AULO GELLIO

AULO GELLIO


Biografia

Aulo Gellio nacque a Roma, probabilmente di lunedì, nel 125 d.C., durante il principato adrianeo. Dopo gli studi sulla Retorica e sulla Grammatica, compiuti con Tito Castricio e Sulpicio Apollinare nella capitale, si recò ad Atene, per perfezionarsi nelle arti liberali. Qui conobbe, tra gli altri, Erode Attico e Peregrino Proteo. Grazie a questo soggiorno ateniese cominciò a comporre la sua opera principale delle Noctes Atticae, frutto delle sue letture e colloqui con i letterati, filosofi e retori del suo tempo.

Tornato poi a Roma, iniziò a lavorare come giudice extra ordinem, cioè come giudice del processo imperiale, e probabilmente fu in questo periodo che conobbe Marco Cornelio Frontone e il filosofo Favorino, spesso citato nelle Noctes Atticae (Le Notti Attiche), la sua unica opera pervenutaci. La sua posizione sociale nella Roma di Antonino Pio era senz’altro collocata nella fascia dell’élite, come si evince dalle sue frequentazioni.

Noctes Atticae

Nel 159 furono pubblicate Le notti attiche, opera in venti libri, conservatasi quasi per intero ad eccezione del Liber octavus, nella quale Gellio fa sfoggio di grandi conoscenze nei più svariati campi: retorica, medicina, filosofia, critica letteraria, storia, scienze, archeologia e diritto. In essa Gellio cita anche episodi tratti dal suo soggiorno nell’Attica, da cui il titolo dell’opera, grazie ai quali è possibile ricostruire parzialmente la sua vita. L’opera è giudicata dai critici estremamente frammentaria, disorganica nella sua struttura, incentrata sulla ricerca di una nozione erudita o dell’aneddoto.

Il principale motivo d’interesse delle Noctes Atticae sembra risiedere nella descrizione della bellezza della società imperiale negli anni di Antonino Pio, che assaporiamo di riflesso in questi racconti, consapevoli che quell’età dell’oro non sarebbe più tornata per l’Impero. La sua opera è definita una sorta di Zibaldone ante litteram, adatta solo per chi ama e possiede la vera cultura, non per il semplice “popolino”. L’opera è, quindi, lo specchio della profonda erudizione e dello spirito indagatore dell’Autore. Per Gellio la cultura consiste in nozioni curiose, particolari, nella vastità enciclopedica delle informazioni trattate, di sicuro non nella profondità con cui vengono espresse o nella loro organicità. Egli, pur senza affermarlo in modo esplicito, sosteneva la superiorità della civiltà romana, rispetto a quella dell’antica Grecia.

Poiché l’opera non fu ampliata, come Aulo Gellio stesso si proponeva di fare, è molto probabile che egli abbia trovato la morte durante l’epidemia di peste che seguì le legioni di ritorno dall’Oriente e che decimò la popolazione dell’Impero dal 166 in poi. Si ritiene quindi, data la mancata pubblicazione dell’opera ampliata e di nuove opere, che egli sia probabilmente morto attorno al 180.

L’opera appare con uno stile meno pomposo e pedante di quello utilizzato dal “maestro” Frontone, e certamente la sua esposizione risulta semplice e piacevole, grazie anche all’entusiasmo che Gellio mette nella scoperta di singole informazioni erudite.

Contesto storico

Aulo Gellio visse durante l’età antonina, un periodo di relativa pace e prosperità per l’Impero romano. Fu un periodo di grande fermento culturale, in cui si diffusero nuovi movimenti filosofici e letterari. Gellio fu un esponente del classicismo, un movimento culturale che mirava a recuperare i valori della cultura classica greca e romana.

Le Noctes Atticae sono un’opera importante per la nostra conoscenza della cultura e della società romana dell’età antonina. L’opera è ricca di informazioni su vari argomenti, tra cui la religione, la politica, la storia, la letteratura, la filosofia e la scienza.


