Crepuscolo ferrarese parafrasi

Crepuscolo ferrarese parafrasi

Corrado Govoni


Parafrasi

Il gatto si stiracchia e sbadiglia sopra il davanzale che ha un vetrata cosparsa di bolle che sembrano lacrime.
Nel vaso di coccio ricoperto di muschio vi è un geranio che dona vivacità al colore degli altri fiori.
La tenda della camera esposta all’aria ha ricamate sopra delle rose di mussola.
I ritratti che sembrano contenere in sé tante storie passate, messi uno accanto all’altro in forma di ventaglio, sembrano esporre le memorie che contengono.
Sulla superficie dello specchio liscia come quella del mare calmo, il lume appare immobile come una nave affondata.
Intanto sul tetto di di una piccola chiesa nelle vicinanze, c’è un’asta con una banderuola di latta che segna la direzione dei venti, che agita le sue ali quasi come se fosse un piccolo uccello legato alle zampe con un laccio.
Nei cieli altissimi, dalle mura della città, si vedono fantastici aquiloni che volteggiano in aria.
Si sente il leggero garrire delle rondini nel nido e il verso di un grillo che fa sentire la sua presenza dentro l’orto.
E per sfondo un cielo che dà l’impressione di racchiudere nella sua rete d’oro la terra come un insetto canterino.
Dentro lo specchio (rappresentato come se fosse una superficie marina), tra giallastre spume riemerge il lume che sembra un polpo per le sue lunghe braccia.
La tristezza del poeta è stanca e si appoggia a una spalliera, nel mentre si sentono i rintocchi delle campane delle chiese il cui suono sembra quello di una ninna nanna serale.