CANARINO DEL N 15

CANARINO DEL N 15

GIOVANNI VERGA IL CANARINO DEL N 15


Il canarino del n. 15 è una novella di Giovanni Verga appartenente alla raccolta Per le vie. Parla di una ragazza, Màlia (Amalia), paralitica, costretta dalla malattia a passare le sue giornate alla finestra per prendere un po’ di sole, dato che nell’appartamento in cui vive, dedicato ai servizi di portineria, il sole non arriva mai. E proprio per queste sue giornate alla finestra il vicinato la chiama il canarino del n. 15.

Màlia è la protagonista di questa novella, seppur in modo passivo: ella infatti subisce le azioni di tutti gli altri personaggi, parla pochissimo, ma in effetti è l’unica persona viva della novella, l’unica in grado di provare affetti profondi e credere nella vita, l’unica capace di gioire anche delle piccole cose. Il padre, apparentemente un sarto, è spesso ubriaco; la sorella, una bella ragazza, ruba le attenzioni di tale Carlini (che all’inizio ne aveva per Màlia finché non viene a sapere della sua malattia), ma poi finisce per lasciare Carlini e farsi mantenere da qualche ricco signore. La vicenda va avanti con Carlini che cerca di corteggiare Gilda (la sorella di Màlia); si fa ben volere dai genitori delle due ragazze ma spesso e volentieri parla e si sfoga con Màlia perché la Gilda non gli ricambia le attenzioni fino a lasciarlo e a scappare di casa. Una sera torna dall’osteria ubriaco (col padre di lei) e nel parlarle la bacia; lei di poco a poco comincia ad innamorarsene, avendo sempre a mente quel bacio, ma lui non se n’avvede, finché la malattia comincia a peggiorare costringendo Màlia a letto fino alla morte.

Màlia si rivela dunque l’unico collante di una famiglia che senza di lei va in pezzi: il padre piange tutto il giorno dopo la sua morte e comincia a non lavorare più, lasciando fuori solo un’insegna; la sorella lascia dei soldi per il funerale e va via di nuovo, chissà dove, ma promettendo di tornare più spesso; Carlini comincia a non farsi più vedere.

Sulla finestra il babbo, per mutar vita, fece inchiodare un pezzetto d’asse, con su l’insegna “Sarto” la quale vi rimase tale e quale come il canarino del n. 15. Da: Giovanni Verga, Il canarino del n. 15.

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