APPUNTI SCUOLA SULLE CROCIATE

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 LE TAPPE DELLE CROCIATE


LA PRIMA CROCIATA

GLI EVENTI IN ORIENTE PRECIPITANO

1073-1085 Gregorio VII Papa. Riforma della Chiesa.
1074 Papa Gregorio VII medita una campagna in Oriente
1095 Pietro l’Eremita predica una crociata del popolo, appoggiato da Gualtiero Senza-averi.
Concilio di Clermont. Il 27-11 papa Urbano indice la crociata
1096 Partenza della crociata popolare. Massacri degli ebrei. I crociati popolari sono sterminati
in Asia Minore.
1097 Partenza della I crociata ufficiale. Conflitto fra i crociati e Alessio I. crociati penetrano in
Asia Minore.
1098 I Fatimidi prendono Gerusalemme. I crociati si impadroniscono di Antiochia. Fondano la
contea di Edessa e di Tripoli. Battaglia di Ascalona.
1099 Luglio: i crociati prendono Gerusalemme. Fondazione del regno franco di Gerusalemme,
guidato da Goffredo di Buglione.
1100 Venezia e il regno franco di Gerusalemme concludono un accordo commerciale.
1100-1118 Baldovino I re di Gerusalemme.
1101 Numerose spedizioni di rinforzo falliscono.
1102 Vittoria di Baldovino a Ramla. Presa di Cesarea.
1103 I crociati prendono Acri e Byblos. I turchi vincono ad Harran. I bizantini reclamano
Antiochia.
1106 Tancredi d’Altavilla prende Apamea. Kilij Arslan prende Melitene.
1107 Tancredi prende Laodicea.
1109 Presa di Tripoli e di Beirut. Fondazione della contea di Tripoli.
1110 Baldovino I conquista Sidone.
1112 Ruggero di Salerno succede a Tancredi.
1113 Progressi dei turchi. Baldovino I sconfitto a Tiberiade.
1115 I crociati si alleano con l’atabek di Damasco. Battaglia di Tell-Danith.Baldovino I prende
Moab.
1118-1131 Baldovino II re di Gerusalemme.
1119 Disfatta di Tell-Aqibrin. Ruggero di Salerno viene ucciso.
1124 I crociati prendono Tiro.
1126 Baldovino II raggiunge Damasco.
1128 Zinki diventa padrone di Aleppo.
1130 Zinki prende Hama e attacca Antiochia.
1131-1148 Folco I d’Angiò re di Gerusalemme.
1135 Zinki penetra nella contea di Tripoli.
1136 Raimondo di Poitiers principe di Antiochia.
1137 Folco capitola a Barin.
1138 Giovanni Comneno costringe Raimondo di Antiochia a riconoscere la sua supremazia.
1139 Folco e i damasceni si alleano contro Zinki.
1140 Zinki toglie l’assedio a Damasco.
1142 Zinki sconfigge i crociati sull’Oronte.


Fu bandita ufficialmente da Papa Urbano II, organizzata e composta da veri cavalieri, ben armati ed equipaggiati. Dopo una sosta a Costantinopoli, dove furono stipulati accordi politici, militari e logistici, i crociati si diressero in Asia minore. Misero d’assedio e conquistarono Nicea e Antiochia. Poi Edessa, dove fondarono il loro primo Stato; infine il 5 luglio del 1099 entrarono e si impossessarono di Gerusalemme. I massacri fatti in quest’ultima città, furono spaventosi.

I bizantini spaventati e quasi inorriditi, si dissociarono ben presto dalle imprese dei crociati: sia perché questi, durante il loro transito, avevano saccheggiato anche molte città cristiane ortodosse; sia perché l’idea di una “guerra santa”, con tanto di vescovi, abati e monaci armati di tutto punto, era estranea alla loro mentalità; infine, i crociati non avevano nessuna intenzione di restituire all’imperatore i territori conquistati.

Nei territori conquistati, i crociati conservarono e  accentuarono gli ordinamenti feudali esistenti: i contadini (arabi e siriani), già servi della gleba, dovevano pagare al proprietario delle loro terre una rendita che toccava il 50% del raccolto; mentre quelli liberi furono sottomessi con la forza. Nelle città costiere dei loro stati, il commercio era in mano ai mercanti genovesi, veneziani e marsigliesi, che avevano ottenuto il privilegio (pagando i nuovi “padroni”) di poter insediare delle colonie.

