Dall’Isola dei Ciclopi all’isola di Eolo

Dall’Isola dei Ciclopi all’isola di Eolo

 Dalla terra dei Ciclopi Ulisse giunse all’isola di Eolo, da cui potevano raggiungere la terra dei Padri, la Grecia, con il vento di Ovest.

Se esaminiamo la carta nautica, troviamo in Malta un’isola che corrisponde ai dati forniti da Omero. Malta, infatti, vista dal mare sembra essere l’unica isola; possiamo escludere la Sicilia, che per la sua grandezza, non può certamente essere descritta come un’isola da chi le si avvicina, somigliando di più alla terraferma. inoltre le correnti marine, spingono le navi dalla Sirte proprio in prossimità di Malta.

Fin dal V secolo a.C., come ben sappiamo, l’isola di Eolo viene identificata con il gruppo delle isole Eolie; ma questa identificazione è errata, infatti è impossibile giungervi con il vento occidentale viaggiando verso la Grecia. Potrebbe procedersi ad un’identificazione con le isole di Pantelleria, Linosa e Lampedusa, ma diversamente da Malta, queste non corrispondono alla descrizione lasciataci da Omero:

“E all’isola Eolia arrivammo; qui stava
Eolo Ippotade, caro ai numi immortali,
nell’isola galleggiante: tutta un muro di bronzo,
indistrunibile, la circondava, nuda s’ergeva la roccia”.
(Odissea, X, 1-4)

Con parole simili è descritta l’isola dì Malta in una recente guida turistica:

“L’altopiano qui formato precipita a picco sul mare; particolarmente la costa Sud-Ovest consiste in quasi ininterrotta muraglia rocciosa che precipita dall’altezza di più di cento metri a picco sul mare”.

La prima spiaggia protetta, che si offre a chi costeggia la costa meridionale di Malta in direzione Est, è il Mars Scirocco, la più grande rada dell’isola. Oggi vi si alzano i resti della fortezza di Birzebbuga a destra. Essi sono il monumento archeologico più importante di Malta del periodo di Ulisse e dì Omero (1400 fino all’800 a.C.). Inoltre Malta conobbe un’elevata civilizzazione databile già al terzo millennio a.C.. Omero indica come segno caratteristico dell’alta cultura dell’isola di Eolo le case famose, l’uso del flauto ed una ricca cucina. Tutto questo può coincidere con l’antica ed importante cultura maltese.

Eolo offrì ad Ulisse, per il viaggio di ritorno verso la sua patria, un soffio di vento occidentale,

“Mi diede un’otre, che fece scuoiando un bue di nove anni,
e dentro degli urlanti uragani costrinse le strade;
perché signore dei venti lo fece il Cronide,
e può fermare e destare quello che vuole:
Nella concava nave l’otre legava con una catenella d’argento,
lucente, che non trapelassero fuori per nulla;
e solo il vento di Zefiro mi mandò dietro a soffiare,
che portasse le navi e noi pure […]
(Odissea, X, 19-26)

 grazie al quale Ulisse ed i suo compagni navigarono per nove giorni e nove notti:

“al decimo già si scorgevano i campi paterni,
gli uomini intorno ai fuochi vedevamo, vicini.
Allora il sonno soave mi prese, ch’ero sfinito;
continuamente alla barra ero stato, senza darla a nessuno
dei compagni, perché più presto arrivassimo in patria;
e i compagni parole fra loro parlavano,
e dicevano che oro e argento a casa portavo,
doni d’Eolo magnanimo, figlio di Ippote.
Così qualcuno diceva guardando l’altro vicino:
“Vedi come costui è amato e onorato dagli uomini
tutti, dei quali visita contrade e città
Da Troia si porta le molte belle ricchezze
del suo bottino; e noi, fatta la medesima via,
a mani vuote ce ne torniamo a casa.
Ora poi anche questo gli ha dato per amicizia
Eolo; presto, dunque, vediamo cos’è,
quant’oro e argento c’è dentro l’otre”.
Così dicevano e vinse la mala idea dei compagni:
sciolsero l’otre: i venti tutti fuori balzarono,
e all’improvviso afferrandoli, al largo li riportò l’uragano,
piangenti lontani dall’isola patria”.
(Odissea, X29-49)

E che, in effetti, sia possibile venire spinti dai venti dalla Grecia verso Malta lo dice l’evangelista Luca, che negli “Atti degli Apostoli” (At., 27, 13-44; 28, 1-3), narra che Paolo, navigando da Creta diretto a Roma, venne da un naufragio sbattuto sulle coste di Malta.

Grazie anche a questa autorevole testimonianza, viene una conferma alle nostre precedenti considerazioni, per cui Malta è da considerarsi l’isola di Eolo.

Sbarcato per la seconda volta sull’isola di Eolo, ad Ulisse venne negato il diritto di ospitalità e cacciato in malo modo.

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