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CONFRONTO FRA ARIOSTO E VIRGILIO

CONFRONTO FRA ARIOSTO E VIRGILIO

CONFRONTO FRA ARIOSTO E VIRGILIO


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Come abbiamo anticipato prima, tra le due parti dei poemi ora analizzati, c’è un forte legane, sia a livello di trama che a livello di significati. Nonostante le storie siano simili, la grandezza dei due poeti, apportando delle importanti modifiche di stile, fanno divenire le due storie completamente indipendenti e diverse una dall’altra.
Un punto comune che possiamo notare è la somiglianza tra i protagonisti delle vicende, in entrambe uno, essendo più vecchio dell’altro, fa la parte del più saggio, di quello che si preoccupa di più per l’incolumità dell’amico giovane.
Questo aspetto dell’affetto e dell’amicizia che lega tra loro i ragazzi nell’Eneide, è stato chiaramente ripreso dall’Ariosto, anche se nell’opera di Virgilio si nota una maggiore sconsideratezza dei ragazzi. Qui, infatti, viene esaltata la giovinezza eroica e avventurosa, che vive con degli ideali ben precisi e a cui crede fermamente; vediamo così che le azioni di Niso per cercare di salvare la vita dell’amico non rischiandosi della sua, non sono dettate dalla volontà di fare l’eroe, ma piuttosto da un’amicizia vera e profonda per Eurialo, anche se in questo caso “amicizia” significava “morire”. Nell’Orlando questo aspetto è presente, ma leggendo dà l’impressione che i sentimenti dei due ragazzi non siano dettati dal cuore, ma piuttosto da un forte senso del dovere, impartitogli fin da bambini.
Un altro aspetto simile può essere visto nella figura del bosco, inteso come luogo di riparo, ma allo stesso tempo di perdizione. Qui, in entrambe le vicende, i ragazzi si rifugiano, ma anche si allontanano uno dall’altro. Possiamo però notare che l’amicizia fra loro è talmente forte da riuscire a distorcere l’aurea magica del bosco per far si che i ragazzi, ritornando alla loro cruda realtà, si rendano conto della situazione precaria dei rispettivi amici e che quindi rischino la vita per andare a salvarli.
Un altro aspetto che l’Ariosto ha ripreso da Virgilio è la funzione della luna come ultimo appiglio per i ragazzi in preda alla disperazione; possiamo però notare come questa preghiera abbia risultati diversi nei due poemi: mentre in Virgilio la luna non ha una funzione benevola in quanto alla fine i due ragazzi muoiono, nell’Orlando questa ha funzione di protettrice per chi la fa. La fine della vicenda, nonostante le morte di Cloridano, è comunque positiva: Medoro viene curato dalla ragazza che diventerà la sua futura moglie, ovvero Angelica.
L’ultimo punto comune da noi trovato è il grande legame che esiste fra i quattro giovani e i loro padroni o re. Tutte le vicende narrate fino ad ora sono state causate, infatti, da una profonda devozione dei ragazzi verso i loro superiori, devozione tanto grande da far loro rischiare la vita per la loro incolumità, fossero questi vivi o già morti.

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