I crociati non furono in grado di apportare alcun elemento di novità nella vita economica dei paesi conquistati, semplicemente perché in quel periodo le forze produttive, la ricchezza materiale e culturale dell’Oriente, era di molto superiore, a quella occidentale. Molti crociati, senza scrupoli (in mezzo c’erano anche ignoranti, contadini e delinquenti di ogni genere) si comportarono soltanto come ladri e oppressori: di qui la costante lotta con la popolazione locale, che all’oppressione feudale turca o bizantina, si era vista aggiungere quella straniera senza riguardo.

Sul piano politico il sovrano dello stato latino aveva un potere limitato dall’assemblea dei più grandi feudatari. Gli stati erano divisi tra loro e sostanzialmente senza rapporti con quello bizantino. Sul piano religioso i sovrani cercavano di sostituire coi loro vescovi il clero bizantino e arabo locale.

Dunque, dal 5 al 15 luglio del 1099 Gerusalemme ritornava cristiana. A più di quattro anni dal discorso con cui papa Urbano II aveva sollecitato l’Occidente a liberare i Luoghi Santi, l’esercito crociato, provato da moltissime sofferenze, espugnò la Città Santa e riconsacrò i santuari della cristianità.


LA SECONDA CROCIATA

1144 Zinki occupa la contea di Edessa.
1146 Norandino succede a Zinki. San Bernardo di Chiaravalle predica la seconda crociata a
Vézelay. La dirigono Luigi VII re di Francia e  Corrado III imperatore di Germania.
1147 I normanni di Ruggero II si impadroniscono di Corfù.
1148 L’assedio di Damasco non porta a nulla. Corrado e Luigi ritornano in Europa.
1149 Norandino prende Apamea e uccide Raimondo di Poitiers.
1153 Baldovino III prende Ascalona.
1154 Norandino prende Damasco.
1155-1156 Renaud de Chatillon saccheggia Cipro.
1159 Antiochia riconosce la sovranità di Manuele. I franchi alleati con i bizantini assediano
Aleppo. Bisanzio tratta la pace con Norandino.
1160 Renaud de Chatillon prigioniero di Norandino.
1162 Amalrico I, successore di Baldovino III.
1164 Norandino prende Harim.
1167 Shirkuh in Egitto. Amalrico I prende Il Cairo.
1168 Fallimento di Amalrico I in Egitto. Norandino prende Il Cairo.
1169 Saladino visir in Egitto.
1171 Saladino mette fine al califfato fatimide in Egitto.
1174 Morte di Norandino e di Amalrico I. Avvento di Baldovino IV. Saladino conquista il
potere in Siria.
1177 Baldovino IV batte Saladino a Montgisard.
1179 Saladino guida una spedizione contro Tiro.
1180 Tregua tra Saladino e Baldovino IV.
1182 Saladino attacca Nazareth, Tiberiade, Beirut.
1183-1184 Saladino prende Aleppo e devasta la Samaria e la Galilea.
1185 Il fanciullo Baldovino V re di Gerusalemme. Morirà ben presto e gli succederà Guido di
Lusignano.
1187 Disfatta dei crociati ad Hattin a opera di Saladino. Saladino prende Gerusalemme.

La SECONDA CROCIATA (1147-1187) fu dunque causata dalla caduta di Edessa (avvenuta nel 1144). Papa Eugenio III, riuscì a convincere il re di Francia Luigi VII e l’imperatore germanico Corrado III a muovere contro i turchi. In autunno i crociati tedeschi e francesi attraverso l’Ungheria e la Bulgaria raggiungono Costantinopoli. Ridotto l’esercito a un branco di delinquenti affamati vengono commesse sul territorio bizantino numerose rapine e violenze, fino al punto che l’imperatore Commeno, facendo il doppio gioco, chiede di nascosto aiuto addirittura al sultano dei turchi per difendersi da questi teppisti.
I crociati già consumati dalla stanchezza e dalla fame, con questi ambigui appoggi (erano veri e propri atti di sabotaggi e ostilità) riservati a loro dai bizantini, disgregati soprattutto dalle discordie interne, decimati da epidemie, subirono prima un attacco in ottobre a Dorilea, poi dopo una ininfluente affermazione a Laodicea, furono presto sconfitti dai turchi presso i monti di Cadmus nel dicembre 1147. Asserragliatisi nei pressi di Damasco, pur con l’arrivo di rinforzi, soprattutto con contingenti di templari e giovanniti, il successivo anno, nel 1149, furono annientati. Nella fuga trovò


