Dadaismo

Dadaismo

Con la fondazione del Cabaret Voltaire nel 1916 nasce il movimento dadaista formato da giovani artisti e letterati che propongono esecuzioni musicali, letture di poesie, conferenze, mostre, modi di produzione simultanea di diversi linguaggi artistici. Una delle caratteristiche del gruppo è non volere programmi, ma agire nell’assoluta mancanza di premesse e praticare una ribellione verso tutte le forme d’arte esistenti. Si usano i materiali più disparati, assemblati con tecniche stravaganti e nuove, perché l’arte dev’essere creativa rispondendo alle leggi del caso e dell’imprevisto. I dadaisti con la loro arte tendono a negare in modo decisivo e permanente tutte le forme d’arte accademiche. Il movimento nato a Zurigo si diffonde a livello internazionale, in particolare a New York, Berlino, Colonia e Parigi. L’arte figurativa dadaista si caratterizza come ricerca di forme astratte e come definizione essenziale dell’immagine. L’artista più significativo del dadaismo svizzero è Arp, che porta avanti la ricerca attraverso rapporti semplici ed elementari tra linea, colore e superficie. La sua arte è una ricerca costante di equilibrio tra conscio ed inconscio. Nel gruppo dadaista newyorkese emerge la figura di Duchamp che sorprende il pubblico con le sue ricerche che non hanno nulla a che vedere con l’idea di un quadro dipinto, ma che anzi esprime un rifiuto per l’opera d’arte tradizionale. Egli cerca di proporre ciò che è al di fuori delle riproduzioni artistiche per poter negare e tagliare con il passato e creare un nuovo contesto artistico. Ne sono una prova le opere esposte Scolabottiglie (1914) oppure l’orinatoio esposto con il titolo Fontana. Si tratta di modi dissacranti di negare l’arte come luogo di contemplazione ed estasi. A New York troviamo come massimo esponente del gruppo Picabia che è un animatore d’avanguardia impegnato in più ricerche, riguardanti l’astrattismo, il dadaismo ed il surrealismo, con lo scopop di ricercare immagini di schemi meccanici, di figure ironiche e anche di oggetti realistici. La sperimentazione fotografica viene introdotta nel gruppo da Man Ray, usata allo scopo di incrementare il clima di inquietudine formali e di stimolare la ricerca.