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DARWIN VIAGGIA INTORNO AL MONDO A BORDO DEL BRIGANTINO BEAGLE

DARWIN VIAGGIA INTORNO AL MONDO A BORDO DEL BRIGANTINO BEAGLE

Nel mese di dicembre del 1831, Charles Darwin salpò dal porto inglese di Plymouth. Quando il brigantino Beagle, durante il viaggio lungo le coste del sud America, gettava le ancore per fare rifornimento di acqua e provviste alimentari, Darwin lasciava spesso la nave per esplorare le regioni interne, osservare i ricchi depositi fossiliferi, tenendo ben presenti le teorie di Lyell e collezionare esemplari di molti nuovi tipi di animali e di piante.
In particolare, Darwin osservò con notevole interesse gli animali e le piante che popolavano l’arcipelago delle Galapagos, che si trova a 950 chilometri dalla costa pacifica del sud America. Queste isole, su cui Darwin rimase poco più di un mese prendono il nome dalle spettacolari testuggini (Galapagos, in spagnolo), alcune delle quali arrivano a pesare anche più di un quintale. Nonostante queste isole siano relativamente vicine, ciascuna di esse ha il suo tipo di testuggine.
Oltre alle testuggini, le Galapagos erano abitate da un gran numero di fringuelli, distinti in 14 specie differenti; nonostante vivessero nello stesso arcipelago, questi uccelli differivano tra loro sia per la grandezza e per la forma dei corpi e dei becchi sia, in particolare, per il tipo di cibo di cui si nutrivano. Un fringuello per esempio, si nutriva di insetti estratti con il becco dalla corteccia degli alberi, come il comune picchio; non avendo però la lunga lingua che i picchi usano per estrarre gli insetti, questo fringuello si serviva di un piccolo bastoncino o di una spina di cactus.


Grazie alle sue conoscenze di geologia, Darwin sapeva che le isole Galapagos, di origine vulcanica erano molto più giovani della terraferma; inoltre, aveva osservato che le piante e gli animali delle Galapagos erano differenti da quelli della terraferma, e gli organismi presenti su ogni isola differivano da quelli di ogni altra isola dello stesso arcipelago. Darwin cominciò così a pensare che le differenti specie di testuggini e di fringuelli presenti sulle varie isole si fossero originate da un’esigua varietà di organismi, provenienti probabilmente dal continente.

  • LA TEORIA DARWINIANA SI BASA SUL CONCETTO DI SELEZIONE NATURALE

Non molto tempo dopo il suo ritorno in Inghilterra, Darwin lesse il “Saggio sul principio di popolazione” del pastore protestante Thomas Malthus, pubblicato nel 1798. In questo libro Malthus prevedeva che, se la popolazione umana avesse continuato ad aumentare così rapidamente, sarebbe stato presto impossibile sfamare tutti gli abitanti della Terra. Darwin si basò sulle deduzioni di Malthus per elaborare uno dei punti fondamentali della sua teoria evoluzionistica: la selezione naturale. Il principale fattore su cui si basano i processi evolutivi è la variabilità: secondo Darwin le variazioni presenti fra questi individui sono dovute solo al caso e non sono dunque prodotte né dall’ambiente né dalla volontà degli organismi stessi. Esse possono essere più o meno utili ad un individuo per la sua sopravvivenza e la sua riproduzione. Oggi sappiamo che queste variazioni sono conseguenza di mutazioni, cambiamenti che possono avvenire nel patrimonio genetico di qualsiasi organismo. E’ quindi la selezione naturale che guida il corso dell’evoluzione.
Darwin presentò le sue teorie nel libro “L’origine delle specie”, pubblicato il 24 novembre 1859; ancora oggi questo libro rimane il punto di partenza per tutti gli scienziati che si occupano delle tematiche evolutive. Tale ipotesi si basava su cinque premesse:

  1. Gli organismi generano organismi simili a loro stessi.
  2. Nella maggior parte delle specie il numero di individui che sopravvivono che sopravvivono e si riproducono è piccolo in confronto al numero di organismi nati.
  3. In ogni popolazione ci sono delle differenze fra i singoli organismi che non sono dovute all’ambiente, ma sono ereditabili.
  4. Quali individui riusciranno a sopravvivere e a riprodursi e quali non vi riusciranno, è determinato principalmente dalle interazioni che intercorrono fra gli organismi e l’ambiente. Alcune variazioni, che Darwin definì “favorevoli”, consentono agli individui di generare più discendenti di altri e, se sono ereditari, tendono a diventare sempre più frequenti da un generazione all’altra: questo è il processo che Darwin definì selezione naturale.
  5. Dopo un periodo di tempo sufficientemente lungo, la selezione naturale porta a un accumulo di cambiamenti tale da differenziare i gruppi di organismi.

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