rifugio a Costantinopoli il malaticcio Corrado III, con il nipote Federico già duca di Svevia dopo la morte del padre. (Morto poi Corrado nel ’52, sarà lui a ereditare dallo zio l’impero con quel nome che diventerà famoso per circa 40 anni, sconvolgendo mezza Europa, l’intera Italia, ma che poi morirà annegato nella successiva crociata: Federico detto il BARBAROSSA).

Commeno come contropartita chiede a Corrado di aiutarlo a riconquistare la Sicilia in mano ai normanni di RUGGERO II. Ma non ha l’esito sperato, oltre che andare incontro a un fallimento, i normanni hanno già stretto alleanza con i Guelfi tedeschi ostili proprio a Corrado che offrono appoggio al Re di Sicilia normanno, convincendo Serbi e Ungheresi ad attaccare per indebolire da nord l’impero bizantino.

LA TERZA CROCIATA

1187 L’arcivescovo di Tiro indice la terza crociata. Rispondono all’appello di papa Clemente
III l’imperatore Federico Barbarossa, il francese Filippo Augusto e l’inglese Riccardo
Cuor di Leone.
1188 Saladino ha in mano tutto il territorio franco, tranne Tripoli, Tiro e Antiochia.
1189 Guido di Lusignano assedia Acri.
1190 Federico Barbarossa arriva in Asia Minore, prende Konia ma in un banalissimo bagno nel
fiume Selef il 10 giugno muore annegato, lasciando l’esercito allo sbando.
1191 Arrivano in Terrasanta Filippo Augusto e Riccardo Cuor di Leone. Questi prende Cipro,
San Giovanni d’Acri e sconfigge Saladino ad Arsuf.
1192 Guido di Lusignano re di Cipro. Corrado di Monferrato, signore di Tiro, designato re di
Gerusalemme viene ucciso da un adepto della setta degli assassini. Enrico II di
Champagne re di Gerusalemme. Riccardo Cuor di Leone batte Saladino a Jaffa ma
fallisce davanti a Gerusalemme e torna in Occidente.
1193 Morte di Saladino.
1194 Amalrico di Lusignano re di Cipro.
1197 Morte di Enrico di Champagne. I franchi riprendono Beirut.

La TERZA CROCIATA (1189-1192) fu bandita da Gregorio VIII, appena salito sul soglio alla morte di Urbano III, ma vi rimase nemmeno due mesi, gli successe Clemente III. La motivazione era la caduta di Gerusalemme (1187) per opera del grande condottiero turco Saladino, che aveva con una serie di strepitose vittorie già esteso la sua signoria sull’Egitto e sull’Arabia occidentale. A differenza dei crociati, il Saladino non effettuava stragi nelle città vinte ai cristiani: questi anzi avevano la possibilità di andarsene pagando un riscatto (un uomo 10 denari, 5 la donna); chi non pagava era fatto schiavo. Ma poi Saladino abolì anche richiesta per chi voleva andarsene, né costrinse a fare gli schiavi chi restava. Anzi, mise perfino una milizia per proteggere da alcuni fanatici musulmani la minoranza cristiana.

Sebbene alla crociata partecipassero i re d’Inghilterra Riccardo Cuordileone e di Francia, Filippo II, nonché l’imperatore germanico Federico Barbarossa, i risultati furono irrilevanti (l’imperatore addirittura vi morì, lasciando un


esercito allo sbando). Troppe erano le discordie interne: francesi, inglesi, tedeschi e italiani, si combatteranno a vicenda per il possesso di alcuni territori conquistati. Ma il più ambiguo rapporto si creò tra il re di Francia e il Re d’Inghilterra fino a rompere il sodalizio e ritornare il primo in Francia a combinare guai e a seminare zizzania: Gerusalemme, in sostanza, restava in mano turca, anche se i cristiani residenti avevano libertà di accesso alla città santa.

