Cosa sono le talassemie

Cosa sono le talassemie

Cosa sono le talassemie


Cosa sono le talassemie? 
Le talassemie sono un gruppo di disturbi ereditari dovuti ad alterazioni nella sintesi dei componenti di una molecola chiamata emoglobina.
L’emoglobina è una grossa proteina contenuta nei globuli rossi, la cui funzione è quella di catturare l’ossigeno dai polmoni e trasportarlo nei diversi tessuti. L’emoglobina raccoglie anche l’anidride carbonica prodotta nei tessuti e la trasporta ai polmoni, dove viene eliminata.
La proteina dell’emoglobina (HbA) è costituita a sua volta da quattro catene proteiche più piccole (sub-unità). Negli adulti ogni molecola di emoglobina contiene due subunità dette di tipo alfa e due subunità dette di tipo beta. Nel feto è presente un altra Hb, l’HbF che è formata da una subunità alfa e da due subunità chiamate gamma.
Quando le quattro subunità si uniscono a formare la proteina dell’emoglobina, creano una specie di “tasca” al cui interno si trova un’altra molecola, molto più piccola, chiamata gruppo eme. Il gruppo eme è quello a cui si legano l’anidride carbonica e l’ossigeno. L’alfa talassemia (o talassemia alfa) è una malattia ereditaria causata dalla produzione difettosa o assente delle subunità di tipo alfa dell’emoglobina. Come conseguenza, nella vita adulta si ha un accumulo di catene beta (l’altra subunità che compone l’emoglobina). Nei neonati si ha invece accumulo di catene di tipo gamma.
Questo accumulo porta alla formazione di emoglobine patologiche: emoglobina H nell’adulto (un’emoglobina formata da 4 catene beta) ed emoglobina di Bart nel neonato (formata da 4 catene gamma). 
Nell’uomo esistono 4 geni, localizzati sul cromosoma 16, che contengono l’informazione genetica per la produzione delle subunità alfa. 
Gli individui normali hanno 4 copie normali del gene (2 copie situate sul cromosoma paterno e 2 sul cromosoma materno) e si indicano con (aa/aa). 
I portatori e i malati di talassemia alfa hanno invece un’alterazione in una o più copie del gene.
Quali sono i sintomi clinici della talassemia alfa? 
Si distinguono quattro condizioni cliniche di diversa gravità, a seconda del numero di copie del gene ancora funzionanti:
I portatori silenti della talassemia alfa hanno un’alterazione in una sola copia del gene alfa globinico, e si indicano con (-a/aa). Questi individui non mostrano nessun sintomo da adulti e solo alla nascita presentano una minima quota di emoglobina di Bart (1-2%).
Il portatore classico possiede due geni alfa globinici alterati e si indica con (-a/-a oppure –/aa), a seconda che i geni alterati siano presenti sui due cromosomi omologhi o nello stesso cromosoma. In questi individui alla nascita sono presenti quantità elevate di emoglobina di Bart (5-6%). 
Nel bambino e nell’adulto questo provoca una riduzione del volume dei globuli rossi (più tecnicamente detta: microcitosi) e la riduzione della quantità di emoglobina contenuta nei globuli rossi (più tecnicamente: riduzione del contenuto emoglobinico corpuscolare (MCH).
La malattia da emoglobina H è dovuta all’alterazione di almeno 3 delle 4 copie del gene alfa globinico. Questi individui si indicano con (–/-a). Clinicamente, si ha una lieve anemia con microcitosi, ingrossamento della milza (splenomegalia) e modeste alterazioni ossee simili a quelle della beta talassemia.
Dei microscopici aggregati di emoglobina H, detti corpi inclusi, sono presenti nella gran parte dei globuli rossi di questi pazienti.
La mancanza totale del gene alfa globinico (–/–) causa una grave condizione chiamata idrope fetale, spesso letale per il feto durante la gravidanza o subito dopo la nascita. Tuttavia, neonati con idrope fetale trasfusi fin dalla nascita in modo regolare hanno una sopravvivenza analoga agli affetti da beta talassemia.