L’opera è asistematica e frammentaria, e affronta una vasta gamma di argomenti, tra cui:

  • Filologia: Gellio è particolarmente interessato alla lingua e alla letteratura latina, e dedica numerosi passi della sua opera a discutere di etimologie, vocaboli arcaici, citazioni e allusioni letterarie.
  • Storia: Gellio è anche un appassionato di storia, e tratta di eventi storici, personaggi e tradizioni del mondo romano e greco.
  • Religione: Gellio si interessa anche di religione, e tratta di culti, miti e pratiche religiose del mondo romano e greco.
  • Curiosità: Gellio non disdegna di trattare anche di argomenti più leggeri e curiosi, come giochi, proverbi, indovinelli e aneddoti.

Lo stile di Gellio è elegante e scorrevole, e l’opera è ricca di citazioni da autori antichi, che Gellio spesso traduce e commenta.

Le Notti Attiche sono un’opera preziosa per la conoscenza della cultura romana e greca del II secolo d.C., e rappresentano una fonte di informazioni preziose per gli studiosi di diverse discipline.

Alcuni esempi di argomenti trattati in Le Notti Attiche includono:

  • L’etimologia della parola “signore” (I, 2)
  • Il significato del proverbio latino “Alea jacta est” (I, 7)
  • Il mito di Orfeo (IV, 12)
  • La pratica della divinazione (VII, 1)
  • La preparazione del garum, una salsa di pesce molto apprezzata nell’antichità (X, 3)

Le Notti Attiche sono un’opera affascinante e ricca di informazioni, che offre una visione affascinante della cultura e della società del mondo antico.


ETA ANTONINA

L’età antonina è un periodo della storia romana che va dal 96 al 192 d.C. e coincide con il regno della dinastia degli Antonini, composta da Nerva, Traiano, Adriano, Antonino Pio, Marco Aurelio e Commodo.

Questo periodo è considerato uno dei più floridi e prosperi della storia dell’Impero romano. L’impero si estendeva su un territorio vastissimo, che comprendeva l’Europa occidentale, l’Africa settentrionale e l’Asia occidentale. I confini erano protetti da un esercito forte e disciplinato, e l’economia era in piena espansione.

Sotto la guida degli Antonini, l’Impero romano conobbe un periodo di pace e prosperità. Il commercio fiorì, le città si svilupparono e la cultura ebbe un grande impulso. Gli Antonini furono anche grandi mecenati delle arti e delle lettere, e patrocinarono numerose opere di architettura e di letteratura.

Politica

La politica degli Antonini fu caratterizzata da una forte centralizzazione del potere. Gli imperatori adottavano come successori uomini di fiducia, spesso estranei alla loro famiglia, in modo da garantire la continuità del governo. Questa politica, detta dell’adozione, contribuì a mantenere la pace e la stabilità politica dell’impero.

Economia

L’economia dell’Impero romano era in piena espansione durante l’età antonina. Il commercio fiorì, grazie alla rete di strade e di canali che collegava le diverse province. L’agricoltura era molto sviluppata, e l’impero era autosufficiente dal punto di vista alimentare.

Cultura

L’età antonina fu un periodo di grande fermento culturale. Le arti e le lettere fiorirono, e l’impero fu sede di importanti scuole filosofiche. Tra i filosofi più importanti di questo periodo si ricordano Marco Aurelio, Seneca e Epicteto.

Fine dell’età antonina

L’età antonina terminò con la morte di Commodo nel 192 d.C. La sua morte segnò l’inizio di un periodo di crisi per l’Impero romano, che culminò con la caduta dell’Impero d’Occidente nel 476 d.C.

Principali eventi dell’età antonina

  • 96-98 d.C.: regno di Nerva
  • 98-117 d.C.: regno di Traiano
  • 117-138 d.C.: regno di Adriano
  • 138-161 d.C.: regno di Antonino Pio
  • 161-180 d.C.: regno di Marco Aurelio
  • 180-192 d.C.: regno di Commodo

Conclusione

L’età antonina è considerata uno dei periodi più floridi e prosperi della storia dell’Impero romano. L’impero si estendeva su un territorio vastissimo, che comprendeva l’Europa occidentale, l’Africa settentrionale e l’Asia occidentale. I confini erano protetti da un esercito forte e disciplinato, e l’economia era in piena espansione.

Sotto la guida degli Antonini, l’Impero romano conobbe un periodo di pace e prosperità. Il commercio fiorì, le città si svilupparono e la cultura ebbe un grande impulso. Gli Antonini furono anche grandi mecenati delle arti e delle lettere, e patrocinarono numerose opere di architettura e di letteratura.

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