Congresso di Vienna Riassunto

Congresso di Vienna Riassunto

Il Congresso di Vienna 1814-15


Il congresso di Vienna vuole riportare la situazione che c’era prima della Rivoluzione Francese: processo di Restaurazione (immagine). Nobiltà e clero tornano ad occupare le antiche posizioni di privilegio; le libertà civili ed economiche (opinioni politiche da esprimere e discutere, libero spostamento, scelta ed esercitazione di un lavoro) vengono invece abolite.
Si diffonde una concezione reazionaria: si spera che l’alleanza fra lo Stato e la Chiesa che aveva garantito pace e prosperità nel Medioevo possa rinascere.
I sovrani sanno però che non potrà mai succedere e per difendere il loro potere applicano censure ai giornali (immagine) e potenziano le forze di polizia, accolgono la coscrizione obbliga e creano un’efficiente burocrazia, che tiene sotto controllo tutta la società.
La borghesia dell’Inghilterra, della Francia e dell’Italia settentrionale, dinamica e intraprendente, viene condizionata dagli avvenimenti della Rivoluzione:

  • abolizione dei diritti feudali: dà maggiori libertà ai contadini e ammodernamento agricoltura
  • abolizione dei titoli nobiliari: cancella l’aristocrazia e perette a persone di qualsiasi provenienza di affermarsi nella società
  • allargamento del diritto di voto: porta al potere i rappresentanti del popolo
  • confisca dei beni del clero e della nobiltà: grandi proprietà passano sotto il controllo di imprenditori agricoli abili e determinati
  • nuove leggi più moderne: contribuiscono e sviluppare attività economiche
  • abbattimento delle dogane: creano un mercato di enormi dimensioni con intensi commerci

Le classi dirigenti che dovevano guidare l’Europa dopo il Congresso di Vienna non tengono conto di questo e costruiscono un ordinamento fragile, destinato a subire duri attacchi e a crollare nell’arco di pochi decenni.
Un’Europa divisa

Dopo il Congresso di Vienna, l‘Europa è un mosaico non solo di territori, ma anche di formazioni statali, economie, popolazioni, culture e lingue.

Nell’Europa settentrionale ed occidentale c’erano gli Stati “nazionali” di grandi dimensioni (Spagna, Portogallo, Francia, Inghilterra), mentre nella fascia centrale vi sono numerosi Stati di piccole dimensioni (Stati italiani, tedeschi, ecc … ). A est, invece, si trovano tre grandi imperi multinazionali, cioè con popoli di culture diverse.

Anche in campo politico gli stati sono molto diversi. A occidente i governi erano più liberali, mentre ad oriente c’erano ancora delle monarchie assolute.

Dal punto di vista economico, l’Europa occidentale era costituita da stati più evoluti che concorrevano a creare un’economia in forte sviluppo. A oriente, invece, esisteva una realtà molto arretrata.
Infine, mentre nell’Europa occidentale era cresciuta una borghesia forte e numerosa, a oriente continuava il predominio di un’aristocrazia legata alla terra e fedele alla monarchia.