Di fronte ad una situazione di anemia emolitica cronica e di anemia con microcitosi, specie in persone di origine sarda, il medico può pensare ad una malattia da emoglobina H. 
Gli esami diagnostici comprendono la determinazione della quantità e del tipo di emoglobine presenti, del numero e del volume di globuli rossi (che permette tra l’altro di distinguere i malati di alfa talassemia da quelli affetti da beta talassemia).
Per distinguere i due tipi di portatori occorrono esami cromatografici (sintesi in vitro delle catene globiniche) o analisi del DNA.

Che cos’è l’elettroforesi? 
E’ una tecnica molto usata nei laboratori per l’analisi delle proteine. In questo caso viene usata per identificare i diversi tipi di emoglobine presenti nel sangue. 
Nella malattia da emoglobina H occorrono una continua sorveglianza e una terapia antibiotica energica per combattere le infezioni intercorrenti. A volte è necessaria la somministrazione di acido folico, una sostanza che viene consumata in abbondanza per produrre nuova emoglobina, e una terapia con agenti chelanti (che sequestrano ed eliminano il ferro, come la deferoxamina B) se si verifica un accumulo di ferro. Non bisogna somminstrare farmaci ossidanti (gli stessi controindicati nel difetto di G6PD, o favismo), perchè possono scatenare emolisi. 
In generale le trasfusioni non sono necessarie per curare la talassemia alfa, anche se in alcuni casi, ad esempio per complicanze o in gravidanza, le trasfusioni possono essere indispensabili. In caso di idrope fetale alla nascita, è stato dimostrato che con regolari trasfusioni è possibile ottenere una sopravvivenza analoga a quella che si riscontra nella beta talassemia
I figli con malattia da emoglobina H nascono generalmente dall’unione fra un portatore o una portatrice silente( -a/aa) e un portatore o portatrice classico (–/aa). Da questa unione la possibilità di avere un figlio o una figlia affetti è del 25%. Più in generale, figli affetti da malattia da emoglobina H possono nascere solo se entrambi i genitori sono malati (malattia da HbH) oppure portatori di a-thalassemia di cui uno di a-thalassemia (-a/-a) o (-a/aa) e l’altro di a-thalassemia (–/aa) (vedi schema).
L’idrope fetale può comparire solo nel caso in cui entrambi i genitori abbiano lo stato di portatore –/aa.

Si possono identificare i portatori di alfa talassemia? 
Sì. I portatori si possono identificare sia con analisi biochimiche, sia con il test del DNA, che permette di analizzare direttamente i geni alfa globinici. In entrambi gli esami è sufficiente un campione di sangue. 
L’alfa talassemia ha una frequenza elevata nelle popolazioni mediterranee e in alcune regioni dell’Asia, ed è particolarmente comune in Sardegna: in questa regione 1 individuo su 3 (33%) è portatore silente (-a/aa), l’1,5% degli individui sono portatori classici (-a/-a), e lo 0,8% sono portatori classici del tipo (–/aa). 
La frequenza della malattia da emoglobina H è di circa 7 individui su mille. Nelle altre regioni italiane l’alfa talassemia è presente, anche se molto meno frequente. 
In Italia, compresa la Sardegna, l’idrope fetale è rarissima poiché la maggior parte dei portatori ha una delezione del tipo (-a/-a); dall’incontro di due portatori di questo tipo non possono quindi nascere figli con idrope fetale.

  

Cosa sono le beta talassemie? 
Le beta talassemie sono un gruppo eterogeneo di malattie che hanno in comune la sintesi difettosa delle catene beta dell’emoglobina. A causa della produzione difettosa di catene beta, le catene alfa si uniscono e formano degli aggregati che danneggiano la membrana del globulo rosso. Ne deriva la distruzione precoce dei precursori dei globuli rossi nel midollo (una condizione detta eritropoiesi inefficace) e, in misura minore, la loro distruzione nella milza (emolisi).                                             Quali sono le cause genetiche della beta talassemia? 
Il gene che codifica per la beta globina è localizzato sul cromosoma 11. Si conoscono più di 200 alterazioni di questo gene che causano una beta talassemia.
– Quando entrambe le copie (materna e paterna) del gene sono difettose (una condizione detta omozigosi), si può avere talassemia major (con un quadro clinico più grave) oppure talassemia intermedia (una forma più lieve di talassemia).
– Le persone che possiedono una sola copia alterata del gene sono dette eterozigoti, e in genere non presentano alcun sintomo, o sintomi molto lievi. Queste persone sono in genere i portatori sani della malattia.

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