BOCCACCIO GIOVANNI

BOCCACCIO GIOVANNI

BOCCACCIO GIOVANNI


Poeta e narratore.

Figlio illegittimo di un mercante fiorentino, Boccaccio fu allevato a Firenze; nel 1327 si recò a Napoli con il padre, socio della compagnia bancaria dei Bardi, per compiervi gli studi mercantili e fare pratica bancaria. Qui frequentò gli ambienti mondani partecipando alla vita culturale della città e presto abbandonò gli studi mercantili per dedicarsi alla letteratura. Richiamato a Firenze dal padre nell’inverno del 1340-41, scampò alla terribile peste scoppiata nella primavera del 48. L’opera maggiore di Boccaccio è il Decameron; si tratta di una raccolta di cento novelle inserite in una cornice comune e racconta un tragico fatto storico. Per sfuggire alla peste del 48, che aveva ucciso il padre e numerosi suoi amici, un gruppo di dieci amici si rifugia in una villa fuori Firenze; sette donne e tre uomini trascorrono dieci giornate (da cui il titolo dell’opera) intrattenendosi con una serie di racconti narrati a turno. Un personaggio alla volta è, infatti, eletto re della giornata con il compito di proporre un argomento che gli altri sono tenuti a rispettare. Fanno eccezione a questo schema la prima e la nona giornata, in cui l’argomento delle novelle è libero. I personaggi hanno nomi allusivi: Panfilo è l’amante Fortunato, Lauretta è la gelosa, Filostrato è l’uomo che soffre pene d’amore e cosi via. Gli argomenti variano: nella seconda giornata si raccontano avventure che la fortuna ha portato a lieto fine; nella terza si narra di chi attraverso l’ingegno ritrova una cosa a lungo desiderata o perduta; nella quarta si tratta di amori infelici; nella quinta della felicità che premia gli amanti dopo svariati accidenti; la sesta di chi grazie ad un motto di spirito si salva dal danno; nella settima e ottava si ragiona di scherzi e beffe; la decima è dedicata a chi ha operato con cortesia e magnanimità. Ogni giornata termina con una canzone. Le figure che si alternano sono numerosi e di svariata estrazione sociale (nobili, borghesi, popolani) laici e religiosi e di tutte le età. Alcuni protagonisti con le loro storie sono diventati celebri: basti pensare all’incallito peccatore ser Ciampelletto, oppure alle beffe cui è vittima Calandrino. Quest’opera presenta anche una nuova idea dell’uomo, non più indirizzato esclusivamente dalla grazia divina, ma inteso come artefice del proprio destino. Le altre opere importanti di Boccaccio sono: Il Filostrato, Teseida delle nozze di Emilia e Il Fiocolo; il primo è una narrazione di tipo sentimentale, in particolare del troiano Priamo innamorato della vedova greca Criseida. Il secondo è ispirato ai grandi esempi dell’Eneide di Virgilio. Il terzo è una storia d’amore tra Florio e Biancifiore, personaggi di una leggenda medievale, innamorati l’uno dell’altra ma in grado di sposarsi solo dopo innumerevoli vicende avventurose. Nel 1350 Boccaccio conobbe Francesco Petrarca, da lui ammirato e ritenuto un vero e proprio maestro, i due scrittori rimasero amici fino alla morte.