BATTERIO NEW DELHI

 

BATTERIO NEW DELHI

BATTERIO NEW DELHI


la comunità scientifica segnala con frequenza sempre più allarmante l’identificazione di
“superbatteri”, come il New Delhi metallo‐betalactamase (NDM1), isolato nel sistema di
distribuzione dell’acqua della capitale indiana, che è risultato essere resistente a tutte le terapie
antibiotiche. La diffusione di questo batterio potrebbe aprire la via a conseguenze devastanti per
la popolazione, spianando la strada alla diffusione di malattie come colera e dissenteria per le
quali i farmaci attualmente utilizzati non costituirebbero più un’arma di contrasto.
L’ufficio europeo dell’OMS ha da tempo messo in guardia anche contro i rischi della tubercolosi, in
particolare della tubercolosi multi‐resistente (MDR‐TB) che si sta diffondendo a un ritmo crescente
anche nel Vecchio Continente. L’Europa, che comprende al suo interno i 9 paesi del mondo con i
più alti tassi di resistenza ai farmaci tra i pazienti di nuova diagnosi (fino al 40%), ospita anche i 6
paesi con i più alti tassi al mondo di tubercolosi resistente tra i pazienti affetti da tubercolosi già
trattati in precedenza (fino al 70%).
L’OMS stima che in Europa si verificano ogni anno circa 81.000 casi di tubercolosi resistente agli
antibiotici, dei quali solo 28.000 (34%) sono stati riportati, a causa della limitata capacità dei
laboratori, e dei quali solo 17.000 (62%) ricevono trattamenti di qualità con farmaci di secondo
livello. Allo stato attuale, il tasso di successo delle terapie per pazienti affetti da tubercolosi è pari
solo al 57,4%, con molti pazienti che cessano le terapie o muoiono.
Secondo i dati pubblicati nel Rapporto di monitoraggio e sorveglianza della tubercolosi dell’ECDC,
nel 2010 in Europa il 13% dei casi di tubercolosi di origine nazionale sono risultati resistenti al
trattamento con isoniazide; per il 7% a quello con rifampicina e per un altro 7% al trattamento
combinato con entrambe le molecole, manifestando quindi una vera e propria multi‐resistenza.
Nei casi di tubercolosi da contagio non nazionale, le cifre sono inferiori e la prevalenza
rispettivamente è ‐ 10% per l’isoniazide, 4% per la rifampicina e il 3% per entrambi.


https://www.scienzainrete.it/articolo/primo-superbug-non-da-nuova-delhi-ma-dal-north-carolina/maria-paola-landini/2011-12-16

Il primo caso di diffusione di enterobatteri multiresistenti NDM-1 (New Delhi Metallo-β-lactamase tipo1) descritto nel nostro Paese ha riportato l’attenzione sui cosiddetti “superbatteri indiani”. Ma sarebbe un errore pensare che il batterio proveniente da Oriente sia l’unico o il più importante.

Da oltre vent’anni si osserva, ovunque nel mondo, una sempre maggior diffusione di batteri resistenti a diverse classi di antibiotici, per le ragioni ben note ai lettori di Scienzainrete. Questo è dovuto a diversi fattori, primo tra tutti un errato ed eccessivo utilizzo degli antibiotici. Nello stesso ventennio i massimi sforzi dell’industria farmaceutica sono stati indirizzati verso la sintesi di antibiotici attivi contro i batteri Gram-positivi poiché responsabili di patologie più gravi e diffuse rispetto a quelle causate dall’altro grande gruppo di batteri, i gram-negativi. E così ci troviamo ora ad avere a che fare con infezioni causate da batteri gram-negativi molto resistenti e abbiamo pochi mezzi per debellarli.

Tra i batteri multi-resistenti più diffusi vi sono quelli che appartengono alla famiglia delle Entero-batteriacee, batteri Gram-negativi che possono causare una semplice colonizzazione senza dare malattia, ma che possono anche essere la causa di una ampia varietà di infezioni che includono polmonite, sepsi, infezioni delle ferite e dell’apparato urinario. La multi resistenza di questi batteri agli antibiotici è in gran parte dovuta alla produzione di beta-lattamasi a largo spettro (ESBL), cioè enzimi che tagliano l’anello beta-lattamico presente in molti antibiotici come penicilline, cefalosporine, e così via, rendendoli inattivi. Di questi enzimi ne sono stati caratterizzati oltre 150 diversi tipi. Il panorama è, quindi, complesso.