Riccardo Cuor di Leone dopo i dissidi con il re di Francia rientrato in patria con ben altri obiettivi, preferì invece di combatterlo, fare una pace con Saladino. Ma al ritorno pur scampando a un naufragio, fu fatto prigioniero, poi consegnato a Enrico VI. Sul trono salì il fratello Giovanni Senzaterra, messo in soggezione proprio dal Re di Francia Filippo Augusto. Ritornato libero, Riccardo perdonerà il fratello, affronterà Filippo, riconquisterà il trono, ma nel ’99 nell’assedio di Chalus in combattimento perderà la vita. Tornerà a regnare il fratello più volte in conflitto con l’avido re di Francia, Filippo.

LA QUARTA CROCIATA

1198 Papa Innocenzo III chiama alla crociata dei poveri
1199 Il ventiduenne nobile francese Teobaldo di Champagne e Bonifacio di Monferrato
prendono la croce e raccolgono un esercito
1201 Morte di Teobaldo di Champagne
1202 Bonifacio II di Monferrato e Baldovino IX di Fiandra conducono la quarta crociata. Una
delle più drammatiche e infide spedizioni. L’esercito parte da Venezia su navi
noleggiate presso la città medesima e ai crociati, non essendo in grado di pagare le
spese di trasporto, viene proposto dal doge veneziano, per estinguere il debito, di
andare a riconquistare la città cristiana di Zara.
1203 (inizio) La crociata viene deviata su Costantinopoli.
1203 (aprile) Partenza per Costantinopoli, nonostante le forti opposizioni in seno all’esercito. 1204 I crociati prendono e saccheggiano Costantinopoli, l’ imperatore Alessio III fugge e si
reinsediano Isacco II e il figlio Alessio IV.
1204 (gennaio) Isacco II e AlessioIV vengono assassinati prima che abbiano pagato il debito
crociato.
1204 (aprile) Secondo assalto e conquista della città. Devastazione e saccheggi.
1204 (16 maggio) Baldovino IX di Fiandra incoronato imperatore di Bisanzio in Santa Sofia.
Fondazione dell’Impero latino d’Oriente (1204-1261).

La QUARTA CROCIATA (1202-1204) – Alla fine del XII sec., Papa Innocenzo III bandì la quarta crociata, cercando di approfittare della morte di Saladino (1193). Alla spedizione, diretta non solo verso Oriente, ma anche verso i paesi baltici, parteciparono i feudatari francesi, italiani e tedeschi (questi ultimi furono i soli quelli del Baltico). Essi decisero di partire da Venezia per servirsi della sua flotta: l’intenzione era quella di conquistare Gerusalemme dopo aver occupato l’Egitto. Ma Venezia, che aveva ottimi rapporti commerciali con gli egiziani, riuscì a dirigerli con l’inganno contro la


rivale Bisanzio. I crociati, infatti, che non avevano denaro sufficiente per pagare il viaggio, accolsero la proposta di prestare aiuto ai veneziani per la conquista della città di Zama, appartenente al re cattolico d’Ungheria.

Indignato, Innocenzo III scomunicò i crociati, ma subito dopo concesse il perdono nella speranza che muovessero contro i turchi. I crociati così si diressero verso Costantinopoli, ma qui incontrarono la resistenza della cittadinanza, che non ne voleva sapere dei latini. L’imperatore deposto venne rimesso sul trono senza spargimento di sangue, poiché il fratello usurpatore era fuggito dalla città. Ma i crociati pretesero che accanto all’imperatore fosse nominato con lo stesso titolo anche il figlio, il quale naturalmente aveva intenzione di mantenere fede agli impegni contratti a Zara. Soprattutto con Dandolo, l’ultranovantenne doge veneziano, che aveva fornito a credito il nolo delle navi per il viaggio, pattuito una somma ben precisa e stabilito precisi privilegi.

I crociati per motivi commerciali decisero di vendicarsi: irruppero nella città e per tre giorni la saccheggiarono orrendamente, proclamando l’Impero latino d’Oriente, dimenticandosi del tutto la spedizione contro Gerusalemme.

L’impero latino inizia a crollare del tutto nel 1261, sotto l’urto dei Bulgari e degli Slavi oltre che degli stessi ultimi incapaci governanti bizantini; questi ultimi aiutati dai genovesi, ma anche dai barbari che prima combattevano.

Bisanzio in seguito. si libererà dei latini, sopravviverà per altri 200 anni, ma non tornerà più al suo antico splendore. I Turchi oltre che conquistarla, ne faranno la capitale del loro Stato.

