BIOGRAFIA DI VINCENZO MONTI

BIOGRAFIA DI VINCENZO MONTI

BIOGRAFIA DI VINCENZO MONTI


In Italia il rappresentante più emblematico del Neoclassicismo letterario è senza dubbio Vincenzo Monti: nato ad Alfonsine, in Emilia Romagna nel 1754, proprio quando gli archeologi stanno riscoprendo le antiche città romane di Pompei ed Ercolano, e morto nel 1828, vive e opera nel pieno della stagione neoclassica. 74 anni di vita, pieni non soltanto di studi, traduzioni, poesie, opere teatrali, ma anche di vicende storiche. Dopo un primo periodo trascorso a Roma come poeta cortigiano, dal 1778 al 1797, periodo in cui si misura in quasi i tutti i generi poetici in voga, dall’ode civile al poemetto, alle tragedie, nel 1797 approda a Milano, dove resterà sino alla morte. Qui abbandona le posizione antirivoluzionarie, cioè contro la rivoluzione francese, sostenute, più per convenienza che per adesione sincera, nel periodo romano, e sposa gli ideali rivoluzionari che Napoleone sta diffondendo in tutta Europa, Italia compresa, con la forza dirompente del suo esercito. Grazie a tutta una serie di componimenti celebrativi della figura e delle gesta del generale francese, Monti raggiunge il culmine del successo e nel 1804 è nominato poeta ufficiale del governo e storiografo del Regno di Italia. Il suo prestigio è testimoniato da numerosi allievi e imitatori, nonché dalla fortuna presso il pubblico. Dopo la caduta di Napoleone, Monti, pur di conservare il proprio prestigio e la propria posizione, non manca di celebrare, ancora una volta il corso degli eventi, salutando con nuove opere il ritorno degli austriaci a Milano e in Italia, nonché la sconfitta napoleonica. Collabora anche alla rivista filo austriaca Biblioteca italiana. V. Monti è una figura di letterato che ben riassume le difficoltà e i rischi della condizione intellettuale negli anni che vanno dal declino dell’Illuminismo al cuore della stagione romantica: pur di ottenere fama, prestigio e perché no, anche sostegno economico, Monti non esita a salire sul carro del vincitore; il rispetto delle ideologie e dei regimi dominanti (prima il Papa a Roma, poi Napoleone a Milano e infine gli austriaci) lo costringe a repentini cambiamenti di posizione, minandone la credibilità e gettando un’ombra sulla sua statura morale. Nonostante ciò, Monti fu il poeta più apprezzato dai suoi contemporanei e la sua lezione agì in profondità, nel consenso e nel dissenso, su autori come Foscolo, Manzoni e Leopardi. La sua importanza culturale fu dunque enorme.