Che fai Che pensi Che pur dietro guardi Parafrasi

Che fai Che pensi Che pur dietro guardi Parafrasi

PETRARCA


Che fai? Che pensi? Che pur dietro guardi?
nel tempo, che tornar non pòte omai?
Anima sconsolata, che pur vai
giugnendo legne al foco ove tu ardi?

Le soavi parole e i dolci sguardi
ch’ad un ad un descritti e depinti hai
son levàti da terra; et è, ben sai,
qui ricercarli, intempestivo, e tardi.

Deh, non rinnovellar quel che n’ancide;
non seguir più penser vago, fallace,
ma saldo e certo, ch’a buon fin ne guide.

Cerchiamo ’l ciel, se qui nulla ne piace;
ché mal per noi quella beltà si vide,
se viva e morta ne devea tôr pace.


Parafrasi

* sonetto con schema ABBA, ABBA, CDC,DCD
1 quartina: che fai? che pensi? perché ritorni continuamente col ricordo a quel tempo che non può più ritornare, anima non può non può essere consolata? Perché ancora aggiungi motivi alla passione che ti domina?

2 quartina: le parole suave e gli sguardi dolci che hai minutamente analizzato, sono levati dalla terra, cercarli ancora è, ormai fuori tempo e troppo tardi.

1 terzina: non rinnovare col ricordo proprio ciò che ti tormenta di più.non seguire più un pensiero incerto e senza meta, ma stabile e sicuro che ci guidi alla meta giusta.

2 terzina:ci richiamo nel cielo se qui non ci piace niente, tanto che il male vuole storcerce da noi la bellezza che vede, se o viva o morta doveva doglierci ogni quiete.


Commento
il poeta trova nella propria anima l’unico interlocutore e pertanto essa diviene la compagna con cui condividere l’affanno e l’angoscia che la donna provoca. Come spesso avviene nel Petrarca, il nome di Laura non viene citato espressamente, ma sostituito dalla preponderante metonimia dei “begli occhi”, la cui bellezza è tale da gelare la torrida passione estiva, oppure, al contrario, da infuocarne
l’algido blocco di ghiaccio. La stessa immagine, con la stessa antinomia che rende ancor meglio l’essenza conflittuale del rapporto amoroso, torna ai versi “e tremo a mezzo state, ardendo il verno” e “ardo e sono un ghiaccio” dove per estate si vuole intendere, comunque, la presenza di Laura, mentre con l’inverno se ne suggerisce la lontananza, giacché ella è per il poeta il Sole.