LA QUINTA CROCIATA

Condotta da Giovanni di Brienne, re di Gerusalemme, e Andrea II, re di Ungheria.

1217 (settembre) Federico II parte per la crociata, alla quale si era impegnato fin dal 1215;
ammalatosi a bordo se ne torna indietro e il papa lo accoglie con la scomunica.
1217 Fallimento dei crociati al Monte Tabor.
1218-1219 I crociati prendono Damietta.
1221 Spedizione disastrosa dei crociati verso Il Cairo. Perdita di Damietta.

La QUINTA CROCIATA (1217-1221), bandita da Papa Innocenzo III, la vinse la piena del Nilo. I cristiani ne furono sommersi. I sopravvissuti in cambio di Damietta ottennero dal sultano di ritirarsi liberamente. In questa spedizione ci fu l’ingenuo tentativo di san Francesco d’Assisi di “convertire” il sultano

rivale Bisanzio. I crociati, infatti, che non avevano denaro sufficiente per pagare il viaggio, accolsero la proposta di prestare aiuto ai veneziani per la conquista della città di Zama, appartenente al re cattolico d’Ungheria.

Indignato, Innocenzo III scomunicò i crociati, ma subito dopo concesse il perdono nella speranza che muovessero contro i turchi. I crociati così si diressero verso Costantinopoli, ma qui incontrarono la resistenza della cittadinanza, che non ne voleva sapere dei latini. L’imperatore deposto venne rimesso sul trono senza spargimento di sangue, poiché il fratello usurpatore era fuggito dalla città. Ma i crociati pretesero che accanto all’imperatore fosse nominato con lo stesso titolo anche il figlio, il quale naturalmente aveva intenzione di mantenere fede agli impegni contratti a Zara. Soprattutto con Dandolo, l’ultranovantenne doge veneziano, che aveva fornito a credito il nolo delle navi per il viaggio, pattuito una somma ben precisa e stabilito precisi privilegi.

I crociati per motivi commerciali decisero di vendicarsi: irruppero nella città e per tre giorni la saccheggiarono orrendamente, proclamando l’Impero latino d’Oriente, dimenticandosi del tutto la spedizione contro Gerusalemme.

L’impero latino inizia a crollare del tutto nel 1261, sotto l’urto dei Bulgari e degli Slavi oltre che degli stessi ultimi incapaci governanti bizantini; questi ultimi aiutati dai genovesi, ma anche dai barbari che prima combattevano.

Bisanzio in seguito. si libererà dei latini, sopravviverà per altri 200 anni, ma non tornerà più al suo antico splendore. I Turchi oltre che conquistarla, ne faranno la capitale del loro Stato.

LA QUINTA CROCIATA

Condotta da Giovanni di Brienne, re di Gerusalemme, e Andrea II, re di Ungheria.

1217 (settembre) Federico II parte per la crociata, alla quale si era impegnato fin dal 1215;
ammalatosi a bordo se ne torna indietro e il papa lo accoglie con la scomunica.
1217 Fallimento dei crociati al Monte Tabor.
1218-1219 I crociati prendono Damietta.
1221 Spedizione disastrosa dei crociati verso Il Cairo. Perdita di Damietta.

La QUINTA CROCIATA (1217-1221), bandita da Papa Innocenzo III, la vinse la piena del Nilo. I cristiani ne furono sommersi. I sopravvissuti in cambio di Damietta ottennero dal sultano di ritirarsi liberamente. In questa spedizione ci fu l’ingenuo tentativo di san Francesco d’Assisi di “convertire” il sultano



LA OTTAVA CROCATA

1270 Luigi IX il Santo muore appena giunto a Tunisi.
1274-1275 I mamelucchi saccheggiano la Cilicia.
1277 Carlo d’Angiò pretendente alla corona di Gerusalemme. Si impadronisce di Acri.
1282 Enrico II di Cipro assume il titolo di re di Gerusalemme ma regna solo su Cipro.
1287 Il sultano d’Egitto Qalawun prende Tripoli.
1291 Il sultano al-Ashraf, figlio di Qalawun, prende Acri. I franchi sono espulsi dall’Oriente.

