BABILONESI RELIGIONE

BABILONESI RELIGIONE

La religione babilonese era una religione naturale, nel senso che divinizzava le forze e le leggi della natura, la terra, il sole, il mare ed i pianeti oltre ad un elevato numero di forze occulte (demoni)..

Il culto del sole e dei pianeti indussero i babilonesi allo studio dell’astronomia.

I babilonesi diedero ai pianeti allora conosciuti il nome dei loro cinque principali dèi e dee. Un’opera storica moderna spiega: “Noi chiamiamo questi pianeti con i loro nomi romani, ma i romani avevano adottato i termini babilonesi limitandosi a tradurli con l’equivalente usato a Roma. Così il pianeta di Ishtar, la dea dell’amore, diventò Venere, e quello del dio Marduk si trasformò in Giove”. Il nome “caldeo”, usato dai babilonesi, finì per essere quasi sinonimo di “astrologo”.

Si parla di un pantheon affollatissimo di divinità in Babilonia: 65.000 dei.

Tra le divinità si distinsero per importanza delle triadi di carattere cosmico: Anu, il firmamento celeste, Bel, la terra ed Ea signore delle acque. Spiccavano altre triadi di divinità: una di queste era composta di due dèi e una dea, cioè Sin (il dio-luna), Shamash (il dio-sole) e Ishtar (il pianeta venere, dea della guerra e dell’amore), considerati i sovrani dello zodiaco. Un’altra triade era composta dei demoni Labartu, Labasu e Akhkhazu.

Babilonia era davvero “un paese d’immagini scolpite”, di sordidi “idoli di letame”. I babilonesi credevano nell’immortalità dell’anima umana. — M. Jastrow jr., The Religion of Babylonia and Assyria, 1898, p. 556.

Reperti archeologici e antichi testi rivelano l’esistenza di oltre 50 templi. Il principale dio della città imperiale era comunque Marduk, chiamato anche Merodac in altri testi storici. È stata avanzata l’ipotesi che Nimrod fosse stato deificato come Marduk, ma le opinioni degli studiosi circa l’identificazione degli dèi con particolari esseri umani sono discordi.

 A Marduk  furono attribuite le prerogative di divinità più antiche, e si pensa che i sacerdoti babilonesi abbiano alterato i racconti mitologici per attribuirgli l’uccisione di Tiamat e la creazione del mondo e dell’uomo. Testi babilonesi identificano Marduk (Merodac) con il figlio di Ea (dio delle acque), consorte di Sarpanitu e padre di Nebo.

Il diritto di regnare su Babilonia era strettamente legato all’immagine di Marduk che si trovava nel tempio a lui dedicato, l’Esagila; infatti i sovrani di Babilonia non venivano incoronati ma diventavano re “prendendo la mano” di Marduk. La cerimonia si ripeteva ogni anno durante la celebrazione del capodanno. Anche durante la dominazione dell’Assiria sulla Babilonia, i re assiri dovevano recarsi ogni anno nella città di Babilonia per la celebrazione del capodanno e per sancire il loro diritto al trono “prendendo la mano” di Marduk.

Quando Hammurabi fece di Babilonia la capitale della regione omonima, l’importanza di Marduk, il dio preferito della città, crebbe enormemente. Infine gli vennero attribuite prerogative di dèi precedenti e prese il loro posto nei miti babilonesi. Successivamente il nome “Marduk” venne sostituito dal titolo “Belu” (“proprietario”), così che alla fine veniva chiamato semplicemente Bel. Sua moglie veniva chiamata Belit (“signora” per antonomasia).

Il ritratto degli dèi e delle dee che si desume dagli antichi testi babilonesi non è che un riflesso dell’uomo mortale peccatore. Viene detto che le divinità nascevano, amavano, avevano una famiglia, combattevano e addirittura morivano, come Tammuz.

Le divinità erano ritratte come esseri avidi, che spesso mangiavano e bevevano fino all’eccesso. Avevano pessimo carattere, erano vendicative e sospettose. Fra loro esistevano odi violenti. Per esempio: Tiamat, intenta a distruggere gli altri dèi, fu sopraffatta da Marduk, che ne divise a metà il corpo, usandone una parte per formare il cielo e l’altra per fondare la terra. Eresh-Kigal, dea dell’oltretomba e sorella di Ishtar, ordinò a Namtaru, dio della pestilenza, di imprigionare sua sorella e infliggerle 60 supplizi.

Importante è anche la  figura della dea  Ishtar, la quale corrispondeva esattamente alla dea sumera della fertilità Inanna. Paradossalmente, Ishtar era sia la dea della guerra che la dea dell’amore e della sensualità. In un libro sulle religioni babilonese e assira, lo studioso francese Édouard Dhorme ha detto di Ishtar: “Essa era la dea, la signora, la madre misericordiosa che ascolta le preghiere e intercede presso gli dèi adirati e li placa. . . . Essa fu esaltata sopra tutti, divenne la dea delle dee, la regina di tutti gli dèi, la sovrana degli dèi del cielo e della terra”. — Les Religions de Babylonie et d’Assyrie.

Ishtar era chiamata dai suoi adoratori “la Vergine”, “la Santa Vergine” e “la Vergine Madre”. L’antica “Supplica a Ishtar” sumero-accadica dice: “‘Io ti supplico, signora delle signore, dea delle dee!’ Ishtar, regina di tutte le abitazioni, rettrice degli uomini, . . . Tu reggi tutti i decreti, tu sei adorna del diadema sovrano. . . . Cappelle e santuari, piedestalli e troni s’interessano a te. . . . Dove non si tracciano le tue sembianze? . . . Guardami, signora, accogli la mia preghiera”.