuscendo a stringere un patto con la domestica di donna Ginevra, riuscì a nascondersi in un baule nella stanza da letto della donna.

Qui ogni volta che la donna usciva dalla stanza, Ambrogiulo contemporaneamente usciva dal baule, e studiava la stanza nei minimi particolari, rubando talvolta degli indumenti….

In una delle sue ispezioni essendo donna Ginevra nella stanza, notò un giorno che la donna aveva un neo grande sotto la mammella sinistra.

Era una prova questa per dire a Bernabò che era stato con la moglie: Ambrogiulo per vincere la scommessa ricorrerà all’inganno. Trovato questo particolare ritorna a Parigi e racconta come a Bernabò il falso prima mostrandogli i vesti che aveva rubato nonché l’anello rubato, e poi svelandogli il particolare della mammella.

Qui diciamo si conclude il primo tempo della novella, o meglio la prima parte.

Bernabò va su tutte le furie, non riesce a sopportare un simile affronto, non riesce a sopportare che la moglie l’abbia tradita, vuole e deve vendicarsi di donna Ginevra. Nel frattempo Ginevra viene a sapere che è Bernabò è adirato con lei.

Bernabò allora decise di far uccidere la moglie da un amico, ma donna Ginevra raccontando tutto l’accaduto al amico nel momento di morte, riuscì a convincerlo a non ucciderla. Serviva ancora una volta un artifizio per far credere a Bernabò che lei fosse morta. Diede infatti all’amico del genovese i suoi vestiti, mentre lei scappò da Genova, e modificando i suoi tratti somatici, (un taglio di capelli molto corto, e il seno schiacciato nel vestito) si travestì da uomo e  s’imbarcò sulla nave del capitano catalano En Cararh, facendosi chiamare Sicuran de Finale. La nave in uno dei viaggi salpò al porto di Alessandria d’Egitto. Al sultano d’Alessandria piacque Sicurano, ricordiamo descritta dal marito Bernabò completa e abile nell’occupazione maschile, e cosi convinse il capitano En Cararh di farla rimanere alle sue dipendenze. Donna Ginevra sempre nelle vesti di Sicurano riusci ad acquistare la fiducia del sultano: era bravo nell’arte di curare e guardare i falconi (governare i falconi non era cosa semplice).

Il punto: Ambrogiuolo sa che la donna è morta. Bernabò sa che la moglie è morta. Ora è donna Ginevra ad avere in mano i fili del racconto.

Intanto Ambrogiuolo ormai preso dalla vita mercantile, ritorna al suo mestiere e per lavoro si trovò ad Alessandria d’Egitto. Venne notato da donna Ginevra (sempre Sicurano) che gli trovò indosso i suoi vestiti. Gli chiese come aveva fatto ad averli, ed Ambrogiulo gli raccontò ciò che aveva raccontato a Bernabò (cioè l’inganno). Sicurano disse di essere compiaciuto da questa storia e voleva che Ambrogiuolo raccontasse la storia al sultano; nello stesso tempo convocò anche Bernabò alla corte.

E qui che venne fuori tutto il misfatto, donna Ginevra fece minacciare Ambrogiuolo dal sultano: doveva raccontare tutta la verità e come si erano svolti i fatti davanti a Bernabò. Svelato l’arcano, donna Ginevra riuscì a discolparsi ritornando a vivere con Bernabò, Ambrogiulo fu legato da un palo, e non solo ucciso, ma divorato dagli animali.

Si possono fare alcuni commenti: innanzitutto nella novella si nota come il Boccaccio del Decameron non ha più bisogni di sforzi di retorica, cosi come gli era accaduto nel “Filoloco” (opera giovanile). Si tratta di una novella sfondo folkloristico, dove forte è la polemica antiveneziana. Ma soprattutto si può affermare come dice Filomena (regina della giornata) che effettivamente “l’ingannatore rimane ai piè dello ‘ngannato”.