La OTTAVA CROCIATA (1269 ) è l’ultima (ufficialmente). Tramonta il sogno cristiano; é la definitiva disfatta europea. Guida la spedizione Giacomo I d’Aragona, ma già a Barcellona, subito dopo la partenza, una tempesta affonda buona parte della potente flotta. Solo poche navi raggiunsero la meta, ma inutilmente perchè Acri era assediata dai turchi. Senza mezzi, disorganizzati, ridotti di numero, rinunciarono ad una offensiva quasi suicida e se ne tornarono in patria.

LA NONA E LA DECIMA CROCIATA

La NONA CROCIATA (1270) – Ci riprova Re Luigi IX, il Santo; è lui a promuoverla. Si risolse in un disastro totale. Appena sbarcato in Tunisia, negli accampamenti scoppiò una tremenda epidemia di peste, che portò alla morte lo stesso Luigi. Chi sopravvisse se ne tornò in fretta e furia a casa.

La DECIMA CROCIATA (1271-1272) – Preparata dal Re d’Inghilterra Enrico III, la guida suo figlio Edoardo, ma é subito sconfitto. I cristiani perdono anche Krak, il leggendario castello dei cavalieri. A Edoardo non gli resta altro che fare con il sultano un trattato di pace.

Nel 1289 c’è ancora un ultimo proclama, ma senza seguito. Le ultime resistenze cristiane in Terrasanta sono definitivamente sconfitte dai musulmani nel 1291 con la Caduta di S. Giovanni d’Acri. Una grande città abitata da crociati, ma divisa in quartieri, in perenni liti e dove ognuno pensava a difendere il proprio “orticello” più dagli “amici” cristiani che non dai nemici turchi. Andarono così incontro al disastro.

LE ALTRE CROCIATE

(QUASI CANCELLATE DALLA CRONOLOGIA UFFICIALE PER IL TRISTE ESITO)

Oltre quelle citate sopra, ci furono anche altre cinque spedizioni “non ufficiali”, finite tutte tragicamente. Quella degli 80.000 “straccioni” di Pietro l’Eremita del 1095 che abbiamo citata sopra (che é in effetti la prima crociata). Poi ci fu quella dei “Tedeschi” del 1096, che iniziarono il viaggio saccheggiando e massacrando non gli “infedeli” che non raggiunsero mai, ma i tedeschi ebrei di Ratisbona, Worms, Spira, Colonia, Treviri, Magonza. Poi quando penetrarono in Ungheria furono loro massacrati. Nessuno arrivò in Palestina.

Nel 1100-1101 ci fu quella dei 100.000 lombardi diseredati, che diventarono lungo il cammino 200.000, e che avanzarono tra violenze e saccheggi. Giunti sul territorio turco, un terzo furono sterminati ad Amasia, un altro terzo a Iconio. Dei sopravvissuti, il 5 settembre del 1101 tra Isauria e Cilicia non ne rimase vivo nessuno.

Stessa sorte toccò a quella detta “dei bambini” guidata dal monaco Stefano de Cloies. Era il 1212. Il frate imbarcò a Marsiglia 30.000 giovani su sette navi. Due colarono a picco già alla partenza, le altre raggiunsero la Tunisia. Qui i proprietari delle navi per rifarsi dei danni subiti, vendettero come schiavi ai turchi i “bambini” scampati. Federico II quando vi sbarcò sedici anni dopo nel 1228 ne incontrò 700 che erano ormai trentenni.

Non meno sfortunati i “bambini” di un “profeta” anche lui “bambino”, il tedesco Nicholaus di 12 anni, che assicurava i suoi fanatici coetanei che “avrebbe camminato sul mare”. Raccolse 8000 adolescenti creduloni. Recatisi a piedi a Roma, il papa non concesse la benedizione, e li rimandò a casa. Nel riattraversare le alpi in pieno inverno morirono quasi tutti congelati in una bufera di neve.

Si aggiunse a questa, la “crociata dei pastorelli” del 1251, sotto la guida di un altro fanatico pseudo-monaco di nome Giacobbe; un vecchio pastore che  si narra stregaa i giovani con un piffero da pecoraio (da questo episodio nacque probabilmente la famosa leggenda del pifferaio di Hamelin). Formò un esercito di ragazzini francesi. Nell’attraversare città e paesi devastavano le proprietà dei ricchi, massacravano ebrei, razziavano ogni cosa. Avanzando, nell’avvicinarsi alle città, gli abitanti li attesero al varco; furono uccisi tutti.

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