BIOGRAFIA ANTONIO ALLEGRI

BIOGRAFIA ANTONIO ALLEGRI

BIOGRAFIA ANTONIO ALLEGRI


Antonio Allegri (1489-1534) detto il Correggio, nasce a Correggio, nel 1489, data che è
sostanzialmente confermata dagli ultimi studi. Benché la documentazione sulla fase giovanile del pittore sia scarsa, è certa per lui una forte formazione umanistica ed un’ampia conoscenza delle manifestazioni artistiche coeve.
Giorgio Vasari, pochi anni dopo la sua morte ne parla “con stupendissima maraviglia”; dice nel
testo della sua vita “tengasi pur per certo che nessuno meglio di lui toccò i colori”, e aggiunge che “fra gli uomini eccellenti dell’arte nostra è ammirata per cosa divina ogni cosa che si vede di suo”. Dopo una fase di apprendistato, probabilmente a Modena presso il Bianchi Ferrari, la sua prima crescita si svolse in Mantova, a diretto contatto con Andrea Mantegna. Sui caratteri della pittura mantegnesca, cui rende omaggio in alcune opere giovanili, l’Allegri innesta con grande intelligenza le suggestioni che gli provengono dall’opera di Leonardo, specie nell’uso emozionale dello sfumato, e nella tenerezza dei volti e dei corpi. La sua notevole apertura culturale lo rese capace di raccogliere in modo fecondo le esperienze dei veneziani, dei ferraresi, ed anche dei grandi nordici come Dürer e Altdorfer. Ben presto, d’altra parte, assunse la vitalissima conoscenza di Raffaello e del titanico Michelangelo.

Il genio del Correggio si è esplicato nella città natale, in alcuni centri padani e soprattutto a
Parma: qui egli ha lasciato tre famose cupole affrescate: la volta della Camera di San Paolo
(1518-19) dove profonde uno straordinario naturalismo e una eccezionale cultura miticoarcheologica;
la Cupola di San Giovanni Evangelista, 1522 (un miracol d’arte senza esempio), e la
Cupola del Duomo, 1530 (“la più bella di tutte quelle che sono state e che saranno mai fatte”,
secondo Anton Raphael Mengs). Inoltre ha lasciato in Parma una stupenda serie di opere mobili.
Nella città natale sono oggi presenti due dipinti giovanili e due disegni di grande interesse. Sue
opere si trovano anche a: Mantova, dove fu allievo del grande Mantegna, Modena, dove nella
Galleria Estense, brilla l’incantevole “Madonna Campori” (oggi alla Mostra del 150° dell’Unità
d’Italia alla Venaria Reale). Milano, Firenze, Napoli, Roma, la Città del Vaticano, in rispettive
Pinacoteche e Gallerie. La fama del Correggio ha portato le sue opere anche nei maggiori musei del mondo. Dall’Ermitage di San Pietroburgo, al Louvre di Parigi, dalla National Gallery di Londra al Metropolitan Museum di New York, alla National Gallery di Washington, dal Kunsthistorische Museum di Vienna al Prado di Madrid. Le sue Pale d’Altare offrono tuttora la beatitudine della gioia mistica in un vitalismo affettivo denso di verità teologiche, come il celebre “Giorno” o la famosissima “Notte”, dove ha realizzato il più fenomenale notturno della storia. Di contro le sue mitologie compiono il miracolo della perfezione corporea come nella cosiddetta Antiope o nell’Educazione d’Amore, mentre nella serie splendida e arditissima degli Amori di Giove la sua suprema sensualità carezzevole rende dolcissimi e sublimati gli amplessi divini. Il Correggio concluse la sua non lunga vita a quarantacinque anni, mentre finiva le due tele allegoriche destinate allo Studiolo di Isabella Gonzaga d’Este, nella reggia di Mantova, confermandosi tra tutti gli artisti del rinascimento come maestro assoluto del colore e maestro profondo delle verità simboliche.

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